Debito USA: accordo di massima per elevare il tetto

Il presidente Barack Obama e i leader del Congresso hanno iniziato un nuovo tentativo di raggiungere un accordo sull’innalzamento del tetto del debito americano oggi, a 14.300 miliardi di dollari, in un quadro di un potenziale accordo due giorni prima della scadenza predefinita. Il quadro provvisorio dell’accordo prevede tagli di spesa immediata di 1.000 miliardi dollari e la creazione di un comitato speciale per raccomandare ulteriori risparmi fino a 1.800 miliardi dollari entro la fine dell’anno. Il nuovo quadro dovrebbe entrare in funzione prima della pausa congressuale a fine novembre per il giorno del Ringraziamento e il Congresso dovrebbe approvare le proprie raccomandazioni ai dipartimenti governativi sui programmi, inclusa la difesa e la sanità, per fine dicembre. Non più del 4% dei costi del settore della Sanità sarebbe soggetti a tagli, e si applicherebbe a quei fornitori che nel passato non hanno subito riduzioni. La sicurezza sociale non sarebbe toccata. Il quadro prevede inoltre che il Congresso  voti una modifica della Costituzione per un bilancio equilibrato. Le modifiche richiedono la maggioranza dei due terzi dei voti per passare, e se troppi democratici si oppongono alla misura poche sono le possibilità di ottenerne l’approvazione. L’accordo previsto non dovrebbe includere un aumento del fatturato netto, un punto critico per i Repubblicani che sono fermamente convinti che qualsiasi accordo che preveda un aumento delle tasse non supererebbe l’ostacolo repubblicano. I Democratici, compresi quelli che gestiscono la maggioranza al Senato, hanno insistito che qualsiasi accordo deve prevedere un “approccio equilibrato”, che include ricavi, onde evitare il fatto che Obama non trovi un sostanziale sostegno nel suo partito per il piano. Il senatore Chuck Schumer di New York , parlando a “State of the Union” della CNN , ha dichiarato che entrambi le parti devono avere una “spada” che penda sul loro capo per applicare i tagli. Per i democratici, la spada sarebbero i tagli, per i repubblicani la preferenza sarebbe “una sorta di equilibio dei ricavi. Un’altra delle opzioni discusse sarebbe “tagli alla difesa chiari e di grandezza pari ai tagli nazionali”. I mercati finanziari sono stati trattenuti nel reagire alla situazione di stallo stimando vicino un accordo.
 Infatti i rendimenti obbligazionari a 10 anni sono al livello più basso dal mese di novembre e il rendimento dei buoni del Tesoro, a 10 anni, è diminuito di 15 punti base al 2,79% a New York. Un default degli Stati Uniti farebbe precipitare i mercati finanziari e le economie di tutto il mondo nel caos. I mercati azionari statunitensi la scorsa settimana hanno reso pubblici le loro peggiori perdite in un anno,  e il dollaro è sceso contro tutte le monete più importanti, mentre gli investitori sono nervosi e preferiscono mettere i loro contanti su conti bancari assicurati.

Cipro declassata da Moody

L’agenzia di rating Moody ha oggi, mercoledì 27 luglio, declassato il rating di Cipro a “Baa1″, sotto di due tacche dalla nota precedente che era “Aa3″. Moody aveva già abbassato il 24 febbraio la nota di Cipro a “A2″ a “Aa3″. Secondo l’agenzia il nuovo declassamento si fa carico delle preoccupazioni sulla situazione fiscale e sulle conseguenze della distruzione accidentale di una centrale elettrica nella sua economia. Nel comunicato ha precisato che la prospettiva di questa nota è negativa, implicando che potrebbe essere abbassata di nuovo se la situazione non migliorerà. I principali fattori alla base di questa decisione sono le attuali preoccupazioni circa la situazione fiscale di Cipro, che sono amplificati dalle conseguenze economiche della distruzione della centrale elettrica Vasilikos avvenuta l’11 Luglio 2011. L’impianto, che produce circa il 60% dell’ energia elettrica che consuma Cipro, è stato distrutto dalla esplosione di un vicino deposito di munizioni che ha comportato anche la perdita di 13 vite umane. A causa del black-out che interessa l’isola mediterranea tutti i giorni, Moody ha abbassato anche le sue previsioni di crescita per il 2011 allo 0% e all’1% nel 2012. Anche le entrate fiscali saranno inferiori rispetto al previsto nel 2011 e 2012 a causa del rallentamento dell’attività economica. Il clima politico non aiuta la situazione. Il governo del presidente Demetris Christofias si trova ad affrontare una sfida forte, trovandosi criticato dall’opposizione e da una parte della popolazione per non aver adottato le misure necessarie per prevenire l’esplosione. Due ministri hanno già rassegnato le dimissioni e nelle dimostrazioni seguite contro il governo sono stati usati  gas lacrimogeni. “Questo sviluppo comporta rischi sull’attuazione delle misure decise dal governo, che richiederà non solo il sostegno dei diversi partiti, ma che dovrà anche essere accettato dai sindacati “, ha detto Moody, che potrebbero rifiutare o rinviare le riforme. Moody cita le “misure strutturali prese dal governo per migliorare la solidità della posizione di bilancio”, tuttavia, l’agenzia di rating teme che “l’impatto positivo di queste misure nei prossimi anni sarà ridotto a causa della distruzione della centrale elettrica”.

La finanza mondiale nell’occhio del ciclone

I movimenti vigorosi con sussulti violenti si sono acquetati, il trasferimento di competenze del debito greco verso l’unione è fatto. Gli attori dei mercati respirano di nuovo. L’aria dei mercati finanziari internazionali sembra rasserenata. La reazione alla stabilizzazione delle decisioni a favore della Grecia e di altri paesi deboli della zona euro è stata chiara. I sospiri di sollievo ancora dominano la scena: l’euro è aumentato di poco più di 2 centesimi di dollaro a 1,44, i premi di rischio per le banche e paesi come l’Italia e la Spagna sono stati ridotti in modo significativo, e i mercati azionari hanno registrato aumenti dei prezzi. I movimenti sono forti. Ma in termini di eventi drammatici, per gl’investitori potrebbero arrivare anche  scossoni più violenti. Per la prima volta nella storia dell’Unione Monetaria Europea, un Paese non soddisfa completamente al suo servizio del debito. Per la Grecia, le agenzie di rating è probabile che nei prossimi giorni, troveranno limitata l’azione di pagamento. I creditori privati si sono addossati una piccola parte del debito del paese greco. Questo potrebbe anche indurre altri paesi come il Portogallo o l’Irlanda a tentare di trasferire altri debiti a carico della UE – tanto più che la stessa ha portato un generoso pacchetto di salvataggio sulla strada della Grecia con il secondo prestito. In totale circa 120 miliardi di euro sono disponibili per lo Stato greco e il suo servizio del debito - che potrà beneficiarne in detrazione d’interessi sul debito, non sempre equilibrato, fino alla fine del 2014. Un  fallimento disordinato della Grecia è stato evitato, e la reazione positiva dei mercati finanziari lo evidenzia. Ma il sollievo è associato ad un sano scetticismo perchè le cause del debito della Grecia non sono state completamente risolte e forse anche perchè la situazione in Portogallo e Irlanda non è cambiata. Poi c’è il vero incubo dei mercati che è la Spagna che potrebbe contaggiare, se attaccata dalla speculazione, anche l’Italia. Tutti questi paesi sono in uno stato finanziariamente debole.  Il peso del debito sta crescendo in tutto il mondo. Per ora, il peggio della pressione è passata. Perché una forte unione monetaria ha avuto il sopravvento con un ulteriore passo verso l’unione europea. Ma anche questo ha i suoi limiti. L’intera costruzione della macchina dei soccorsi dipende dal credito completo dei paesi core. Più ci si carica di garanzie, più è probabile che la loro qualità del credito possa migliorare e non solo qualche lontano giorno. Il prossimo test sulla crisi del debito è attesto per mercoledì e giovedi. L’Italia dovrà offrire titoli di stato a breve termine per un valore di circa 10 miliardi di euro. Pochi giorni fa i rendimenti a dieci anni dei titoli italiani sono aumentati fino al 6%. Questo sarebbe stato il vero grilletto che ha portato i politici europei ad agire. Gli italiani hanno messo in atto in pochi giorni un pacchetto di austerità severo in Parlamento che ha approvato, e tutti gli altri si sono incontrati per la Grecia e aperto allo stesso tempo ad un rafforzamento del fondo di salvataggio per gli acquisti preventivi e stabilizzazione (EFSF). In futuro quest’ultimo potrà acquistare le obbligazioni dei paesi in difficoltà, prima ancora che un programma di stabilizzazione sia concordato. Nel frattempo i rendimenti delle obbligazioni italiane si sono ridotte al 5,4%. Questo è un livello che nei mercati è considerato durevole a lungo termine. Se solo i tassi di interesse sui titoli a dieci anni di un paese dovessero arrivare al 6 o 7%, nasceranno dubbi sulla capacità di tenuta del processo. Più i tassi d’interesse diventano alti, più difficile è il servizio del debito, maggiore è la diffidenza, che a sua volta produce altri aumenti dei tassi. L’economia europea è in condizioni robuste. La ripresa è sulla buona strada ed è basata su fondamenta solide, secondo il parere dei governi per le decisioni di soccorso. Questo purtroppo è vero, solo nella media, con la Germania e la Francia che fanno da locomotive, anche se i valori più recenti come l’umore dell’indice Ifo, prevedono un raffreddamento. Invece per l’economie dei paesi fortemente indebitati, l’orizzonte è ancora brutto, considerando che venerdì, l’aumento dei prezzi al consumo (valore luglio) si sono portati, per la prima volta dopo la crisi del debito, al 3%. L’aumento dell’offerta di moneta e del credito è ancora debole, per martedì è previsto un incremento del 2,3 e del 2,8%  nonostante quest’anno ci sia stato un ulteriore rialzo dei tassi all’1,75%. Anche oltre Atlantico il debito pubblico trova  coerenza con la situazione europea ed è il fattore di rischio dominante. Sempre negli Stati Uniti, la disputa d’innalzare il tetto del debito non è risolta. Per il 2 agosto il presidente Obama dovrebbe organizzare una soluzione, altrimenti il governo americano non potrà adempiere a tutti gli obblighi. Nel periodo dal 3 a 31 Agosto, si dovrà compensare con un’entrate di 172 miliardi dollari una spesa di 307 miliardi di dollari. I proventi sono stati sufficienti a finanziare gli interessi sul debito (29 miliardi di dollari), nonché le pensioni, la spesa sanitaria e le spese militari, secondo un rapporto della Commerzbank. Pagare i soldati e gli stipendi dei dipendenti pubblici in questa situazione sarà difficile. Il deficit negli Stati Uniti nel mese di agosto toccherà il 10%. Nei mercati è fortemente atteso che i politici americani possano concordare una soluzione all’ultimo momento. Se così non fosse, è probabile una nuova scossa al mercato dei capitali con cadute di prezzo significativo nel settore dei bond, tanto più che il rating massimo AAA per il debito degli Stati Uniti potrebbe essere definitivamente compromesso.

Assicurazione ramo in vita in calo nel 2011

Dalla relazione dell’ ANIA, Associazione Nazionale fra le Imprese Assicurative, sulla evoluzione della congiuntura economica internazionale del 5 luglio si apprende che con riferimento ai diversi rami, nei primi cinque mesi del 2011 la nuova produzione dei prodotti di ramo I è risultata in calo di quasi il 30% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente (lo scorso anno questo ramo, nei primi 5 mesi, registrava un tasso di crescita del +26%). Nell’ipotesi che i tassi
di interesse a breve termine rimangano sugli stessi livelli di quelli registrati nei primi cinque mesi del 2011 e che non si aggravino le condizioni nei mercati finanziari, è possibile stimare che il tasso di riduzione registrato fino a maggio rallenti progressivamente e, a fine anno, si arrivi ad un calo di circa il 3%- 5%, per un volume premi contabilizzati pari a 65 miliardi di euro. La nuova produzione dei prodotti di ramo III-linked a fine maggio risultava anch’essa in calo (-30% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; lo scorso anno a fine maggio il tasso di variazione era positivo e pari a quasi +230%). Nell’ipotesi che gli andamenti dei mercati azionari presentino un recupero rispetto al calo osservato nei primi cinque mesi dell’anno, si può ipotizzare che i premi contabilizzati relativi ai prodotti assicurativo-finanziari (polizze linked), rimangano su livelli analoghi a quelli del 2010, per un valore complessivo pari a 15 miliardi di euro. Complessivamente il volume dei premi contabilizzati del settore vita dovrebbe sfiorare gli 86 miliardi di euro e l’incidenza di tale raccolta rispetto al PIL passerebbe dal 5,82% del 2010 al 5,47% del 2011. Nel 2011, la raccolta premi totale (danni e vita) del lavoro diretto italiano dovrebbe raggiungere i 122 miliardi di euro, in lieve calo (2,9%) rispetto all’anno scorso; l’incidenza di tali premi sul PIL sarebbe pari al 7,83%, in riduzione rispetto all’8,13% del 2010.

Un salvataggio per la Grecia

Sette ore di colloquio fra il Cancelliere tedesco Angela Merkel e il Presidente francese Nicolas Sarkozy forse aiuteranno la Grecia e l’Eurozona a trovare oggi giovedì a Bruxelles la strategia d’uscita per salvare l’euro e lo sviluppo dell’Europa, di fronte ad una delle più serie crisi dalla nascita della moneta comune.  Al summit hanno partecipato anche rappresentanti delle banche: il presidente dell’Institute of International Finance, Charles Dallara e, tra gli altri, l’ad di Deutsche Bank, Josef Ackermann, quello di BNP Paribas e di Fortis. L’incontro di oggi dedicato  alla “stabilità finanziaria nell’area dell’euro” ed a un ulteriore  “programma di aiuti alla Grecia”, serve a far diminuire la tensione nei mercati. Già martedì il FMI aveva invitato  l’Eurozona  a produrre “un piano coerente di azione”. Ma sul fronte delle politiche, tuttavia, il consenso è difficile. Le ultime notizie da Bruxelles danno risalto all’apertura di una ipotesi di riduzione del debito greco a rischio di provocare una parte di default del Paese, nonostante che la Banca centrale europea (BCE) per settimane sia stata schierata contro tale prospettiva, per paura di provocare un’onda d’urto simile al fallimento di Lehman Brothers, negli Stati Uniti nel 2008. La Francia faticosamente ha dovuto accettare questo compromesso per salvare una partita che la signora Merkel ha minacciato di boicottare per assenza di risultati tangibili. Ancora stamani il Presidente della BCE, che per settimane aveva incrociate le spade con il Cancelliere tedesco circa un possibile default della Grecia, rifiuta una ristrutturazione più o meno ampia del debito imposta ai creditori privati. L’accordo preliminare raggiunto dalla Francia e dai tedeschi dovrebbe servire come base per la discussione  di oggi fra tutti i Capi di Stato e di governo della zona euro, in presenza di Christine Lagarde, direttore esecutivo del Fondo Fondo Monetario Internazionale (FMI). Come preludio al loro lavoro, una riunione di sherpa presidenziali e registi del tesoro si è tenuta in mattinata a Bruxelles. Per cercare di placare i timori della Banca centrale europea,  inoltre si è convenuto di garantire che le sue attività di approvvigionamento delle banche greche in contanti, durante il selective default siano mantenute. L’azione di “selective default” potrà durare poche ore, giorni o mesi a seconda del titolo e delle agenzie di rating, dicono al Palazzo dell’Eliseo. Questo serve per coprire questo periodo “. Le modalità pratiche di questa operazione devono ancora essere negoziate, ma valgono circa 30 miliardi di euro di garanzie e sono già in programma.

Parità di trattamento tra uomini e donne nelle forme pensionistiche complementari collettive

La Covip – Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione, ha emanato il 20 giugno una circolare  relativa ad una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del marzo 2011, sull’erogazione delle prestazioni pensionistiche complementari in forma di rendita, derivanti da interventi che attengono direttamente al settore assicurativo, ma che interessano anche l’ambito della previdenza complementare. La Corte ha dichiarato invalido, con effetto dal 21 dicembre 2012, l’art. 5, comma 2 della Direttiva n. 2004/l13/CE. Per cui la possibilità di differenziare per genere le tariffe e le prestazioni assicurative è, quindi, destinata a venir meno per i contratti assicurativi che saranno stipulati successivamente alla data indicata. Anche le convenzioni sottoscritte successivamente a detta data dalle forme pensionistiche complementari con le imprese di assicurazione per l’erogazione delle prestazioni dovranno conseguentemente rispettare la regola generale dei premi e delle prestazioni unisex. E’ pertanto necessario che le forme pensionistiche complementari le cui prestazioni vengono erogate tramite imprese di assicurazione avviino sin d’ora una riflessione in merito alle ricadute di siffatto divieto di differenziazione. Tale riflessione,  dovrà  mirare ad assicurare, in sede di riallineamento delle condizioni di erogazione delle future prestazioni, la migliore tutela possibile degli iscritti di ambo i sessi alla previdenza complementare. In base all’attuale quadro di riferimento, pertanto, alle forme pensionistiche complementari collettive che erogano le prestazioni direttamente continuano ad essere consentite, alle condizioni indicate nella normativa, prestazioni differenziate per genere. Di seguito le nuove disposizioni adottate:
Art. 1. Ai fini delle presenti disposizioni si intendono per:
a) “forme pensionistiche complementari collettive”: le forme indicate nell’art. 1, comma 3 del decreto n. 252 del 2005;
b) “erogazione diretta delle prestazioni”: l’erogazione effettuata dalle forme pensionistiche senza avvalersi di imprese di assicurazione;
c) “discriminazione diretta e indiretta”: le situazioni individuate nell’art. 25 del decreto n. 198/2006;
d) “Comitato nazionale per l’attuazione dei principi di parità di trattamento ed uguaglianza di opportunità tra lavoratori e lavoratrici”: il Comitato previsto dall’art. 8 e seguenti del decreto n. 198/2006.
Art. 2. (Divieti di discriminazione circa il campo di applicazione, le condizioni di accesso e la contribuzione)
1. Ai sensi dell’art. 30-bis, comma 1, lett. a) e b) del decreto n. 198/2006 è vietata, con riferimento alle forme pensionistiche complementari collettive, qualsiasi discriminazione diretta o indiretta tra uomini e donne per quanto riguarda il campo di applicazione di tali forme, le relative condizioni di accesso, l’obbligo di versare i contributi e il calcolo degli stessi.
2. Non possono essere pertanto previste, e se previste devono essere rimosse senza indugio, le eventuali disposizioni, criteri, prassi, atti, patti o comportamenti, riguardanti l’area dei soggetti che possono aderire alle forme pensionistiche complementari collettive, le condizioni che ne disciplinano l’adesione, nonché le regole in materia di determinazione della misura e delle modalità di versamento della contribuzione a carico del datore di lavoro e del lavoratore, che siano tali da produrre un effetto pregiudizievole per taluni lavoratori in ragione del sesso o che potrebbero, comunque, mettere i lavoratori di un determinato sesso in una posizione di particolare svantaggio rispetto ai lavoratori dell’altro sesso.
3. Le forme pensionistiche complementari collettive informano la COVIP in merito alle iniziative adottate per rimuovere le situazioni di cui al comma 1, eventualmente sussistenti.
Art. 3. (Divieto di discriminazione in materia di prestazioni, trattamenti diversificati consentiti
e obblighi di verifica)
1. Ai sensi dell’art. 30-bis, comma 1, lett. c) del decreto n. 198/2006 è vietata, con riferimento alle forme pensionistiche complementari collettive che eroghino direttamente le prestazioni, qualsiasi discriminazione diretta o indiretta tra uomini e donne per quanto riguarda il relativo calcolo, nonché le condizioni concernenti la durata e il mantenimento del diritto alle prestazioni.
2. Salvo quanto previsto nei successivi commi, le forme pensionistiche complementari collettive che erogano direttamente le prestazioni informano la COVIP in merito alle iniziative adottate per rimuovere le situazioni di cui al comma 1, eventualmente sussistenti.
3. Le forme pensionistiche complementari collettive che erogano direttamente le prestazioni e che, rientrando nelle categorie previste dall’art. 30-bis, comma 2, del decreto n. 198/2006, si avvalgono delle facoltà ivi previste sono tenute ad accertare che i trattamenti diversificati siano giustificati sulla base di dati attuariali affidabili, pertinenti e accurati.
4. Ai fini della verifica della sussistenza della predetta condizione, le forme di cui al comma 3 sono tenute a redigere, in allegato al bilancio tecnico, un’apposita relazione nella quale attestano che l’utilizzo del fattore sesso, determinante nella valutazione dei rischi effettuata ai fini del calcolo delle prestazioni differenziate, trova fondamento in dati attuariali affidabili, pertinenti e accurati. La relazione deve contenere un’indicazione dettagliata della tipologia e delle fonti dei dati attuariali impiegati nella determinazione di ogni categoria di prestazione, anche accessoria e di reversibilità.
5. Le forme pensionistiche complementari collettive che rilevino che l’utilizzo del fattore sesso, per una o più categorie di prestazioni, non trovi fondamento in dati attuariali affidabili, pertinenti e accurati, devono comunicare alla COVIP, entro 60 giorni dall’acquisizione del bilancio tecnico, le iniziative assunte o che intendono assumere per eliminare le discriminazioni eventualmente rilevate.
6. Le forme pensionistiche complementari collettive che erogano direttamente le prestazioni e che definiscono elementi differenziali ai sensi del comma 3 ne danno informativa agli iscritti e ai potenziali iscritti nelle forme ritenute più opportune.

Compagnie aeree in volo con biocarburanti

Amburgo. Un Airbus A321 di Lufthansa volerà per 6 mesi sui servizi di linea tra Amburgo e Francoforte sul Meno con bio-carburante sintetico come l’etanolo, olio di palma, colza e grassi animali alimentando con questo carburante solo 2 su 4  motori. La maggior parte del combustibile utilizzato è cherosene convenzionale. Il primo volo del periodo dei sei di prova ha avuto inizio oggi venerdì, alle 11.15 con il volo LH013 da Amburgo. L’uso di biocarburanti ridurrà, durante la fase di test, le emissioni di CO2 di circa 1.500 tonnellate. L’Associazione per l’ambiente e la protezione della natura in Germania, ha criticato il progetto come “ecologia farsa”. Come obiettivo essenziale dei voli di prova, la Lufthansa, in aggiunta alla riduzione di CO2 vuole esaminare l’impatto dei biocarburanti sulla manutenzione e la durata dei motori. Il costo complessivo sarà per la Lufthansa di 6,6 milioni €. Il ministero federale dell’Economia sosterrà il progetto con 2,5 milioni di €. Il test quindi fa parte del progetto di ricerca “FIERA” (Future Research Aircraft), per testare oltre alla compatibilità di bio-combustibili la propulsione per la costruzione di nuovi aerei. La critica che proviene dall’Associazione per l’ambiente e la conservazione della natura in Germania (BUND) è la coltivazione di prodotti per l’energia dovrà essere ampliata. La compagnia aerea ha garantito che la produzione di biocarburante nel test-Airbus “non sono in concorrenza con la produzione alimentare. Tutti i fornitori devono dimostrare la sostenibilità dei processi produttivi. L’Associazione per l’ambiente ha poi aggiunto che la Lufthansa “vuole colorarsi di verde con voli di prova.” L’esperto di traffico presso l’organizzazione, Werner Reh, ha accusato la società, di voler raggiungere i suoi obbiettiv sul rispetto del clima quasi esclusivamente con l’aggiunta di biocarburanti. “Questo, tuttavia, espanderà enormemente in futuro la coltivazione di colture energetiche. “La conseguente distruzione delle foreste in tutto il mondo, la perdita di biodiversità e la concorrenza per il cibo diventerà insostenibile.
Anche la compagnia aerea olandese KLM presto riempirà i suoi aerei con biocarburante a base di olio da cucina usato. Ciò permetterà di migliorare il bilancio di CO2 della società. Attualmente non sono necessarie modifiche tecniche per la conversione. La società ha annunciato mercoledì che farà volare gli aerei tra Parigi e Amsterdam a partire da settembre con il carburante ecologico, non appena sarà effettuata la semplice regolazione dei motori. L’azione dovrà contribuire a migliorare il bilancio di CO2 della società. Il clima sta costringendo le compagnie aeree a ridurre le emissioni di anidride carbonica. Nell’Unione europea (UE),esse sono state inserite a partire dal 2012 nel sistema di scambio delle emissioni. Conseguenza: è necessario acquistare quote se consumano più dell’importo assegnato d’inquinanti. Altro fattore è il prezzo del cherosene convenzionale in continuo aumento a causa del caro petrolio che sta diventando sempre più scarso e costoso.

Crisi del debito sovrano nuova fase

Secondo il Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, la crisi del debito in Europa è entrata in una fase nuova e i responsabili politici devono trovare una risposta chiara per fermare il contagio che minaccia la moneta unica europea. Oggi durante l’assemblea nazionale dell’ABI, alla presenza del Ministro delle Finanze e dei gruppi dirigenti della banche italiane  ha dichiarato che ora è necessario, per coloro che cercano di gestire la crisi sovrana di dare certezza, di definire con chiarezza gli obiettivi politici, la portata degli strumenti e la quantità di risorse disponibili. Questo è un passo necessario per garantire la stabilità della zona euro e la sua moneta”. I governi europei non possono più contare che i loro costi di finanziamento restino simili a quelli della Germania, cioè della più forte l’economia della regione, semplicemente perchè sono all’interno della moneta unica, ha continuato Draghi. “La solvibilità degli stati sovrani non è più qualcosa di acquisito, ma qualcosa che bisogna guadagnarsi continuamente  con una crescita elevata e sostenibile, che è possibile solo se i bilanci sono in ordine, il costo odierno del credito riflette la nuova realtà.” I commenti di Draghi, prossimo presidente della BCE, hanno spaziato anche sulla manovra finanziaria lampo del governo italiano necessaria per riportare a pareggio entro il 2014 i conti nazionali, ma, a suo parere insufficiente, se non si da una spinta alla ripresa in modo che nuove risorse possano affluire al bilancio dello stato. In mancanza di liberalizzazioni e di una buona espansione economica il rischio che l’Italia corre e di dover aumentare le tasse per sostenere il trend normale. Il Ministro delle finanze italiano Giulio Tremonti, intervenendo alla stessa conferenza, ha assicurato che il piano, rafforzato, sarebbe passato dai due rami del parlamento entro il 15 luglio. I partiti di opposizione hanno concordato la data del voto per facilitare il passaggio del provvedimento prima della chiusura estiva.  Fabio Fois, economista europeo a Londra alla Barclays Capital, ha dichiarato in una nota agli investitori.” I politici italiani hanno deciso di rispondere con fermezza alle preoccupazioni del mercato sulla credibilità e la rapidità d’attuazione del pacchetto fiscale di 40 miliardi di euro e che per questo gli sviluppi sono chiaramente positivi. Il piano fiscale originariamente doveva essere votato all’inizio di agosto”. In effetti a differenza di molte economie europee, l’Italia ha il vantaggio di un sistema bancario solido e un tasso di disoccupazione in calo, gli Istituti di credito italiani passeranno gli stress test questa settimana con un margine significativo del capitale al di sopra del Core Tier 1 minimo, ma la convinzione, nel mondo economico italiano è che l’attacco speculativo contro il debito italiano è stato piuttosto un assaggio per comprendere, in un eventuale attuacco all’euro quale resistenze si possono incontrare sul mercato dell’Eurozona.

Standard & Poors, Moody e Fitch scuotono borse e stati

Le agenzie di rating hanno il compito, in teoria, di valutare in modo indipendente il rischio di fallimento o di pagamento dei titoli di stato o di obbligazioni anche di aziende private, informano gl’investitori del rischio che corrono, se si prestano soldi a tali società o Stato. Il giudizio è corroborato attraverso una scala di valutazione che va da AAA (tripla A) a CCC. Il punteggio viene attribuito dopo un lavoro di analisi dei dati economici e finanziari e deriva da una decisione collettiva degli analisti dell’agenzia. Si tratta di un parere, dicono le agenzie, non una raccomandazione ad acquistare o vendere un titolo o una quota di una società. Tuttavia l’impatto delle note “rating” riflette il rischio di fallimento di una società o di uno stato e nel tempo ha assunto un’importanza sempre maggiore nelle valutazioni degli’investitori. Per gli stati e le imprese, una nota degradata ha come conseguenza un aumento dei tassi d’interesse, quindi, quando vogliono prendere un prestito, pagano di più. Gli investitori, a loro volta, quando devono vendere alcuni titoli di debito per soddisfare necessità interne e finanziarie, rischiano di incassare di meno accusando quindi delle minusvalenze. La gestione di portafoglio è costituita da obbligazioni e per mantenere un equilibrio bisogna incorporare titoli rischiosi e meno rischiosi. Se una parte dei titoli, come le obbligazioni greche, per esempio, viene degradata, anche il portafoglio diventa più rischioso. Nella compagine azionaria delle agenzie ci sono situazioni diverse. Moody è una società americana quotata e parzialmente proprietà dipendente, fino al 13%, dal miliardario Warren Buffett. Fitch è controllata dalla società FIMALAC finanziaria francese, fondata da Marc de Ladreit Lacharriere e il 20% del gruppo Hearst. Standard & Poor è di proprietà di un editore McGraw-Hill Companies degli Stati Uniti. In genere, un’agenzia di rating viene pagata da soggetti che desiderano ricevere una nota o quelli che utilizzano le note su abbonamento, dichiara Standard & Poors. Secondo il programma 2009, negli Stati Uniti, una grande azienda deve pagare almeno $ 70.000 all’inizio del processo di rating, quindi un abbonamento di “sorveglianza”, pari a circa la metà del valore originario. Ogni volta che emetterà sui mercati dei debiti, esibendo la “nota”  dovrà aggiungere  una commissione dello 0,045% della transazione. Gl’importi sono uguali in Europa. La crisi dei “subprime”, mutui a rischio, ha evidenziato i limiti attuali delle agenzie. Pagati da aziende che vogliono essere notati, le agenzie sono a volte tentate di assegnare un rating superiore a quello che effettivamente meritano per sottoscrivere un contratto a danno degli altri due concorrenti. Con la crescente complessità dei mercati finanziari, le agenzie sostengono che sta diventando sempre più costoso analizzare il rischio di fallimento degli operatori economici. Questo modello di business prevede un costo molto elevato per le agenzie. Moody si aspetta un margine operativo (utile operativo e vendite nette) compresa tra il 38% e il 40% nel 2011. Standard & Poor il 43% nel solo primo trimestre del 2011, e Fitch una media del 58% per gli anni 2010/2011.

La BCE garantisce il debito sovrano della Grecia

Il Financial Times riporta oggi che la BCE continuerà ad accettare debito greco in garanzia fino a quando le tre agenzie internazionali di rating non offriranno un grado accettabile che le tenga lontano dal default. La decisione della Banca centrale europea si basa sul principio di utilizzare meglio il ‘rating’ disponibile da Standard & Poors, Moody e Fitch, dopo che lunedì un funzionario di S & P aveva avvertito che il piano per rifinanziare il debito greco proposto dalla Francia era paragonabile ad un ‘selective default’. Il continuo supporto della BCE è di vitale importanza per Atene, perchè le banche greche si affidano quasi esclusivamente ai finanziamenti dell’organizzazione guidata da Jean Claude Trichet, in modo che gli analisti temono che una posizione più rigida da parte della BCE potrebbe portare ad un collasso del sistema bancario greco. Oltre a S & P, Fitch ha già indicato che probabilmente qualificherà il rating per il rifinanziamento (rollover) come default, mentre Moody non si è ancora espressa. Così, mentre almeno una delle tre agenzie non dovrebbero abbassare la sua nota sul debito greco alla categoria ‘default’ la BCE dovrebbe continuare a finanziare il sistema bancario greco. Nel frattempo, i funzionari tedeschi e francesi non si sono eccessivamente preoccupati per l’avvertimento di S & P, sperando che questo ribaltamento non rappresenti ciò che è noto come ‘evento di credito’.
“La cosa importante è evitare un evento di credito con tutti i suoi effetti negativi in materia di assicurazione contro l’insolvenza (credit-default swaps) che si sono visti dopo il fallimento di Lehman”, ha detto un funzionario tedesco.  Il quotidiano Bild ha rivelato oggi che la Germania si addosserà  la maggior parte della prossima rata di pagamento degli aiuti al bailout Grecia, pari a 12 miliardi di euro.  Il giornale aggiunge che KfW, l’Istituto (pubblico) di Credito per la ricostruzione, per questo scopo, dispone di un totale di 5.050 milioni di euro. La Germania prenderà su di se più della metà degli aiuti concessi dai paesi dell’Eurozona  8.700 milioni, anche se il pacchetto complessivo sarà di € 12 miliardi con il contributo del Fondo monetario internazionale (FMI). Il contributo tedesco sarà sostanzioso perchè come riporta il giornale, la Germania finora è stata sotto il 28% del suo asset per gli aiuti alla Grecia.

Tagli nella spesa pubblica nei paesi dell’Eurozona

Tempi duri per l’economie dei paesi dell’euro, di seguito una breve panoramica delle critiche e dei tagli già approvati.
* Italia.  L’agenzia di rating Standard & Poor’s ha avvertito che sui conti pubblici dell’Italia permangono dei “rischi sostanziali” in merito ai piani di riduzione del debito a causa delle “deboli prospettive di crescita” del paese. Con un comunicato l’agenzia ha comunque rilevato come diverse misure previste “potrebbero indirettamente andare a beneficio della competitività” del paese. Numerosi gl’interventi sul blocco del turn-over e salari nel pubblico impiego, sulle pensioni e sulle accise.
* Portogallo, il primo taglio di bilancio approvato era una riduzione degli stipendi del personale statale tra 3,5% e il 10%. L’obiettivo di questo piano era quello di spendere 3,24 miliardi in meno. La seconda ondata di tagli e di austerità ha spazzato via il governo di Socrate. Tuttavia, per accedere al piano di salvataggio UE, Lisbona ha dovuto accettare le condizioni del FMI e dell’UE esigenti drastici tagli nel settore dell’istruzione (195 milioni nel 2012 e 175 milioni nel 2013), salute (550 milioni nel 2012 e 375 milioni nel 2013), pensioni (congelate nel 2012 e il 2013, tranne il livello più basso e tagli sulle pensioni oltre 1.500 euro) e sulla disoccupazione (Riduzione del massimo beneficio 36-18 mesi per ridurre l’importo massimo).
* SPAGNA Nel maggio 2010, il governo ha promulgato un calo del 5% del numero dei funzionari. Con il provvedimento, l’esecutivo prevede un risparmio di 4.400 milioni. Questa è stata una parte dei tagli per 15 miliardi di euro per il 2010 e il 2011. In un unico pacchetto ci sono pensioni congelate per il 2011, ad eccezione del minimo contributivo, e rifinito con 2.500 €.
* Irlanda. Applicando le richieste per il salvataggio dei suoi partner europei, l’Irlanda ha lanciato un piano di adattamento che è quello di eliminare 25.000 posti di lavoro nella pubblica amministrazione fino al 2014, per un risparmio per il governo irlandese di 15 miliardi. Questa riduzione è stata aggiunta al decreto nel mese di ottobre dello scorso anno in cui ai funzionari si riducevano gli stipendi del 15% e ai pensionati del 5%.
* GRECIA Per accedere al piano di salvataggio prima, ad Atene si sono impegnati a tagliare 28 miliardi di euro. Per questo, il governo Papandreou ha annullato i due pagamenti extra per il personale che guadagna più di 3.000 euro al mese. in maniera  diversa ha interessanto tutti i pensionati che ricevono più di 2.500 euro al mese. Questa settimana il Parlamento greco ha dato il via libera a un piano di austerità che prevede la riduzione del servizio civile del 25%. L’obiettivo è quello di salvare 28.400 milioni di euro (cui si aggiungono 50 miliardi di privatizzazione).
* Regno Unito Il governo del conservatore David Cameron ha approvato un taglio di 83 miliardi di sterline (91.870 milioni di €) per quattro anni. L’obiettivo è di tagliare 500.000 posti nel mondo del lavoro delle amministrazioni pubbliche nel Regno Unito e fino a circa 19 miliardi di sterline spese per le politiche sociali. Le forbici si sono fatti sentire anche sull’esercito, che ha perso 42.000 soldati per effetto dell’attuazione di queste misure.
* Francia, il presidente francese Nicolas Sarkozy, ha annunciato il suo piano di ritardare di due anni l’età pensionabile, nonostante la grande protesta sociale in corso nel paese.