La cancelliera tedesca difende la sua linea dura

Dopo le elezioni in Francia e in Grecia, Angela Merkel ha insistito ieri lunedì sull’importanza della disciplina fiscale in Europa e la crescita sostenuta attraverso riforme strutturali piuttosto che del debito, dopo le sconfitte dei governo pro-austerity in Francia e in Grecia. Ella ha aggiunto che l’eletto presidente francese Francois Hollande sarà sicuramente accolto “a braccia aperte” durante la sua prima visita in Germania, che avverrà dopo il 15 maggio, cioè dopo il passaggio di poteri tra vecchio e nuovo presidentene. In una conferenza stampa a Berlino ha anche detto che lavoreremo bene insieme e intensamente, ma si è dimostrata inflessibile sul patto fiscale europea, al quale Holland vorrebbe aggiungere una componente di crescita. “Il patto fiscale non è negoziabile”, ha insistito il cancelliere conservatore, che ha sostenuto il presidente uscente Nicolas Sarkozy, ripetendo un messaggio già inviato in precedenza dal suo portavoce Steffen Seibert. “Non è possibile rinegoziare tutto dopo ogni elezione”, perché in queste condizioni “L’Europa non funziona più”, ha detto ancora. Se il patto poi dovesse essere rinegoziato su richiesta della Francia, “anche la Grecia potrebbe chiedere la rinegoziazione” del piano di austerità cui si è sottoposta in cambio di aiuti internazionali. A proposito delle elezioni greche, che hanno fatto emergere un rifiuto massiccio di questa austerità, e che vedono i due partiti filo-europei del paese privi di maggioranza, Merkel ha riconosciuto che la situazione è complicata,  ma che comunque sarà della massima importanza che il programma lanciato in Grecia sia perseguito. Chiaramente, non c’è dubbio che il governo Merkel in Europa è disponibile a promuovere politiche di rilancio, solo per favorire il cammino scelto dalla Germania sulle riforme dolorose del mercato del lavoro, istituito con l’ex cancelliere Gerhard Schröder. La Cancelliera ritiene che la discussione sulla crescita “è stata viziata” perché non ha tenuto conto delle riflessioni sulla competitività già avviate a livello europeo con il signor Sarkozy, che oggi ci tiene a ringraziare, ritenendo che le risposte che l’Europa ha dovuto approntate per superare le difficili prove, portano la sua firma”.

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