Aumenta il costo del petrolio: 10 motivi di preoccupazione

Il mondo consuma circa 90 milioni di barili di petrolio al giorno. Se la gente sapesse quanto sia difficile e costoso  trovare 90 milioni di barili di petrolio potrebbe non essere così sorpresa dal prezzo. La recessione dei consumi 2008-2009 ha fatto scendere il consumo a 83 milioni di barili al giorno. Da allora la Cina è cresciuta di un altro 30-40%, seguita a ruota dai paesi del BRIC. A meno di non iniziare ad usare quantità notevolmente inferiori, il prezzo del petrolio non è destinato a scendere in modo duraturo. I prezzi del greggio hanno registrato un’impennata di oltre il 12% da inizio anno sino ad arrivare a 125 dollari al barile e alcuni analisti li vedono ancora più in alto fino a $ 150. Di seguito, secondo un analisi di alcuni esperti italiani, 10 motivi per non essere allegri per un aumento del prezzo del petrolio:
1. Prezzo della benzina più alto: Dato il tipico rapporto tra i prezzi dellq benzina alla pompa e il prezzo del greggio, se quest’ultimo sale a 150 dollari al barile, ci si può aspettare che il prezzo della benzina al litro possa salire da circa € 1,84 a oltre € 2,50 – un nuovo record con un margine significativo. Questa è una brutta notizia sia per l’inflazione e che per la fiducia dei consumatori.
2. Aumenti superiori delle bollette energetiche per la casa: i prezzi del gas e dell’elettricità sono correlati al prezzo del petrolio. Se il petrolio aumenta sensibilmente, è più probabile che no che le bollette energetiche delle famiglie aumenteranno di un certo punto. Infatti, il prezzo del gas scambiato sul mercato all’ingrosso è aumentato di almeno il 10% nel periodo che il petrolio è aumentato. Il tempismo è fondamentale. In Europa continentale, quando i prezzi del petrolio si muovono, le spese energetiche delle famiglie aumentano con la massima tempestività. Solo, nel Regno Unito, l’impennata dei prezzi avviene alla fine dell’inverno. In Italia esiste una specie di scala mobile.
3. Prezzi dei prodotti alimentari: Una buona parte del costo del cibo è dovuto dalla distribuzione, dal carburante per i veicoli agricoli e petrolchimici. Inoltre, l’emergere di bio-carburanti significa che i prezzi del petrolio tende a esercitare una pressione al rialzo sui prezzi delle materie prime agricole, in quanto queste possono essere usate come sostituti per il petrolio.
4. Rischio persistente di alta inflazione: Tutto sommato, si calcola che in uno scenario in cui i prezzi del petrolio aumentino a $ 150 al barile, l’inflazione in Europa aumenti di almeno l’1% in più alla fine di questo anno. Ciò significherebbe che l’inflazione a fine anno sarà un pò superiore al 3% invece del previsto 2%.
5. Il valore del risparmio sarà eroso: se l’inflazione correrà al di di fuori dei ritmi dei tassi d’interesse, allora significa che il valore ‘reale’ dei risparmi cadrà. Ad esempio, con i tassi di interesse intorno allo 1,5% ma l’inflazione vera al 4%, il rendimento reale del risparmio sarà in calo.
6. L’inflazione elevata renderà difficile per le Banche nazionali sostenere la crescita economica attraverso bassi tassi d’interesse. Se l’inflazione dovesse persistere sopra tale livello, allora è meno probabile che la BCE possa sostenere la crescita economica con un ulteriore allentamento della politica (cioè quantitative easing) e potrebbe essere necessario alzare i tassi d’interesse più velocemente di quanto non sia avvenuto per i prezzi del petrolio.
7. I rivenditori di prodotti di alta fascia soffriranno: i consumatori non hanno molta scelta sull’opportunità o meno di pagare per il cibo e l’energia. Hanno bisogno di mangiare e di riscaldare le case. Quindi un aumento delle spese per gli stessi lascia meno denaro da spendere in beni discrezionali ‘cose divertenti’  come televisori e abbigliamento.
8. L’inflazione danneggia la crescita economica: La causalità tra la crescita e l’inflazione ha funzionato in senso inverso rispetto allo scorso anno. Alta inflazione ha frenato la crescita. La saggezza convenzionale avrebbe potuto sostenere che la crescita debole avrebbe portato a rallentare l’inflazione. La grande speranza per il 2012 è che il rallentamento della crescita dell’inflazione aiuterà a riprendere una traiettoria verso l’alto. Più in particolare, se l’inflazione scende bruscamente s’invertirà la stretta sulla liquidità delle famiglie che a sua volta contribuirà a rilanciare i consumi. Se il petrolio sale a 150 dollari al barile ci sarà probabilmente dato ancora di vedere un rallentamento dell’inflazione e una ripresa della crescita, anche se così impressionante come potrebbe essere stato in caso di riduzione dei prezzi dell’energia.
9. Il programma di austerità del governo soffrirà: Ci sono un certo numero di canali attraverso i quali i prezzi del petrolio avranno un impatto per le finanze pubbliche:
a.  Il governo dovrà affrontare una maggiore spesa per interessi sulla quota del debito nazionale che è legata all’inflazione;
b. Il rallentamento della crescita economica ridurrà le entrate fiscali e potrebbe condurre a spese delle amministrazioni pubbliche per prestazioni di disoccupazione;
c.  Sara più difficile per il governo attuare altri aumenti delle accise sulla benzina, è più probabile che dovrà diminuirle.
10. Proteste pubbliche e interruzioni: la rabbia dell’opinione pubblica al crescente costo del carburante potrebbe provocare blocchi e scioperi. Acquisti dettati dal panico e code ai distributori di benzina non sono cose buone per le aspettative della società.

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