Assicurazioni italiane sotto tiro da parte delle agenzie di rating

Ieri l’agenzia di rating Fitch ha tagliato da stabile a negativo l’outlook per le compagnie assicurative italiane, sia nel ramo danni sia in quello vita. La decisione riflette la prospettive di una minore crescita e quindi la minore capacità di creare profitti nel settore nei prossimi 12-24 mesi. La revisione dell’outlook, che segue il taglio del rating sul debito sovrano dell’Italia (A+), indica un possibile declassamento del rating delle principali compagnie assicurative entro 12-14 mesi. Fitch spiega che c’é un legame tra i rating delle assicurazioni italiane e la valutazione sovrana, in quanto le compagnie detengono rilevanti quantità di titoli di Stato italiani, così come titoli di altre istituzioni italiane, finanziarie e non. Inoltre la maggior parte dei gruppi assicurativi italiani che hanno un rating di Fitch sono players domestici senza una significativa presenza all’estero e pertanto altamente collegati a un’economia in cui le misure di austerità del governo probabilmente freneranno gli investimenti e i consumi privati. Inoltre Fitch ha posto sotto osservazione anche il rating di alcune banche italiane a seguito del downgrade del debito sovrano e ha tagliato il rating di Intesa Sanpaolo. Intesa vede ridotto da AA- a A il rating sul debito a lungo termine, a F1 da F1+ quello a breve. Inoltre Unicredit è posta in ‘rating watch’ negativo e l’outlook del Banco Popolare è passato da stabile a negativo. Inoltre l’agenzia ha declassato il rating del Programma Covered Bond di Cdp da ‘AA+’ ad ‘AA’. La decisione, comunica l’agenzia, “fa seguito al medesimo intervento compiuto sul rating del debito sovrano il 7 ottobre 2011″. Lo scorso venerdì l’agenzia di ratig aveva seguito le colleghe americane Moody’s e S&P, tagliando il rating sul debito italiano di un notch, da “AA-” ad “A+”. Bisogna anche ricordare che le compagnie potranno condividere le perdite con gli assicurati ad esempio nelle polizze unit linked nel vita. Tuttavia Fitch ritiene che tanto maggiore sarà il grado di stress finanziario sui titoli implicati nei contratti unit linked o simili, tanto minore sarà lo spazio di manovra per gli assicuratori ai fini della condivisione delle perdite con gli assicurati, perché le garanzie sottostanti comincerebbero ad erodere il capitale delle compagnie. L’outlook continua anche a prendere in considerazione le deboli prospettive di crescita del Pil italiano e il peggioramento delle condizioni economiche delle famiglie che potrebbe influire negativamente sulla vendita dei prodotti assicurativi nel 2011 e nel 2012. Tuttavia la redditività tecnica dei rami danni continua a progredire grazie all’aumento dei prezzi di vendita delle polizze e ad uno stretto  controllo sui risarcimenti.

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