La Banca Mondiale sulla crisi dei debiti sovrani

Il Presidente della Banca Mondiale Robert Zoellick, in una dichiarazione al quotidiano The Weekend Australian, ha detto che il mondo affronta una nuova bufera diversa e più pericolosa rispetto al 2008 a causa della crisi del debito che ha colpito la zona euro. “Nelle ultime due settimane, ha aggiunto, il mondo ha avuto un recupero difficile e a varie velocità. “La maggior parte dei paesi sviluppati hanno esaurito le loro politiche fiscali e monetarie di flessibilità. Zoellick ha riconosciuto, di non avere una formula per risolvere il problema, ma ha osservato che “la lezione del 2008  dovrebbe insegnare che agire in ritardo rende tutto più difficile. Il Presidente della Banca Mondiale ha esortato i leader europei ad affrontare i problemi del debito sovrano con  urgenza, perché, a suo parere, questa è una questione di gran lunga peggiore di ciò che ha portato al declassamento del credito degli Stati Uniti. Un’altra preoccupazione degli Stati Uniti sono gli scontri nel Regno Unito, che possono far deragliare le politiche di austerità adottate dal governo. Zoellick è arrivato in Australia all’inizio di questa settimana per partecipare ad una serie di eventi tra cui la riunione annuale dei governi di Washington e Canberra. Il presidente dell’istituto finanziario è anche sicuro che gli acquisti di obbligazioni da parte della BCE dei paesi della zona euro con problemi di debito pubblico come: Portogallo, Grecia, Spagna e Italia risolverà i problemi di liquidità, ma ritiene che alla fine bisognerà fare i conti con i fondamentali. Per quanto riguarda la Cina, Zoellick ha dichiarato che il recente aumento del tasso d’inflazione nel mese di luglio nel gigante asiatico, il 6,5% l’aumento più alto in 37 mesi, ha probabilmente portato ad un apprezzamento dello yuan. Ma ha anche avvertito che se l’inflazione in Cina raggiunge il 9% o il 10% può causare problemi di leadership. Inoltre, Zoellick ha detto che i mercati emergenti sono una opportunità di crescita. “Circa la metà della crescita proviene da mercati emergenti”, ha detto, quando nel 1990 questa percentuale era solo del 20%. Infine, ha ribadito il suo impegno a promuovere trattati di libero commercio e spera che il Congresso USA approvi, dopo tanti rinvii, i trattati con la Corea del Sud, Colombia e Panama.

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