Nuova polizza assicurativa di Intesa Sanpaolo

Abitazione&Famiglia è la nuova polizza assicurativa di Intesa Sanpaolo Assicura S.p.A. ideata per tutelarsi dai piccoli e grandi imprevisti della vita quotidiana, che potrebbero causare un danno alla tua casa. In promozione fino al 31 luglio, Abitazione&Famiglia è una soluzione assicurativa completa e flessibile, che permette di comporre il pacchetto assicurativo più adeguato alle proprie esigenze, offrendo una tutela e un’assistenza completa per la casa e per i beni in essa contenuti. Si può scegliere tra tre diverse tutele (Fabbricato, Contenuto e Famiglia), acquistabili anche singolarmente, e in più, c’è libertà di decidere gli importi da assicurare e le eventuali garanzie opzionali (es. terremoto e furto). Ecco alcune delle principali caratteristiche.
Tutela del fabbricato e del contenuto. Risarciscono i danni al contenuto dell’abitazione, sia di proprietà che in affitto, in caso di incendio, eventi atmosferici, perdite d’acqua, fenomeni elettrici, scoppi ed esplosioni ed altri eventi simili. Risarciscono anche i danni eventualmente arrecati all’abitazione nella ricerca e riparazione del guasto, per esempio in caso di rottura di tubazioni.
Tutela della famiglia. Opzione Garanzia Tutela Legale: Offre assistenza legale, nei limiti del massimale di euro 10.000, per la difesa dei propri interessi in sede extragiudiziale e giudiziale, nei casi indicati in polizza. Inoltre, sottoscrivendo la Tutela del Fabbricato o la Tutela del Contenuto, potete beneficiare, entro i limiti indicati in contratto, della garanzia Assistenza che mette a vostra disposizione, chiamando la centrale operativa Blue Assistance, il professionista giusto per ogni tipo di intervento: elettricista, idraulico, fabbro, vetraio o altri. La garanzia risarcisce, nei limiti previsti, anche le spese inerenti la chiamata del professionista e la manodopera relativa all’intervento. Le varie combinazioni prevedono opzioni che vanno dall’Opzione Garanzia Furto all’Opzione Garanzia Terremoto.

Investimenti cinesi crescono in Europa

Durante la visita in Europa di questi giorni il premier cinese Wen Jiabao ha ribadito che la Cina è un investitore a lungo termine nel mercato del debito sovrano europeo e che ha aumentato gli acquisti di titoli di Stato delle nazioni UE negli ultimi anni. La Cina ha riserve valutarie pari a tremila miliardi di dollari, i due terzi investiti in titoli denominati in dollari. Jim O’Neill, presidente del colosso finanziario Goldman Sachs Asset Management, nel commentare le dichiarazioni di Wen sull’euro, ha dichiarato che l’Eurozona deve guardare a est per trovare sollievo dai propri debiti e che vari fondi sovrani orientali, oltre alla Cina, sono pronti a investire nel vecchio continente. Ha anche aggiunto che “come l’Italia ha dimostrato negli ultimi 30 anni, che si può continuare a crescere, mantenendo i costi del debito statale sotto il tasso di crescita nominale, si può anche far fronte a un sacco di debiti. Si tratta di decidere se i paesi europei vogliono davvero l’unione monetaria o meno, e se sì, è tempo di agire”. Dal canto suo, Yves Mersch, membro del Consiglio direttivo della BCE, ha avvertito che un default del debito sovrano greco potrebbe portare al caos finanziario in tutta Europa. Oggi, l’euro è relativamente stabile e incontra il dollaro a 1,42. Il petrolio è ancora in calo sui mercati asiatici sull’onda dell’incertezza della ripresa economica, della crisi greca e della decisione dell’Aie di far ricorso alle riserve strategiche per controbilanciare la mancata produzione libica. Il Wti con consegna agosto, perde 85 cents a 90,31 dollari; analogamente, il petrolio europeo, il Brent del Mare del Nord sempre con consegna agosto, cede l’1,1% e scende  a 104 dollari il barile. L’oro torna sotto quota 1.500 dollari l’oncia. Sui mercati asiatici il contratto a consegna immediata perde oggi lo 0,3% a 1.498,15 dollari. Il contratto con consegna ad agosto viene indicato a 1500,50 dollari. Nell’ultima settimana il metallo giallo ha perso il 2,4% del valore. Ma la Cina si muove e Wen firma dodici accordi commerciali con l’Ungheria, accettando di aumentare i finanziamenti al debito del paese centroeuropeo con la concessione da parte della China Development Bank di un prestito da un miliardo di euro al Governo e sta trattando affari con Londra per un miliardo di sterline. Il premier cinese ha anche visitato la fabbrica d’auto MG di Longbridge, un marchio tradizionale britannico che è stato salvato dalla Shanghai Automotive Industry Corporation con le componenti delle auto prodotte in Cina, ma assemblate in Inghilterra. Wen ha dichiarato di voler raddoppiare gli scambi tra Londra e Pechino entro il 2015. Wen è giunto oggi a Berlino per incontrare il cancelliere tedesco Angela Merkel e discutere della crisi del debito in Europa.  Sul fronte interno europeo, l’accordo raggiunto tra il governo greco e gli ispettori internazionali del debito contiene ulteriori tagli alla spesa per 3,8 miliardi di euro, ma Ue e FMI avrebbero rilevato che il nuovo pacchetto che il Parlamento di Atene dovrà approvare entro la settimana non garantisce i 28 miliardi di risparmio e che il governo di Papandreou dovrà tagliare più in profondità.

Assicurazione auto

Il proprietario di un veicolo (auto o moto), ha l’obbligo di assicurarsi per la responsabilità civile (RC auto) acquistando una polizza presso una compagnia di assicurazioni. La responsabilità civile auto garantisce la copertura dei danni provocati a cose o persone quando si usa un veicolo. La copertura, è garantita anche quando chi guida l’auto è un soggetto diverso dal proprietario o da colui che ha stipulato la polizza assicurativa. In caso di furto dell’auto però, la compagnia assicurativa non copre gli eventuali danni provocati da incidenti, per questo è importante sporgere immediatamente denuncia alla Polizia o ai Carabinieri.  La polizza di solito, prevede dei limiti al risarcimento (il massimale), dipendenti dall’ammontare dei danni arrecati a persone, cose e animali. E’ consigliabile al momento di stipulare una polizza assicurativa per la responsabilità civile auto, verificare che la copertura assicurativa abbia un massimale alto (che per legge non può comunque essere più basso di € 5 milioni per i danni alle persone e di 1 milioni di € per i danni alle cose). Le polizze possono prevedere anche altre garanzie oltre alla copertura dei danni provocati. Ad esempio, pagando un prezzo (o premio) più alto si possono avere garanzie anche per quanto riguarda il furto e l’incendio dell’auto, il rimborso delle spese legali, atti vandalici e danni da intemperie (es.: caduta di grandine). Inoltre, poiché l’assicurazione non copre i danni per il conducente che provoca un incidente, può essere stipulata una copertura specifica anche per i danni al conducente che si sia reso responsabile di aver provocato un incidente. Il premio (o il prezzo) va pagato al momento della stipula del contratto, altrimenti la garanzia rimane sospesa fino alle ore 24 del giorno in cui si versa il premio. Alla scadenza della polizza, la copertura rimane in vigore per 15 giorni durante i quali l’assicurato deve pagare il premio dovuto. Il premio, a seconda del tipo di polizza assicurativa stipulata, può variare ad ogni rinnovo del contratto. Le tariffe previste per la stipula di polizze assicurative sono pubblicate su internet delle varie compagnie in modo tale che si può facilmente confrontare il premio richiesto e le garanzie applicate con le condizioni economiche praticate dalle altre compagnie assicurative.
L’assicurazione con franchigia. Alcune polizze assicurativa prevedono la “franchigia”, quando una parte del danno è a diretto carico dell’assicurato, ossia un importo che comunque l’assicurato è tenuto a pagare in caso di incidente o danneggiamento. Poiché l’importo della franchigia può variare da compagnia a compagnia è consigliabile valutare attentamente la convenienza di stipulare una polizza anziché un’altra. E’ opportuno precisare che in caso di incidente stradale, dove la colpa ricada sull’assicurato, sarà la compagnia a risarcire il danneggiato e solo successivamente richiederà l’importo della franchigia.
La disdetta della polizza. Di solito, le polizze assicurative prevedono nel contratto il tacito rinnovo ossia, il fatto che, senza che nulla sia comunicato tra assicurato e compagnia, la polizza si rinnova automaticamente. E’ importante sapere che non è obbligatorio per legge inviare la disdetta, sarà sufficiente non pagare il premio di rinnovo. Per tale ragione, le compagnie assicurative inviano a fine contratto “l’attestato di rischio”, il certificato che consente di fare un nuovo contratto con altre agenzie.
Assicurazione bonus-malus. Con questo termine si indica uno dei  meccanismi che regola i costi delle polizze assicurative auto e il costo del premio è quasi sempre diverso ad ogni rinnovo dell’assicurazione. Il sistema bonus-malus viene attuato dalla quasi totalità delle compagnie assicurative per le polizze auto, ed in pratica, consente a chi provoca meno incidenti di pagare un premio più basso, mentre chi causa incidenti paga un premio più alto. In sostanza, si premia, con un costo inferiore dell’assicurazione, la buona condotta dell’assicurato. La formula bonus-malus prevede 18 classi di merito. Se in una anno non si provocano incidenti si scende di una classe e si paga un premio più basso. Se invece si provoca un incidente si sale di due classi. Al momento di cambiare una compagnia assicurativa con un’altra, è importante farsi rilasciare un documento chiamato “attestato di rischio”. Questo documento contiene tutte le informazioni sul precedente contratto e sul numero di incidenti avuti dall’assicurato negli ultimi cinque anni. La presenza di questo documento consente all’assicurato di essere inserito nella classe di merito che gli spetta nel nuovo contratto assicurativo. Senza questo documento si viene inseriti nell’ultima classe.
Assicurazione temporanea e sospendibile.
Se il veicolo non è utilizzato spesso, oppure solo in alcuni periodi dell’anno, le compagnie assicurative consentono di stipulare polizze anche per periodi limitati di tempo. Il vantaggio consiste nel fatto che, tali polizze vanno incontro alla concrete esigenze di persone che non utilizzano il proprio veicolo con frequenza e che, rispetto al costo di una polizza annuale si ha un risparmio. Questo tipo di assicurazioni possono essere utilizzate, ad esempio, da chi utilizza il proprio veicolo solo alcuni giorni la settimana, oppure da chi utilizza la moto solo durante il periodo estivo.
La polizza temporanea non permette però, di maturare la classe di merito e, per il periodo in cui la si stipula, il costo è maggiore rispetto al costo di una polizza annuale. In alternativa alle assicurazioni temporanee, si può stipulare la polizza sospendibile.
La polizza sospendibile consente di bloccare il premio per i mesi in cui il veicolo non è utilizzato (quindi in questo periodo il prezzo dell’assicurazione non aumenterà). La sospensione della polizza va da un minimo di 30 giorni ad un massimo di 12 mesi.  La copertura per la responsabilità di aver provocato incidenti stradali, quindi sarà sospesa nel periodo di inutilizzo del veicolo e riprenderà alla scadenza del periodo di sospensione. La durata della polizza, sospensione compresa, non può essere superiore ai due anni. Le assicurazioni sospendibili consentono inoltre di maturare la classe di merito.

ABC Assicura

ABC Assicura è la società del Gruppo Cattolica Assicurazioni, nata per offrire servizi assicurativi innovativi e a condizioni particolarmente vantaggiose. ABC soddisfa un’ampia gamma di esigenze che vanno dalla copertura obbligatoria rc auto, alla tutela della salute, dell’abitazione, alla responsabilità civile del capofamiglia, eccetera. Con un servizio di qualità offerto anche a mezzo call center ABC Assicura offre una soluzione assicurativa completa e personalizzata in grado di soddisfare al meglio le esigenze dei proprietari e dei conducenti di autovetture, motocicli, ciclomotori e di tante altre tipologie di veicoli. Il prodotto rca non viene collocato dal canale bancario, ma esclusivamente dalla compagnia. Per richiedere un preventivo, acquistare una polizza o rinnovarla si può contattare il numero verde 800 76 71 03.
La polizza auto offre la copertura obbligatoria RCA per i danni causati dalla circolazione e prevede inoltre altre interessanti garanzie. Le condizioni sono particolarmente vantaggiose grazie anche alla presenza di una franchigia. C’è  poi la possibilità di ottenere ulteriori riduzioni di premio scegliendo l’importo di franchigia da inserire in polizza. Sono previste soluzioni vantaggiose per le famiglie nel caso in cui vengano assicurati con ABC Assicura più autovetture, ciclomotori o motocicli relativi allo stesso nucleo famigliare. In aggiunta alla garanzia RCA obbligatoria sono offerte anche una serie di garanzie in grado di far fronte a tutte le esigenze legate all’utilizzo del veicolo:
* Protezione nella circolazione del veicolo: per coprire tutte le esigenze e gli inconvenienti legati alla circolazione, l’offerta base prevede, con la copertura RCA anche le garanzie Assistenza stradale e Protezione legale a un prezzo decisamente contenuto.
* Protezione del valore del veicolo: grazie ad un’ampia gamma di garanzie complementari è possibile costruire una copertura assicurativa completa e personalizzata per tutelare anche i danni al veicolo. La polizza infatti copre, a condizioni particolarmente vantaggiose i danni da incendio, furto e, per alcune tipologie di veicoli, anche i danni da atti vandalici, da eventi atmosferici, ai cristalli ecc. E’ prevista inoltre la garanzia kasko.
* Protezione del conducente: la garanzia Protezione conducente, prevede infine, una copertura infortuni per tutelare il conducente del veicolo, che, ricordiamo, in caso di incidente con colpa, non ha diritto ad alcun risarcimento.
Sono previsti  “pacchetti -garanzie speciali” per le imprese.

Pensione integrativa o previdenza complementare

La pensione integrativa è una soluzione parallela alla pensione di vecchiaia che lo Stato offre al cittadino, utilizzando il denaro accantonato durante la propria vita lavorativa; si affianca cioè alla classica pensione statale. Aderire alla previdenza complementare significa accantonare regolarmente una parte dei propri risparmi durante la vita lavorativa per ottenere una pensione che si aggiunge a quella corrisposta dagli enti di previdenza obbligatoria (INPS, INPDAP, ecc.). La previdenza complementare rappresenta un’opportunità di risparmio a cui lo Stato riconosce agevolazioni fiscali di cui altre forme di risparmio non beneficiano. L’agevolazione vale anche nel caso che uno effettui versamenti a favore di familiari che sono fiscalmente a carico. Ecco perché, prima di aderire alla previdenza complementare, è importante compiere alcune valutazioni sulla situazione lavorativa, sul patrimonio personale e sulle aspettative pensionistiche.  Ad esempio:
• un lavoratore giovane, per il quale le modifiche del sistema pensionistico provocano un abbassamento significativo della pensione obbligatoria, rispetto a quella degli attuali pensionati, è importante che pensi per tempo a costruirsi una pensione complementare;
• un lavoratore prossimo alla pensione, e quindi interessato in modo limitato dai cambiamenti del sistema pensionistico, probabilmente ha una minore necessità di aderire alla previdenza complementare; tuttavia l’adesione porta vantaggi fiscali e, un lavoratore dipendente, puoi avere diritto al contributo del datore di lavoro. Da ricordare: Il tasso di sostituzione della previdenza obbligatoria è comunemente indicato dal rapporto fra la prima rata che si riscuote quando si va in pensione e l’ultimo stipendio percepito. Avere un’idea, fin da quando s’inizia a lavorare, di quanto sarà il tasso di sostituzione della previdenza obbligatoria è importante per valutare se la pensione potrà garantire un tenore di vita adeguato. Al momento gli enti di previdenza obbligatoria (INPS, INPDAP, ecc.) non forniscono una stima personalizzata del tasso di sostituzione. Secondo calcoli effettuati dalla Ragioneria Generale dello Stato, il tasso di sostituzione di un ipotetico lavoratore dipendente che entra oggi per la prima volta nel mercato del lavoro e che andrà a riposo dopo il 2040, otterrà una pensione che grosso modo sarà pari alla metà del suo ultimo stipendio; se invece è un lavoratore autonomo, la pensione sarà pari a meno di un terzo dell’ultimo reddito da lavoro. Di seguito le diverse tipologie pensionistiche complementari:
• Fondi pensione negoziali: sono forme pensionistiche complementari istituite dai rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavori nell’ambito della contrattazione nazionale, di settore o aziendale. A questa tipologia appartengono anche i fondi pensione cosiddetti territoriali, istituiti cioè in base ad accordi tra datori di lavoro e lavoratori appartenenti a un determinato territorio o area geografica.
• Fondi pensione aperti: sono forme pensionistiche complementari istituite da banche, imprese di assicurazione, società di gestione del risparmio (SGR) e società di intermediazione mobiliare (SIM).
• Piani Individuali Pensionistici di tipo assicurativo (PIP): sono forme pensionistiche complementari istituite dalle imprese di assicurazione.
• Fondi pensione preesistenti: sono forme pensionistiche così chiamate perché risultavano già istituite prima del Decreto Legislativo 124 del 1993 che ha disciplinato la previdenza complementare per la prima volta.
Le forme pensionistiche complementari offrono diverse alternative per investire i propri contributi, chiamate opzioni di investimento (o anche comparti o linee di investimento). Le opzioni d’investimento si differenziano in base agli strumenti finanziari che vengono acquistati e in linea di massima sono riconducibili alle seguenti categorie:
• azionarie, che investono solo o principalmente in azioni;
• bilanciate, che in linea di massima investono in azioni e in obbligazioni nella stessa percentuale;
• obbligazionarie, che investono solo o principalmente in obbligazioni;
• garantite, che offrono una garanzia di rendimento minimo o di restituzione del capitale versato al verificarsi di determinati eventi (ad esempio, al momento del pensionamento). E’ importante conoscere la categoria dell’opzione di investimento che si sceglie perché a questa corrisponde uno specifico profilo di rischio e rendimento, ad esempio, se si sceglie un’opzione di investimento azionario, quando e come spostare la forma pensionistica complementare. Dopo due anni di adesione, si puoi chiedere, per qualsiasi motivo, il trasferimento della posizione maturata presso un’altra forma pensionistica complementare. Il trasferimento è un diritto e non può essere ostacolato né possono esserci limiti all’ esercizio. Se l’adesione è fatta su base collettiva e se è prevista in caso di cambio di lavoro il trasferimento alla nuova forma pensionistica complementare di riferimento. Il trasferimento consente di proseguire il percorso previdenziale senza interruzioni: l’anzianità nel sistema della previdenza complementare inizia da quando uno aderisce la prima volta. In linea generale, la possibilità del cambiamento non dovrebbe rappresentare una scelta da compiere frequentemente. Questo perché le valutazioni sul buon operato di ogni forma pensionistica devono essere effettuate su orizzonti temporali ampi, più adatti a una prospettiva di lungo periodo tipica della previdenza complementare.

La Grecia c’è la farà

Nonostante le dure parole di Alan Greenspan, ex presidente della Federal Reserve degli Stati Uniti, che ha detto in un’intervista rilasciata ieri a New York, di ritenere un default della Grecia “quasi certo”, in Europa si lavora ad un nuovo piano per salvare la Grecia. Le valutazioni di Greenspan, 85 anni ben portati, sono che è il sistema politico greco funziona male sino a poter rendere inadempiente il paese greco. Le possibilità della Grecia di uscire inadempiente dalla crisi sono ad “un livello tale da quasi far dire che non c’è via d’uscita”, ha detto Greenspan. Questo eventuale default potrebbe  mettere alcune banche degli Stati Uniti con le spalle al muro. In Europa oggi la cancelliera Angela Merkel incontra il presidente Nicolas Sarkozy per risolvere l’impasse di un secondo salvataggio greco con la Germania che insiste che gli obbligazionisti condividano il costo del rischio contagio. Questo significa conciliare le chiamate tedesche agli investitori per aiutare a salvare la Grecia con gli avvertimenti della Banca centrale europea sostenuta da Francia contro qualsiasi mossa obbligatoria che potrebbe innescare un default. Il tutto immerso in una situazione greca che si evolve
in mezzo a tumulti politici e combattimenti nelle  strade di Atene. Secondo Henrik Enderlein, economista politico presso la Scuola Hertie di governance a Berlino “La Germania fa un gioco duro per necessità di politica interna”. “Sarebbe stato molto più saggio accettare una soluzione puramente volontaria di una o due settimane fa. I danni collaterali di questa politica potrebbero essere enormi”.  Mentre il braccio di ferro divide l’area dell’euro, e il rinvio della decisione del prestito UE di tre settimane lo testimonia, il Fondo monetario internazionale ha detto ieri che avrebbe continuato a sostenere la Grecia mentre “si stanno compiendo progressi” su un pacchetto rivisto di aiuti. Il Primo ministro greco George Papandreou ha invitato il parlamento a sostenere il suo bilancio di riduzione dopo aver fallito nel conquistare l’opposizione per un governo di unità nazionale in grado di far passare le misure di austerità.
Le richieste tedesche portate dal ministro delle finanze Wolfgang Schaeuble sono di spostare l’onere per i salvataggi dei sottoscrittori in fase di stallo sugli sforzi per forgiare un pacchetto di aiuti in questa settimana di fronte alla resistenza della BCE. I ministri riprenderanno i colloqui a Lussemburgo il 19-20 Giugno e il piano non sarà completato fino al luglio 11. Dal Lussemburgo, Jean-Claude Juncker , che guida il gruppo dei ministri delle finanze della zona euro, ieri ha detto che vanno osservate un certo numero di linee rosse, soprattutto quelle menzionate dalla BCE – nessun valore predefinito, nessun declassamento di rating e il coinvolgimento del settore privato deve essere fatto su base volontaria”. Dopo cinque elezioni regionali di quest’anno e avendo di fronte altri due voti nel mese di settembre, la coalizione della Merkel ha poco spazio per cambiare rotta prima del vertice dell’Unione europea del 23 e 24 giugno che era stato previsto per completare l’affare. La proposta di Schaeuble prevede scadenze prorogate per sette anni (è un aspetto “core” dei piani tedeschi). Poi il governo vorrebbe trovare nuovi aiuti per la Grecia con una quota sufficiente di creditori privati, ha dichiarato Flosbach in un’intervista, mentre il coinvolgimento obbligazionista deve essere raggiunto senza far scattare un default o causare sconvolgimento di mercato, “deve essere di tipo sostanziale,” ha detto Michael Meister,  portavoce delle finanze per il partito Cdu del Cancelliere. La Merkel, circondata da considerazioni di politica interna e dalla resistenza della BCE, può optare per un coinvolgimento “simbolico” del settore privato, ha detto Carsten Brzeski, economista del gruppo ING a Bruxelles, il quale ha poi aggiunto: “Mi chiedo se il governo tedesco sarebbe davvero disposto a lasciare che il tutto degeneri visto che la Merkel e il governo tedesco hanno cambiato più volte posizioni, rispetto alla BCE.” Merkel, nel passato, ha abbandonato il suo sostegno per le sanzioni automatiche contro i paesi dell’area dell’euro che hanno deficit persistenti nel colloqui con Sarkozy a Deauville nel nord della Francia nel mese di ottobre. In cambio, ha ottenuto il suo appoggio per bloccare i contributi alle obbligazioni sotto il meccanismo permanente di soccorso ESM che partirà dal 2013. Tredici mesi dopo che i leader europei hanno sostenuto con 750 miliardi di euro un fondo di salvataggio per sostenere l’euro contro l’impatto della crisi del debito, le turbolenze che circondano la Grecia stanno ancora infettando i mercati globali. L’indice MSCI World dei titoli azionari è diminuito ieri per il secondo giorno consecutivo, perdendo un più 1,3%. I Titoli di stato greci si sono accasciati, spingendo il rendimento al 30% per la prima volta rispetto ai due anni precedenti, come Irlanda e Portogallo che hanno visto salire i rendimenti a livello più alto dall’introduzione dell’euro dal suo debutto del 1999. I costi di assicurazione contro il default greco, il debito pubblico irlandese e portoghese sono saliti ad un nuovo record. Con l’euro sceso a 1,4074 dollari, il livello più debole dal 26 maggio, Sarkozy  in un discorso a Parigi ha chiesto un fronte unico per difendere l’Euro, “uno dei maggiori successi europei”. “Ciò di cui abbiamo maggiormente bisogno oggi è l’unità”, ha detto Sarkozy. “Dobbiamo ancora una volta trovare il senso del nostro destino comune in Europa e i compromessi su cui è costruita l’Europa “.

Settore obbligazioni Corporate

Da una ricerca effettuata dal Servizio studi di Banca Intesa SanPaolo sulle previsioni ad una settimana sul settore “Obbligazionario Corporate”  è risultato che dopo un’apertura di settimana incolore il mercato corporate europeo è stato caratterizzato da maggiore debolezza. I timori sulla evoluzione dello scenario macroeconomico, sia in Europa che negli USA, e soprattutto l’intensificarsi del dibattito sulla crisi greca (con la lettera del Ministro delle Finanze tedesco espressosi a favore di un allungamento di 7 anni delle scadenze del debito ellenico in circolazione) sono stati tra i principali fattori che hanno spiegato gli aumenti nel costo della protezione dal rischio di insolvenza. Particolarmente sotto pressione sono apparsi gli indici Itraxx Finanziari per il noto legame tra crisi del debito e solidità degli emittenti finanziari. A questo proposito il 9 giugno Moody’s ha posto sotto osservazione, con implicazioni negative, il rating di alcune banche portoghesi.  Inoltre L’Euribor (parametro usato per i mutui a tasso variabile) a 1 mese è salito di 4pb (a 1,26%) l’Euribor a  3, 6 e 12 mesi si sono fermati a 1,47%,  1,74%  e 2,15% (rispettivamente +3pb, +2pb e +1pb). Per i tassi swap, si allarga lo spread rispetto ai rendimenti dei titoli tedeschi corrispondenti sulle scadenze brevi mentre si restringe marginalmente sulle scadenze extralunghe:  l’Eurirs (parametro usato per i mutui a tasso fisso) a 2 anni chiude la settimana a 2,08% mentre l’Eurirs a 10 anni a 3,27%.

Il rally del dollaro

L’oro, venerdì, è sceso quasi dell’1%, il ribasso più forte in un solo giorno nel corso  del mese. Il trend del dollaro in discesa, le perdite del barile di petrolio e delle materie prime hanno indotto gl’investitori a vendere prima della fine della settimana. Bullion market ha anche messo sotto pressione le liquidazioni di Wall Street che hanno risentito anche dei deboli dati sul commercio cinese, e dell’euro in ribasso  più dell’1% a causa dei timori del debito della Grecia ritornato alla ribalta. “Oggi i metalli preziosi sono stati concentrati nel paniere delle materie prime. Non vi è la vendita del rischio-off, e   sono state tutte le materie prime, nel loro complesso, ad essere colpite”, ha dichiarato Mark Luschini, capo investment strategist della società di servizi finanziari Janney Montgomery Scott, che gestisce 54 miliardi dollari di attività. Lo spot sull’oro è sceso al  livello più basso di una settimana pari a 1.525,74 $ l’oncia ed è stato un calo dello 0,7% da $ 1.532,14.  Il metallo era diminuito dell’0,5% in tutta la settimana precedente. Nonostante la perdita di venerdì, il metallo è cresciuto del 5% nelle ultime cinque settimane dopo una serie di preoccupanti dati economici degli Stati Uniti tra cui una debole ripresa dei posti di lavoro. I futures sull’oro per consegna agosto negli USA si sono stabilizzati $ 13,50 per $ 1.529,20, dopo una altalena tra $ 1.526,70 e $ 1.546,50.
L’oro COMEX futures volume è stato di circa 125.000 lotti, il più alto di questa settimana, ma il 40% al di sotto della sua media di 30 giorni. Il volume è stato poco brillante rispetto alla scorsa settimana, con i prezzi dell’oro in gran parte rangebound.
Il prezzo della Sterlina oro nel frattempo, è salito ad un record di £ 951,78 l’oncia come prezzo di base del prezioso metallo, mentre la sterlina è scesa dopo i dati deludenti della produzione industriale del Regno Unito.
I commercianti di oro si sono detti preoccupati da voci che, prima della sessione, parlavano di vendita ufficiale di grandi dimensioni, cosa che poi  si è rivelata infondata, ma comunque ha accelerato il calo del metallo giallo.
L’argento è scivolato  del 3,2% a 36,32 dollari l’oncia. Nel mese di maggio, aveva navigato i 40 e 45 dopo aver toccato i minimi da 28 anni prima del 23 aprile. Mentre l’oro è sulla difensiva, i tassi d’interesse rimangono ostinatamente bassi. Ci sono preoccupazioni per il debito della zona euro e per un debole outlook dell’economia USA a più lungo termine, dicono gli analisti. La fine del programma del governo US di acquisto di obbligazioni per 600 miliardi dollari, oppure una seconda tornata di allentamento quantitativo, in questo mese stanno anche alimentando le preoccupazioni economiche.  Il fiume di denaro con cui la Federal Reserve ha sostenuto Wall Street e il resto della economia degli Stati Uniti per 2 anni e mezzo si ridurrà a un rigagnolo con la conclusione degli acquisti di bond da parte della Fed venerdì.

Il prezzo del petrolio dopo la riunione Opec

Dopo l’infuocata seduta dell’Opec di mercoledì a Vienna  in cui la proposta saudita e dei suoi alleati degli Emirati Arabi Uniti del Golfo e del Kuwait di aumentare la produzione è stata bloccata da sette produttori tra cui Iran, Venezuela e Algeria, oggi venerdì, il quotidiano saudita al-Hayat ha riferito che, secondo alcuni  funzionari del settore l’Arabia Saudita ha deciso di aumentare, in modo unilaterale la produzione dal mese di luglio, al di fuori della politica dell’OPEC.  Il giornale scrive che la produzione passerebbe dagli 8,8 milioni di barili al giorno di maggio ad oltre 10 milioni di barili al giorno dei primi di luglio. La notizia non ha alcuna possibilità di verifica immediata. La decisione di Riyadh scaturisce dalla volontà di affermare la propria leadership su gli altri membri dell’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio dopo che non è riuscita a convincere i 12 membri del cartello di aumentare la produzione nell’infuocato scontro a Vienna di mercoledì.  “L’intenzione saudita è dimostrare che il prezzo  non può essere spinto oltre un certo livello”, ha dichiarato a IHS, Sam Ciszuk, analista per l’energia in Medio Oriente. O l’OPEC segue l’iniziativa saudita o avranno problemi.” Le due parti si scambiano le accuse. Il Ministro saudita del petrolio Ali Ali-Naimi ha chiamato coloro che si oppongono al fronte “ostinati”. Per l’Iran il governatore Mohammad Ali Khatibi ha risposto dicendo che Riyadh è stata eccessivamente influenzata dalle richieste dei consumatori guidati dai paesi con meno carburante. “I falchi dell’Opec hanno chiamato il loro bluff e adesso tocca a Riyadh dimostrare che è tale. L’Arabia Saudita non ha pompato 10 milioni di barili al giorno per almeno un decennio. Secondo i dati Reuters, la produzione di petrolio aveva raggiunto un picco di 9,7 milioni di bpd nel luglio 2008 dopo che i prezzi avevano toccato il record di 147 dollari al barile. E’  l’unico produttore di petrolio dentro o fuori OPEC  con questa notevole capacità inutilizzata. Richiesto a Vienna, ieri giovedì, se i sauditi potessero raggiungere i 10 milioni di barili al giorno Naimi ha risposto: “Basta inviare i clienti, non preoccupatevi per i volumi”. I delegati del Golfo hanno  dichiarato a Riyadh che stavano progettando di pompare in media 9,5-9.700.000 barili al giorno nel mese di giugno. L’Arabia Saudita sta già offrendo più greggio alle raffinerie in Asia, che, guidati da Cina, guidano  l’aumento globale del consumo di petrolio. Le previsioni della domanda in sede OPEC indicano che la produzione aumenterà di circa 1,7 milioni di barili al giorno nel secondo semestre dell’anno rispetto alla produzione odierna di circa 29 milioni di barili. Il Brent è salito nelle ultime 5 settimane a $ 120 al barile. Dopo i colloqui OPEC che hanno visto una rottura e l’annuncio di oggi dell’Arabia, l’ultima quotazione è stata inferiore di 63 centesimi vicino a 118,94 dollari al barile.

Yuan sottovalutato

La  valuta cinese viene ritenuta ancora molto sottovalutata anche se il valore esterno della moneta è aumentato in un anno del 5% rispetto al dollaro. Sembra quasi un nuovo record, ma in America, in Europa e in questi continenti soprattutto le nazioni esportatrici accusano Pechino di mantenere lo yuan artificialmente basso. Oltrettutto la Cina si prepara ad una lotta senza tregua contro l’inflazione, con un’ulteriore impennata dei tassi d’interesse temendo un ulteriore apprezzamento della moneta. Il limite fissato dal tasso di riferimento della Banca centrale del renminbi (yuan) è aumentato ieri martedì, incontrando il dollaro a 6,4816 yuan. Così, il valore esterno della moneta cinese è aumentato dal giugno dello scorso anno del 5,1%. Dopo due anni questo è il risultato dell’annuncio di dare corso ad una certa “flessibilità” nella relazione con il dollaro. Gli stati che nel mondo accusano Pechino di mantenere lo yuan artificialmente basso per favorire la propria industria ed ottenere vantaggi sui mercati mondiali, parlano di una sottovalutazione del 15%.  I banchieri cinesi spiegano che la valutazione attuale non è tanto per tenere sotto pressione la concorrenza, ma che con l’inflazione crescente è molto difficile per i consumatori in Cina adeguarsi ad un cambio superiore. Il renminbi sottovalutato rende le importazioni più costose.  Lo yuan sottovalutato dà come risultato l’acquisto di una massa di dollari provenienti dai settori in surplus e portatori d’inflazione. Lo stesso effetto non ha frenato la crescita del credito. Nel frattempo, in Cina le voci di una nuova riforma del sistema monetario si fa sentire. I tempi sono maturi per questo, ha scritto il vicedirettore del controllo monetario sicuro, Guan Tao, martedì in un articolo on-line. La Cina ha grandi riserve in dollari, che sono essenziali per il controllo del valore esterno, ma sono pericolosi in vista dell’atteso deprezzamento  del dollaro. Zhou Qiren, membro del Consiglio per la politica monetaria, e consigliere della banca centrale, ha chiesto “drastici” cambiamenti. Zhou ha anche scritto sul web: “Chi vuole mantenere il tasso di cambio stabile, deve “sacrificare” la stabilità dei prezzi interni. Altri paesi esportatori di successo con tassi di cambio fluttuanti hanno dimostrato che gli scambi sotto rivalutazione possono soffrire. In Cina, i prezzi al consumo su base annua sono aumentati di oltre il 5%. Nel mese di giugno, l’inflazione potrebbe superare la soglia del 6%. La banca centrale di Pechino cerca di contrastare da lungo tempo questa tendenza, ha alzato più volte i tassi di interesse e rafforzato le riserve obbligatorie delle banche con operazioni effettuate anche a mercato aperto, tuttavia, gl’interessi reali sugli investimenti sono negativi. Il prestito praticamente non costa nulla. Le banche quindi si aspettano un ulteriore aumento dei tassi a breve. E potrebbe allargarsi la forbice della durata del tasso di cambio renminbi al quale le banche potranno accedere, ciò faciliterà anche un apprezzamento. Fino ad oggi, è solo dello 0,5% dal valore di riferimento della banca centrale.

Agli sportelli bancari e postali cala la raccolta di nuove polizze

Secondo dati forniti dall’ANIA,  l’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici, in aprile, gli sportelli bancari e postali hanno intermediato nuove polizze per un ammontare pari a € 2,4 mld (circa il 70% dell’intera nuova produzione delle imprese italiane ed extra-U.E.),  registrando un calo del 40,9% rispetto ad aprile 2010. La raccolta premi relativi a nuovi prodotti del ramo I è stata pari a € 1,9 mld (il 78% della nuova produzione dell’intero canale), con una contrazione del 36,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente; ancor più negativo, seppur per importi inferiori, l’andamento della nuova produzione di polizze di ramo V (-77,9% rispetto ad aprile 2010),  il cui importo è stato pari a € 29 mln.  Da inizio anno i premi relativi al ramo I sono stati pari a € 9,9 mld, in calo del 31,0% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, mentre quelli di ramo V,  pari a € 182 mln, hanno registrato un decremento del 79,3%. Nel mese di aprile il comparto “linked”, composto per il 67% da polizze di tipo unit,  è stato pari a € 505 mln, con un livello di produzione dimezzato rispetto a quello relativo allo stesso mese del 2010; in particolare, le polizze unit-linked, quasi esclusivamente di tipo “classiche”, hanno raggiunto un volume premi di € 339 mln (-49,3%) mentre le nuove polizze index, a fronte di un ammontare pari a € 166 mln, hanno registrato una diminuzione del 49,8%.  Da gennaio la nuova produzione afferente al ramo III è stata pari a € 2,6 mld, in calo del 36,8% rispetto ai primi quattro mesi del 2010. Le forme pensionistiche individuali hanno registrato nel mese di aprile un calo del 4,1%, a fronte di un ammontare premi/contributi pari a € 12 mln. La quasi totalità delle nuove polizze (il 96%) è sottoscritta dietro il pagamento di un premio unico, mentre la restante quota è destinata a contratti stipulati a premio periodico.

L’oro verso nuovi traguardi

Nonostante stamani il fixing dell’oro è stato posto al London Bullion Market a 1532,25 dollari l’oncia, in ribasso rispetto al fixing di ieri pomeriggio a 1536,50 dollari, il trend di lungo periodo vede nuovi traguardi per il prezzo dell’oro a causa della massiccia domanda di metallo giallo proveniente dalla Cina e dai paesi del Medio Oriente che potrebbe far schizzare il prezzo  sopra i 1600 dollari l’oncia entro la fine dell’anno. Lo affermano gli specialisti in metalli preziosi della società di consulenza GFMS che hanno definito, in questo momento, la Cina il maggiore consumatore al mondo di lingotti e monete d’oro con una domanda che potrebbe raggiungere le 400 tonnellate importate nel 2011. A questa domanda si accoda  anche la richiesta di prodotti d’investimento legati all’argento, con una previsione della crescita della domanda industriale del 16% che supererebbe le capacità estrattive interne. Il governo cinese non pubblica statistiche ufficiali sulle importazioni d’oro, ma il World Gold Council ritiene che abbia prodotto almeno 340 tonnellate nel 2010. Lo scorso anno, il consumo totale è stato di circa 700 tonnellate, lasciando un deficit di circa 300 tonnellate compensato dalle importazioni o dalla vendita degli stock esistenti. L’aumento delle importazioni, di ben cinque volte lo scorso anno, ha trasformato la Cina, che è già il più grande estrattore minerario d’oro del mondo, in un grande importatore. La domanda di metalli preziosi è anche sostenuta dalle preoccupazioni per l’inflazione dalle scarse rendite azionarie e del settore immobiliare, e alimentata dalle spinte di Pechino al consumo al dettaglio, come l’aver allargato il numero di banche autorizzate a importare lingotti. Un altro sostegno alla domanda del metallo pregiato proviene dai paesi del Medio Oriente e dai paesi arabi della fascia Nord del Mediterraneo, scossi dai sommovimenti politici di questi ultimi mesi, che non fanno prevedere soluzioni di pace nel breve periodo. Con questo trend, i capitali in fuga approdano facilmente sui lingotti d’oro in attesa di tempi migliori.

Inflazione a maggio al 2,6%

Secondo i dati pubblicati dall’Istat il 31 maggio 2011 gl’indici provvisori dei prezzi al consumo nel mese di maggio, secondo le stime preliminari, per l’intera collettività (NIC), comprensivo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,1% rispetto al mese di aprile 2011 e del 2,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (lo stesso valore registrato ad aprile). L’inflazione acquisita per il 2011 è pari al 2,3%. L’inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, si stabilizza all’1,8%.
Al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell’indice dei prezzi al consumo sale al 2,1% dal 2,0% di aprile 2011.  Sul piano tendenziale, la variazione dei prezzi dei beni sale al 3,0%, con una lieve accelerazione rispetto ad aprile 2011 (+2,9%) e quella dei prezzi dei servizi si porta al +2,3% dal +2,2% del mese precedente. Come conseguenza di tali andamenti, il differenziale inflazionistico tra beni e servizi resta invariato rispetto al mese di aprile.  La stabilizzazione dell’inflazione, a maggio, risente della flessione congiunturale dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti e dei beni non durevoli, i cui effetti sull’indice generale risultano, tuttavia, controbilanciati dall’aumento mensile dei prezzi dei beni alimentari e da quello, per quanto più contenuto, dei beni energetici regolamentati.
Sulla base delle stime preliminari,  l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,2% rispetto al mese precedente e del 3,0% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, con un’accelerazione di un decimo di punto percentuale rispetto ad aprile 2011 (+2,9%).