Assicurazioni RCA più 5% annuo

Secondo  Fabio Cerchiai, presidente dell’Ania “La spesa media degli italiani per le polizze Rc auto in realtà è cresciuta del 4,5% nel 2010 e del 5% nei primi sei mesi del 2011″. Questa è stata la risposta data al TG1, alle accuse che l’aumento delle polizze RCA sarebbe stata in alcuni casi e in alcune regioni del Sud, Campania in testa, anche del 36%. I casi più eclatanti avvengono quando le stesse compagnie assicuratrici disdettano le polizze anche in non presenza di sinistri, rioffrendo ai clienti la stessa polizza a prezzi aumentati. Comportamento legale, ma che tuttavia lascia perplessi la maggioranza degli assicurati. La ricetta del Presidente dell’Ania per far scendere i prezzi delle polizze è che occorre intervenire soprattutto nella ricerca di una nuova disciplina delle microinvalidità in linea con quella europea che non prevede riconoscimenti d’invalidità permanente per i piccoli colpi di frusta; una tabella per le invalidità gravi decisa dal legislatore su base di equità e unica su tutto il territorio nazionale; una revisione del sistema bonus malus ripristinando la disciplina in vigore prima delle leggi del 2007″. Altro problema che incide sui costi delle polizze  è quello delle frodi, che rappresentano “mediamente il 3% dei sinistri dell’intero territorio nazionale con punte del 10%-12% in alcune regioni, come la Campania e le Puglie”. Per quanto attiene alle critiche dell’Antitrust sul mancato funzionamento dell’indennizzo diretto, Cerchiai ha rilevato che in realtà questo sistema ha “contribuito efficacemente a migliorare il servizio riducendo i tempi di liquidazione ed aumentando così la soddisfazione dell’assicurato danneggiato.  Minore impatto ha avuto, sul contenimento dei premi, dove comunque è servito ad eliminare spese legali improprie nella fase di liquidazione amichevole dei sinistri.

Grecia: un “taglio” del 50%

Per l’annunciata ristrutturazione del debito greco, banche e altri istituti finanziari nazionali sono in prima linea, perché detengono la maggior parte del debito sovrano del paese. La buona notizia è che la Grecia viene definitivamente sostenuta dallo sconto (“haircut”) applicato ad una porzione del suo debito (50%), concordato ieri a Bruxelles dalla comunità bancaria. La cattiva notizia è che le banche ed altre istituzioni finanziarie saranno più pesantemente colpite dal debito greco dal momento che sono le detentrici di obbligazioni sovrane. Secondo il ministro delle Finanze greco, Evangelos Venizelos, le banche greche  detengono quasi 44 miliardi di euro di obbligazioni e i fondi pensione  circa $ 8 miliardi, pari al 15% del totale del debito pubblico del paese. I creditori sono invitati a partecipare su base volontaria, in un’operazione di scambio di titoli contro i nuovi obblighi con scadenze più lunghe e un dimezzamento del loro valore. Voci contrastanti si erano levate qualche settimana fa, fra cui l’ex ministro delle finanze George Papaconstantinou: “Uno sconto consistente sul debito greco metterebbe in pericolo l’economia, il paese, il sistema bancario, i fondi pensione e di cassa” , aveva avvertito. Fortunatamente, i partner della Grecia prevedono di minimizzare le conseguenze della ristrutturazione del debito delle finanze del paese. Come i leader della zona euro avevano già programmato il 21 luglio, in prima linea oggi, parte del Patto di stabilità europeo (EFSF) sarà utilizzato per finanziare la ricapitalizzazione delle banche e degli altri istituti finanziari indeboliti dalla ristrutturazione del debito”.  Il capitale verrà fornito alle banche, questo significa che i risparmiatori possono stare tranquilli ” ha insistito ieri il presidente del fondo di stabilità del settore bancario greco, Panagiotis Thomopoulos, anche se dall’inizio della crisi nel gennaio 2010, i depositi delle imprese greche e delle famiglie è diminuita del 20%, riflettendo una delle principali preoccupazioni dei residenti greci. L’altro pericolo di ristrutturazione del debito greco è una paralisi del sistema bancario nazionale. La Banca centrale europea dovrebbe logicamente rifiutarsi di accettare, come garanzia, un finanziamento titoli detenuti dalle banche se sono degradati in mora dalle agenzie di rating. Gli europei, tuttavia, auspicano che si possa limitare il tempo del default del debito greco, evitando il collasso del sistema finanziario nazionale. Nel peggiore dei casi, i partner europei potrebbero garantire i finanziamenti per le banche greche.

La Bundestag approva il nuovo EFSF potenziato

Poche ore prima di un altro vertice Ue a Bruxelles, la Bundestag con una schiacciante maggioranza ha dato via libera al piano del Cancelliere Angela Merkel nella lotta contro la crisi del debito in euro. Il parlamento ha votato oggi mercoledì con 503 di maggioranza su 596 voti una risoluzione adeguata. Questa prevede, tra l’altro, che il fondo di salvataggio EFSF può mobilitare i mezzi in più del cosiddetto effetto-leva. La risoluzione adottata prevede due modi d’intervento dell’EFSF per una eventuale ristrutturazione. Uno  è quello di acquistare una certa quantità di titoli di Stato a protezione anche degli investitori privati. Il secondo  prevede che il rischio conseguente potrebbe essere condiviso attraverso l’utilizzo di una società veicolo dei fondi pubblici e fondi privati a sostegno degl’interventi dell’EFSF. Il Cancelliere aveva precedentemente attirato l’attenzione per un possibile maggior rischio del previsto, massimizzando l’EFSF. “Non possiamo escluderlo”, ha detto nella sua dichiarazione al Bundestag a Berlino, ma si ritiene che il rischio sia accettabile, quindi deve essere affrontato. “Dopo aver esaminato tutte le possibilità, un’alternativa migliore, allo stato attuale delle cose,  non esiste per me”, ha detto il Cancelliere. Ha poi annunciato che la quota tedesca del fondo EFSF salirà a € 211 miliardi. In vista dei prossimi negoziati a Bruxelles ha anche parlato di un nuovo pacchetto di salvataggio per la Grecia, per il quale la Merkel ha chiesto una maggiore partecipazione del settore privato al debito del paese mediterraneo. Il settore privato deve essere coinvolto in “misura significativamente maggiore”, ha detto. “Vogliamo che la Grecia si rimetta velocemente in piedi, anche se la riduzione del debito da sola non risolverà i problemi della Grecia. Merkel ha poi elogiato il fatto che CDU/CSU, FDP, SPD e Verdi, siano riusciti a formulare una proposta congiunta. Questo è un “segnale politico” che è andato ben oltre le dichiarazioni politiche e finanziarie della richiesta: la Germania lavora insieme per la tutela dell’integrazione europea. Tale messaggio è importante in vista di “trattative non facili” nel vertice di Bruxelles.

I progressi compiuti sull’eurocrisi

Poco è trapelato dagli incontri del fine settimana, anche se, secondo indiscrezioni di stampa, i leader europei sarebbero vicini a un accordo sulla ricapitalizzazione del sistema bancario, che prevede un’iniezione di capitale pari a 109 miliardi di euro, con l’obiettivo di portare il core Tier 1 al 9%. I fondi dovrebbero essere reperiti in primis dalle banche stesse sul mercato, in seconda battuta dai singoli governi e solo da ultimo con il sostegno del fondo salva-stati, anche se rimangono incerte le stime relative all’effettivo fabbisogno di capitale. Ricevuta l’approvazione da parte del Consiglio Europeo per l’erogazione della sesta tranche da 8 mld di €  del primo prestito, il Governo greco rimane ora in attesa del via libera definitivo del Board del FMI, che dovrebbe coincidere con la pubblicazione del rapporto finale della Troika, utile ad impostare sia l’architettura del nuovo pacchetto di aiuti da 109 miliardi, che il piano di coinvolgimento del settore privato  (le svalutazioni dei titoli potrebbero salire dal 21% al 40-60%). Infine non si registrano significativi progressi sul fronte delle negoziazioni per l’ampliamento della potenza di fuoco dell’EFSF, per il quale bisogna attendere il passaggio legislativo nel parlamento tedesco della Merkel. Inoltre i leader europei hanno aumentato la pressione sul primo ministro italiano Silvio Berlusconi per specificare come farà a raggiungere obiettivi di riduzione del bilancio. L’attenzione per l’Italia ha sottolineato una spinta da parte dei leader per evitare che nella crisi del debito s’impantani la terza più grande economia dell’area dell’euro, accumulando rischi su Francia e Germania. I responsabili politici italiani, pressati da politici e investitori di tutto il mondo, stanno lottando per escogitare un piano che convinca i mercati e sradichi il contagio. Piuttosto suscita perplessità la cancellazione, senza spiegazioni, della riunione dei 27 ministri delle Finanze in programma prima della riunione dei  27 leader europei di domani mercoledì pomeriggio. A Berlino, i legislatori, vogliono avere voce in questo salvataggio e per il futuro, discutere la nuova strategia del cancelliere tedesco Angela Merkel che oggi ha dichiarato che :”Siamo tutti in un nuovo territorio”. A Roma, il Gabinetto di Berlusconi è riuscito a concordare un documento in cui il piatto forte, oltre alla famose misure di liberalizzazione per stimolare la crescita economica, è l’ innalzamento dell’età di pensionamento a 67 anni entro il 2025. Così ora la data importante da guardare è mercoledì 26, dopo che tutti hanno tenuto le loro “riunioni preparatorie”. In ogni caso, altre suspense non saranno un bene per l’euro.

Debito greco verso uno sconto del 50%

I Ministri dell’Eurozona avrebbero concordato un taglio significativo del debito della Grecia sul quale saranno coinvolti i paesi extra euro dell’UE. Su questa scelta i ministri delle finanze avrebbero convenuto in una riunione a Bruxelles tra ieri venerdì e oggi sabato. Il capo gruppo Jean-Claude Juncker ha dichiarato che un “significativo aumento” del contributo della BCE è stato concordato per salvare i Greci. Da queste fonti si è appreso anche che i creditori privati della Grecia, riuniti in sede di IIR (Istituto Internazionale delle finanze) avrebbero accettato uno sconto tra il 50% e 55% del debito pubblico. L’annuncio e la cifra finale saranno annunciate durante il fine settimana, probabilmente in occasione del vertice UE che si terrà domenica a Bruxelles. Una fonte diplomatica presente al vertice dell’Eurogruppo ha detto che la decisione di portare fino al 50% lo sconto è avvenuto dopo la lettura del progetto di relazione finale della Troika sulla Grecia. Esperti internazionali, inviati tra settembre e ottobre ad Atene, avevano lanciato l’allarme sulla pericolosa deriva del deficit di bilancio greco, nonostante le drastiche politiche di risanamento dei conti pubblici attuate dal governo. La necessità di ridurre la deriva in misura significativa dell’importo del debito è motivata dal fatto di rendere la sua gestione redditizia nel medio termine. Se il risanamento del debito greco dovesse essere rinviato fino al 2020 e al 110% del PIL,  sarebbe necessario uno sconto del 60%, come risulta dall’analisi del debito fatto dalla Troika.  I buchi allargati raggiungerebbeo un gap finanziario di 252 miliardi di euro, circa € 150 miliardi in più ai calcoli del mese di luglio. “E’ chiaro che una riduzione sostanziale del debito è necessario”, ha detto il ministro delle Finanze svedese Anders Borg. “Non credo che dovremmo fare doni alle banche”. L’accordo, che sarà varato al vertice UE di mercoledì, chiarirà con chi e come, Vittorio Grilli, capo del Comitato economico e finanziario dell’Unione europea, dovrà avviare negoziati. L’accordo inoltre si è distinto per la disputa su una leva che il fondo di salvataggio EFSF, dovrà effettuare. Due le varianti ancora in discussione questa mattina,  organizzare un “Fondo di Stato” per sfruttare capitali al di fuori dell’area euro. L’agenzia di stampa DAPD ha comunicato notizie sul punto d’incontro dei Ministri delle Finanze. “Fondi statali” da Singapore o della Norvegia, per esempio, potrebbero creare una società veicolo con l’EFSF. I soldi in più potrebbe aumentare l’efficacia del EFSF. La variante due è una soluzione assicurativa: Qui, il EFSF emetterebe nuovi titoli di stato a copertura garantita dai partner dell’Eurozona, in modo da poter fare di più anche con un capitale di 1.000 miliardi € cioè una “assicurazione parzialmente completa.” Secondo i diplomatici, i due modelli sono indicativi e possono anche essere combinati. Il modello preferito dalla Francia, per dare l’EFSF una licenza bancaria, così da poter ottenere denaro contante presso la Banca centrale europea non è più perseguito.

Crisi del debito europeo, GB in soccorso dell’euro

George Osborne, attuale Cancelliere dello Scacchiere del Regno Unito ha dichiarato che la nazione è disponibile a presentare un disegno di legge per il salvataggio dell’euro attraverso un aumento del fondo del FMI per salvare i paesi europei indebitati, a condizione che un accordo per stabilizzare la zona euro sia raggiunto al vertice di Parigi dei ministri del G20. Il Cancelliere, parlando al summit del G20 a Parigi, si è detto disposto a prendere in considerazione un piano per aumentare la potenza di fuoco del Fondo monetario internazionale, a condizione che un accordo di salvataggio concordato porti in due anni a termine la crisi del debito sovrano. Pompare più denaro nel prestatore con sede a Washington come “un sostituto”, ha detto,  ai leader europei elaborando il pacchetto di misure finanziarie necessarie per ripristinare la stabilità nella zona euro. Il supporto qualificato che Osborne vuole per la creazione di una rete più ampia di sicurezza globale potrebbe vedere il Regno Unito fornire ulteriori prestiti al FMI, anche se funzionari hanno detto che per un accordo di salvataggio completo si dovrebbero avanzare richieste più fattibili. Le sue osservazioni sono state progettate per sostenere le iniziative dei ministri delle finanze del G20 per arrivare a una soluzione definitiva alla crisi, e per placare la destra dei parlamentari conservatori che hanno espresso preoccupazioni circa la fornitura  di ulteriori prestiti alla zona euro. I suoi commenti sono stati su come i leader europei hanno continuato a disputare della dimensione e della forma del fondo necessario per salvare la Grecia e prevenire un eventuale collasso dell’Italia e della Spagna. Il momento decisivo potrebbe arrivare in un vertice dei leader europei domenica prossima (23 ottobre), quando la Germania e la Francia hanno promesso di definire un piano che avrebbe fermato la diffusione della crisi del debito in altri paesi, proteggere le banche in sofferenza e prevenire l’economia globale da una nuova recessione. Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha rifiutato di trarre la conseguenza che il pacchetto sarà pari al “grande bazooka” richiesti dai mercati finanziari. La scorsa settimana la speculazione ha giocato con i 440 miliardi di € del Fondo europeo di stabilità finanziaria (EFSF) concordato da tutti i paesi dell’Eurozona che sarebbe stato esteso a quasi 2000 miliardi di €.  L’EFSF ha le risorse per far fronte al salvataggio di Grecia, Portogallo e Irlanda, ma sarebbe sopraffatto dalle necessità di salvare  economie più grandi come l’Italia o la Spagna. Osborne ha detto che il colloqui di Parigi avevano chiarito l’urgenza con cui i leader della zona euro avrebbero dovuto concordare misure per puntellare le loro banche, rafforzare l’EFSF e sviluppare una soluzione sostenibile per la Grecia, con una linea che permetta ad Atene un default su almeno la metà dei suoi debiti.” La crisi rimane l’epicentro degli attuali problemi economici del mondo,” ha detto. “Dal Consiglio europeo è chiaramente il momento in cui la gente si aspetta qualcosa di impressionante.” Resta inteso che approfondite discussioni sul focus dell’ EFSF e su come espandere la sua missione è probabile che continuerà fino al vertice di Cannes dei leader mondiali nel mese di novembre. Diversi paesi della zona euro sono diffidenti nei confronti di espandere il fondo, timorosi di fornire una luce verde all’Italia e alla Spagna per rilassarsi sui loro piani di rientro del debito. Olanda, Finlandia e Austria sono alleati con la Germania nel chiedere agli investitori privati, tra cui grandi banche europee e fondi d’investimento statunitensi, di accettare perdite più forti sui loro prestiti alla Grecia come parte di un pacchetto di salvataggio complessivo. Gli investitori hanno finora respinto l’ipotesi che prevede di aumentare il concordato per perdite dal 21% a quasi il 40%, aspettando che la Grecia rimanga sulla buona strada per tagliare i propri debiti ed alleviare l’onere per il suo principale creditore, la Banca centrale europea. Le preoccupazione che 20 o 30 banche europee sarebbero costrette a cercare capitali extra, probabilmente dai contribuenti, ha allarmato Bruxelles, incrementando l’urgenza di trovare un modo per proteggere i debiti sovrani senza distruggere i bilanci delle banche. Il G20 ha ritardato una decisione su un incremento del fondo attuale di salvataggio del FMI, che potrebbe essere raddoppiato, anche se gli azionisti dominanti del FMI, compresi Stati Uniti, Giappone, Germania e Cina, ritengono che gli attuali 300 miliardi di € siano sufficienti.Il Segretario al Tesoro Usa Timothy Geithner ha detto che, con il Regno Unito, Canada e Australia, gli Stati Uniti sono aperti a discussioni su un Fondo monetario internazionale più forte, ma che la maggior parte delle risorse rimaste a disposizione sono molto consistente e che non sono ancora state impegnate.

Assicurazioni italiane sotto tiro da parte delle agenzie di rating

Ieri l’agenzia di rating Fitch ha tagliato da stabile a negativo l’outlook per le compagnie assicurative italiane, sia nel ramo danni sia in quello vita. La decisione riflette la prospettive di una minore crescita e quindi la minore capacità di creare profitti nel settore nei prossimi 12-24 mesi. La revisione dell’outlook, che segue il taglio del rating sul debito sovrano dell’Italia (A+), indica un possibile declassamento del rating delle principali compagnie assicurative entro 12-14 mesi. Fitch spiega che c’é un legame tra i rating delle assicurazioni italiane e la valutazione sovrana, in quanto le compagnie detengono rilevanti quantità di titoli di Stato italiani, così come titoli di altre istituzioni italiane, finanziarie e non. Inoltre la maggior parte dei gruppi assicurativi italiani che hanno un rating di Fitch sono players domestici senza una significativa presenza all’estero e pertanto altamente collegati a un’economia in cui le misure di austerità del governo probabilmente freneranno gli investimenti e i consumi privati. Inoltre Fitch ha posto sotto osservazione anche il rating di alcune banche italiane a seguito del downgrade del debito sovrano e ha tagliato il rating di Intesa Sanpaolo. Intesa vede ridotto da AA- a A il rating sul debito a lungo termine, a F1 da F1+ quello a breve. Inoltre Unicredit è posta in ‘rating watch’ negativo e l’outlook del Banco Popolare è passato da stabile a negativo. Inoltre l’agenzia ha declassato il rating del Programma Covered Bond di Cdp da ‘AA+’ ad ‘AA’. La decisione, comunica l’agenzia, “fa seguito al medesimo intervento compiuto sul rating del debito sovrano il 7 ottobre 2011″. Lo scorso venerdì l’agenzia di ratig aveva seguito le colleghe americane Moody’s e S&P, tagliando il rating sul debito italiano di un notch, da “AA-” ad “A+”. Bisogna anche ricordare che le compagnie potranno condividere le perdite con gli assicurati ad esempio nelle polizze unit linked nel vita. Tuttavia Fitch ritiene che tanto maggiore sarà il grado di stress finanziario sui titoli implicati nei contratti unit linked o simili, tanto minore sarà lo spazio di manovra per gli assicuratori ai fini della condivisione delle perdite con gli assicurati, perché le garanzie sottostanti comincerebbero ad erodere il capitale delle compagnie. L’outlook continua anche a prendere in considerazione le deboli prospettive di crescita del Pil italiano e il peggioramento delle condizioni economiche delle famiglie che potrebbe influire negativamente sulla vendita dei prodotti assicurativi nel 2011 e nel 2012. Tuttavia la redditività tecnica dei rami danni continua a progredire grazie all’aumento dei prezzi di vendita delle polizze e ad uno stretto  controllo sui risarcimenti.

Fondiaria-SAI e Milano Assicurazioni calano in Borsa

Con una nota di ieri sera, su richiesta della Consob, Fondiaria-SAI ha reso noto che sulla base delle informazioni ad oggi disponibili e degli andamenti attuali dei mercati finanziari, la Società considera ragionevole ritenere che il risultato netto di gruppo previsto nel budget 2011 per un ammontare superiore a 50 milioni di euro non verrà raggiunto. Per le stesse motivazioni si considera “ragionevole ritenere il mancato raggiungimento anche da parte di Milano Assicurazioni del risultato netto di gruppo previsto nel budget 2011 di quest’ultima in un ammontare pari a circa 50 milioni di euro”.
Confermando il rating hold e il prezzo obiettivo a 1,7 euro, questa mattina gli analisti di Deutsche Bank hanno commentato l’annuncio effettuato dal gruppo, sottolineando che l’accelerazione nel processo di cessione di asset non strategici e la riduzione dell’esposizione nelle partecipazioni azionarie attirano ora l’attenzione del mercato sui miglioramenti nel core business. La società ha poi segnalato che il budget 2011 “non comprendeva eventuali effetti economici positivi derivanti dalla cessione di asset non strategici diversi dagli asset immobiliari, salvo le plusvalenze nette derivanti da cessione di immobili, pari a 33 milioni al netto dell’effetto fiscale”. A tal proposito, ad oggi, il dato consuntivo ammonta a circa 36 milioni, di cui 31 derivanti dalla cessione della partecipazione in Citylife; altre trattative finalizzate a ulteriori dismissioni “sono tuttora in corso”. Per quanto riguarda invece i margini di solvibilità, Fonsai rende noto che la stima fornita lo scorso 4 agosto in occasione della presentazione dei risultati consolidati al 30 giugno 2011 (pari al 112%) “è ovviamente soggetta a fluttuazione nel residuo periodo dell’esercizio, considerato che la grandezza è significativamente influenzata dalla volatilità dei mercati finanziari”. “Il margine di solvibilità – si legge ancora nella nota – è oggetto di costante monitoraggio e gli sforzi della compagnia e del gruppo sono comunque finalizzati al raggiungimento dell’obiettivo del 120% alla fine dell’esercizio, anche per effetto delle possibili dismissioni sopra accennate”. Per la fine del terzo trimestre, il margine dovrebbe attestarsi attorno al 115%, tenuto conto “di quanto previsto dal regolamento Isvap n. 37/2011″. Al 30 settembre, spiega Fonsai, alla luce della crisi del debito sovrano e delle conseguenti marcate oscillazioni dei mercati finanziari, le rettifiche di valore rilevate sugli strumenti finanziari classificati quali «disponibili per la vendita» ammontavano a circa 250 mln, a livello consolidato.

Fondo di garanzia per le vittime della strada: quando e come interviene

Questo Fondo di Garanzia interviene ogni volta che un sinistro è causato da un veicolo o natante non identificato, o non coperto da assicurazione, o assicurato presso un’impresa in stato di liquidazione coatta amministrativa. Il Codice delle Assicurazioni del 2005 ha introdotto una quarta ipotesi, quando cioe’ il veicolo sia stato posto in circolazione contro la volontà del proprietario, usufruttuario, locatario o acquirente con patto di riservato dominio. Il nuovo Codice delle Assicurazioni oggi qualifica espressamente il Fondo di Garanzia quale “sistema di indennizzo” Ai sensi dell’art. 283, comma 2, il Fondo di garanzia, qualora il veicolo responsabile del sinistro non sia stato identificato, risponde dei soli danni alle persone. In caso di danni gravi alla persona, il risarcimento e’ dovuto anche per i danni alle cose il cui ammontare sia superiore a euro 500,00- (modifica introdotta dal D.LGS n. 198/2007). Incombe al danneggiato l’onere di provare la responsabilità del veicolo non identificato, nonché l’impossibilità di identificarlo: “…il danneggiato il quale promuova richiesta di risarcimento nei confronti del Fondo di garanzia, sul presupposto che il sinistro sia stato cagionato da veicolo non identificato, deve, in primo luogo, provare le modalità del sinistro e l’attribuibilità dello stesso alla condotta dolosa o colposa (esclusiva o concorrente) del conducente di altro veicolo e, in secondo luogo, provare anche che tale veicolo è rimasto sconosciuto (Cass.19.9.92, n. 19762, in Rep. Giust. Civ., 1993, 323). Per quanto riguarda la prova dell’impossibilità di identificare il veicolo danneggiante, essa si ritiene raggiunta quando il conducente responsabile non si sia fermato, o quando il danneggiato non si trovava in condizioni psicofisiche tali da poter identificare il veicolo danneggiante. In ordine alla prove della responsabilità, invece, la Suprema Corte ha statuito che nei confronti del Fondo di garanzia trova applicazione anche la presunzione di responsabilità concorrente di cui all’art.2054.Infine, va rilevato che se i responsabili di un sinistro sono diversi e uno solo non identificato, l’impresa designata per il Fondo di garanzia è obbligata in solido con gli altri assicuratori (Cass. 23.1.91, n. 643, in Foro Italiano, 1991, 1, 2441).Quando il veicolo danneggiante non risulti assicurato, ex art. 283 comma 2, il Fondo di garanzia è obbligato a risarcire non solo i danni subiti alla persona ma anche i danni alle cose (il D.LGS n. 198/2007 ha eliminato il limite previgente di euro 500,00). Per quanto riguarda il regime della prova, incombe al danneggiato l’onere di provare la mancanza di copertura assicurativa del danneggiante. Questa prova viene considerata raggiunta o per ammissione esplicita del responsabile, oppure attraverso il rapporto dei Pubblici Ufficiali intervenuti sul luogo del sinistro. Va comunque rilevato che ove manchi la risposta del responsabile all’invito di indicare il nominativo della propria compagnia assicuratrice, la prova della mancanza di copertura assicurativa non si considera raggiunta. Il danneggiato, infatti, deve in questo caso provare di aver usato l’ordinaria diligenza nell’eseguire le opportune indagini e che le stesse hanno avuto esito negativo senza sua colpa. Nell’ipotesi in cui il veicolo del responsabile risulti assicurato presso un’impresa posta in liquidazione coatta amministrativa, il Fondo di garanzia è tenuto al risarcimento di tutti i danni, senza limiti, alle persone (patrimoniali e non) e alle cose.Per quanto riguarda l’ipotesi del veicolo posto in circolazione contro la volonta’ del proprietario, usufruttuario, locatario o acquirente con patto di riservato dominio, il risarcimento è dovuto sia per i danni alla persona che per i danni a cose. Infine, l’intervento del Fondo di garanzia si ha nelle due ipotesi introdotte dal D. LGS n. 198/07: a) quando il sinistro è provocato da un veicolo estero che transiti sul territorio dello Stato e che risulti privo di copertura assicurativa; b) quando il danno è provocato da un veicolo estero con targa non corrisponente o non più corrispondente allo stesso veicolo. In questi casi, il Fondo è tenuto a risarcire sia i danni alla persona che i danni a cose. L’art. 286 dispone che la liquidazione del danno è effettuata a cura di un’impresa designata dall’ISVAP secondo quanto previsto nel regolamento adottato dal Ministro delle attività produttive. Ne consegue che il risarcimento del danno non viene operato direttamente dal Fondo di garanzia, ma da un’impresa assicuratrice designata per ogni regione italiana che viene successivamente rimborsata dal Fondo di garanzia. In caso di azione giudiziaria, quindi, la legittimazione passiva spetta esclusivamente all’impresa assicuratrice designata, e non al Fondo di garanzia per le vittime della strada. Lo stesso avviene per la legittimazione passiva nell’eventuale procedimento esecutivo successivo. In caso di erronea citazione in giudizio di un’impresa che risulti designata relativamente ad una regione diversa da quella in cui è avvenuto il sinistro, ne consegue il difetto di legittimazione passiva rilevabile anche d’ufficio in ogni stato e grado del procedimento (Cass. 27.10.98, n. 10694, Guida al diritto, 1999, 96). La proposizione dell’azione diretta richiede, more solito, il preventivo adempimento dell’onere della richiesta risarcitoria con lettera raccomandata con R.R. che deve essere inoltrata all’impresa assicurativa designata nonche’ al Fondo di Garanzia rappresentato presso la Consap – Concessionaria servizi assicurativi pubblici S.p.A. nei casi previsti dall’art. 283. L’azione in questi casi puo’ essere proposta solo dopo che siano decorsi 60 giorni dalla richiesta risarcitoria. Nei casi previsti dall’art. 283, comma 1, deve essere convenuto in giudizio anche il responsabile del danno.

Nuova bancassurance tra Generali Assicurazioni e la russa VTB

La partnership con Generali nella bancassurance è una delle opzioni all’esame di Vtb, ma “la decisione finale sarà presa in tempi brevi”.  Lo indica il gruppo bancario russo in una dichiarazione a Radiocor. “Vtb sta valutando diverse opzioni per sviluppare il suo business assicurativo e la partnership con Generali è tra queste”, indica il gruppo. “Al momento sono in corso trattative” con il gruppo italiano e “prevediamo che la decisione finale sara’ presa in tempi brevi”. Una settimana fa l’esecutivo delle Generali aveva dato il via libera al piano per la Russia. Il business plan era stato presentato dall’a.d. Sergio Balbinot e al termine della riunione il ceo Giovanni Perissinotto aveva spiegato che “auspicabilmente”  la conclusione dell’accordo con la banca russa Vtb è prevista “entro la fine dell’anno”. Il progetto prevede una joint venture nella bancassurance con Vtb e per Generali   “l’obiettivo è avere la quota di maggioranza”.