Banche in Spagna: Richiesta di nuovi capitali

Dodici banche spagnole hanno bisogno di rafforzare il loro capitale con l’afflusso di nuove risorse per un totale di 17 miliardi di €.  Il Banco di Base (gruppo Cajastur, CAM, Estremadura e Caja Cantabria) ieri ha formalmente  presentato una richiesta di finanziamento pubblico di 2.800 milioni di euro. E’ la prima banca che bussa alle istituzioni finanziarie del paese per cercare denaro fresco per rafforzare le proprie finanze in difficoltà ai sensi delle norme per i nuovi finanziamenti. L’ importo è circa il doppio del deficit di capitale della stima fatta dalla Banca di Spagna  per il Banco di Base, e ciò si aggiunge al disagio crescente che circonda la Spagna, le sue banche e la loro capacità di far fronte ai miliardi di euro di crediti in sofferenza nel corso di una recessione prolungata. Un portavoce del Banco di Base non è stato in grado di spiegare perché è stata richiesto di più rispetto alla stima iniziale. La richiesta di sostegno statale è cresciuta a dismisura dopo aver ricevuto, l’anno scorso, l’importo richiesto alla Banca di Spagna, e ad altri fondi statali. Il suo reddito d’impresa ordinario è diminuito del 55% l’anno scorso e le sue riserve sono diminuite del 34% a 1,529 milioni, dopo la pulizia dei crediti di partecipazione  al patrimonio netto. Il consiglio di amministrazione di Banco Base ha confermato ieri la richiesta di denaro per Gingillo (Fondo per la ristrutturazione delle Banche), approvato all’unanimità in una riunione tenutasi lo scorso giovedi. Questa forte domanda di capitale pubblico minaccia la vitalità e il futuro della fusione, che potrebbe rompersi domani. Le assemblee delle quattro Casse si riunirà oggi pomeriggio per approvare o respingere la separazione delle attività di Banca Base.  Se il progetto non fosse approvato dalla quattro entità, l’Unione potrebbe saltare in aria in modo irreversibile.

Mentre Santander e BBV hanno superato i test attuali, a 12 altre banche   è stato consigliato  di cercare un supplemento di € 17 miliardi per puntellare le loro finanze e prevenire un crollo della fiducia.  Le filiali di Barclays e di Deutsche Bank sono state,  tra le 12, indicate con capitale insufficiente. La maggior parte delle banche sono state costrette dalla Banca di Spagna di unire le proprie risorse attraverso la fusione, ma ciò nonostante alle prove dei test i loro capitali sociali hanno ancora bisogno di fondi supplementari.  Le norme in materia di Basilea 3  e gli altri test-stress previsti per  quest’anno in Europa stanno facendo pressioni sulle banche per aumentare il capitale onde evitare il ripetersi di crisi finanziarie per cui molti prestatori hanno cercato salvataggi governativi durante la crisi finanziaria. Gli investitori hanno i nervi tesi sugli eventuali squilibri nel mercato del credito dovute sia alle prove di stress, che alla probabilità di un rialzo dei tassi di interesse da parte della Banca centrale europea. Molti osservatori sono convinti che un aumento dei tassi, aumenterebbe la quantità di crediti in sofferenza, soprattutto per alcune delle banche più deboli in Spagna, Irlanda, Grecia e Portogallo.  Jean Claude Trichet, presidente della BCE ha segnalato un possibile aumento del tasso corrente di base, oggi all’ 1%, nella prossima riunione del 7 aprile. Molti proprietari di abitazione e imprese sull’orlo del fallimento, dopo aver richiesti prestiti enormi negli anni del boom, oggi, insieme a  molti analisti hanno dichiarato che  sarebbe imprudente da parte della BCE alzare i tassi.

Moody’s, che declassato Spagna il mese scorso al rating Aa2, ha evidenziato il costo del salvataggio del settore bancario come fonte di particolare preoccupazione. L’agenzia di rating ha detto che il costo sarebbe più del doppio della stima della Banca di Spagna  e salirebbe a oltre € 100 miliardi nell’ambito di un rigoroso test di stress. Il recente annuncio del Governo dell’accelerazione degli sforzi per ristrutturare il Cajas servirà a rafforzare l’industria bancaria del paese, ma comunque  rimane un rischio significativo per il costo di ricapitalizzazione che sarebbe più alto.  Moody’s ritiene che, ora, il pacchetto di salvataggio costerà tra i € 40 miliardi e 50 miliardi di €, più del doppio della stima precedente di € 17 miliardi.

 L’appello da parte del Banco di Base per più di due volte ai fondi precedentemente ritenuti sufficienti è probabile riguardino  le preoccupazioni di insufficienti risorse per l’ intero secondo livello di banche della Spagna che sono in difficoltà più di quanto il governo pensava. La BCE sta preparando un piano di salvataggio con una struttura rinnovata, una mossa che gli analisti ritengono appropriata

Pensione di reversibilità: quali sono gl’importi

In seguito ad una dolorosa dipartita spesso ci si chiede a quanto potrà ammontare il sotegno proveniente dalla cosiddetta  pensione di reversibilità o meglio “pensione ai superstiti”. Va rammentato che  l’importo spettante ai superstiti è calcolato sulla base della pensione dovuta al lavoratore deceduto ovvero della pensione in pagamento al pensionato deceduto applicando le percentuali previste dalla L. 335/95:

· 60%, solo coniuge;

· 70%, solo un figlio;

· 80%, coniuge e un figlio ovvero due figli senza coniuge;

· 100% coniuge e due o più figli ovvero tre o più figli;

· 15% per ogni altro familiare, avente diritto, diverso dal coniuge, figli e nipoti.

Qualora l’importo della pensione risultante dal calcolo sia inferiore al trattamento minimo, può essere concessa una integrazione non solo considerando il reddito personale, ma anche, in caso di soggetti coniugati e non separati legalmente, il reddito coniugale derivante dal cumulo del reddito personale con quello del coniuge.

Anche le multe sulle auto sono aumentate nel 2011

Sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana-Serie Generale n. 305 del 31/12/2010 è stato pubblicato il Decreto interministeriale  che, ai sensi dell’art. 195, dispone l’adeguamento biennale delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal Codice della Strada e che trova applicazione già dal l0 Gennaio 2011. Si tratta di un ritocco automatico previsto ogni due anni. Gli importi vengono aumentati secondo la variazione, accertata dall’Istat, dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (media nazionale) verificatasi nei due anni precedenti. Gli aumenti non riguardano tutte le contravvenzioni, ma vengono ritoccate solo gli importi che restano inalterati per due anni pieni. Per conoscere tutti gli importi   il consiglio è di consultare la tabella allegata alla circolare pubblicata sul sito della Polizia Stradale tenendo sotto gli occhi anche il Codice della Strada, poiché la tabella fa riferimento, con molta precisione, agli articoli aggiornati.

Tra le contravvenzioni aumentate, risultano il divieto di sosta (art. 158), passare con il semaforo rosso (art. 146), usare il cellulare senza auricolare o vivavoce (art. 173). Nel leggere gli importi, è bene ricordare che ogni voce ha un importo minimo ed uno massimo (ad esempio, il divieto di sosta, art. 158, va da € 39 a € 159). La Polizia Stradale è a disposizione dei cittadini anche online, tramite il modulo online “Scrivici”. Non si deve esitare ad utilizzarlo. Di seguito alcuni esempi di aumento delle sanzioni amministrative:

Ove era prevista la sanzione da € 23 a € 92 la stessa aumenta da € 24 a € 94.

Ove era prevista la sanzione da € 37 a € 150 la stessa aumenta da € 38 a € 154.

Ove era prevista la sanzione da € 38 a € 155 la stessa aumenta da € 39 a € 159.

Ove era prevista la sanzione da € 47 a € 92 la stessa aumenta da € 48 a € 94.

Ove era prevista la sanzione da € 70 a € 285 la stessa aumenta da € 72 a € 292.

Ove era prevista la sanzione da € 74 a € 299 la stessa aumenta da € 76 a € 306.

Ove era prevista la sanzione da € 77 a € 305 la stessa aumenta da € 79 a € 312.

Ove era prevista la sanzione da € 78 a € 311 la stessa aumenta da € 80 a € 318.

Per ulteriori dettagli, come prima consigliato, consultare la tabella completa pubblicata sul sito della Polizia Stradale.

Infrazioni stradali, come muoversi

Quando si riceve un verbale di contravvenzione ovvero, più semplicemente, una multa da parte della Polizia Stradale, e ci sono dubbi o domande da fare: Cioè entro quanti giorni è necessario pagarla? Che cosa si deve fare se si vuole contestarla? Oppure cosa fare se si è superata la scadenza? Se c’è qualcosa non chiaro nel testo del verbale ricevuto a casa, a chi rivolgersi? Tutte queste domande ed altri quesiti trovano una  risposta in una guida semplice, esauriente e facilmente reperibile. Ecco dove trovarla. La Polizia Stradale mette a disposizione dei cittadini, facilmente reperibile in rete, una guida completa e chiara per cavarsela nei termini e negli adempimenti previsti, anche per quanto riguarda un eventuale ricorso. Si chiama Easy Verbale.

La prima pagina propone sei diverse situazioni: come è composto il verbale consegnato direttamente dagli agenti o quello ricevuto per posta; cosa fare se si desidera fare ricorso; cosa fare se si desidera pagare la multa; cosa fare se si è pagato un importo parziale o si è ricevuta una cartella esattoriale.

L’ultima voce è dedicata agli “Approfondimenti” e si tratta di una pagina molto utile perché spiega alcuni termini tecnici di difficile comprensione, ma anche come calcolare l’importo, quali indicazioni deve contenere il ricorso, che cosa prevede l’obbligo di fornire informazioni.

Comunque anche in questo caso, è meglio sottoporre gli  eventuali dubbi o quesiti direttamente alla Polizia Stradale. Essa è a disposizione dei cittadini anche online, tramite il modulo online “Scrivici”. Non si deve esitare ad utilizzarlo.

Il disarmo nucleare piace ai tedeschi

La tradizionale ostilità tedesca verso l’energia nucleare in questi giorni è salita alle stelle arrivando, secondo un sondaggio della ARD, all’80%. Il 60% dei datori di lavoro ritengono corretta la moratoria di tre mesi voluta dal cancelliere Angela Merkel e la chiusura di sette dei 17 siti tedeschi decretato da Berlino, secondo un sondaggio da Handelsblatt. Non solo, il 55% dei manager intervistati ritiene possibile un incidente analogo a Fukushima in Giappone. In Siemens si discute se l’energia atomica può ancora essere chiamata “tecnologia futura”. I lead manager di Bosch ritengono che non si possono assumere i margini di rischio che ci sono in questa  tecnologia. Secondo il presidente di Eon gli eventi inaspettati accaduti in Giappone insegnano che tutte le previsioni scientifiche  non sempre vannno a buon fine, c’è stata come una spaccatura nel mondo tecnologico e  usando questa espressione ha spiegato  il cambiamento radicale nella politica energetica del cancelliere Merkel. Una parte della paura tedesca può essere basata sul fantasma di Chernobyl, con i suoi 90.000 morti da radiazioni, secondo quanto riferito da Greenpeace, con una nube radioattiva che 25 anni fa  ha lasciato il segno in diverse regioni della Germania. Ma sicuramente i tedeschi e soprattutto i suoi uomini d’affari e i leader politici fanno altri calcoli. La più grande economia dell’UE che genera oltre il 17% della sua elettricità da fonti rinnovabili, soprattutto eolico, è un paese con poco sole, ma che ha installato pannelli per l’energia solare in numero uguale alla Spagna. Tale percentuale è triplicata in pochi anni e potrà raggiungere il 35% entro il 2020, che è l’obiettivo del governo. Il Consiglio dei saggi per le questioni ambientali, che sono esperti indipendenti consulenti del  governo, considerano realistico, in un rapporto pubblicato nel mese di gennaio, che nel 2050  il 100% di energia elettrica provenga da vento, sole, acqua e biomasse. A tal fine, sono ancora necessarie molte sovvenzioni, come nel passato si è fatto per l’industria nucleare e, soprattutto, massicci investimenti nelle infrastrutture. Nel frattempo sarà necessaria la costruzione di una rete adeguata di nuove centrali elettriche a gas,  per passare gradualmente dal nucleare, che rappresenta oggi il 22% della produzione di elettricità e l’11% di tutta l’energia consumata in Germania, al nuovo scenario.  Nonostante la base giuridica debole che il Governo ha per fermare la crescita del nucleare e scollegare temporaneamente  i sette reattori, e poiché  la decisione sarà un duro colpo alle entrate statali (che dovranno rinunciare a una parte dell’imposta che grava sulla elettricità), gli analisti sono convinti che la Merkel ora non può far marcia indietro. Siamo all’inizio della fine dell’era nucleare.  Berlino prepara regole e norme nuove per la revisione che sarà fatta nei prossimi mesi. La nuova normativa richiederà che gli impianti nucleari aumentino i margini di sicurezza per difendersi da grandi eventi come inondazioni, terremoti, interruzioni di corrente e persino la possibilità che un aereo passeggeri si schianti contro una centrale.

Banche centrali del G7 studiano una risposta globale alla crisi giapponese

In settimana,  le banche centrali del G-7 organizzeranno una riunione in teleconferenza per valutare quali misure adottare per affrontare la difficile situazione  del Giappone.  Lo ha affermato ieri il ministro delle Finanze francese Christine Lagarde, chiedendo  la disponibilità di tutti per aiutare il Giappone sulle questioni monetarie. Subito dopo anche  il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble ha dichiarato che è pronto a fare tutto ciò che è necessario e possibile per aiutare il Giappone. Ma queste misure non sono solo a beneficio del Sol Levante, ma servono al G7 a fermare il rischio di una vendita massiccia di attività estere da parte degli investitori giapponesi, che potrebbero destabilizzare i mercati finanziari mondiali. Le banche centrali in generale e soprattutto in circostanze come queste, sono in continuo contatto, per tenere sotto osservazione gli eventi ed intervenire prontamente  per sostenere i mercati ed evitare così  shock di liquidità che potrebbero verificarsi. Infatti in seguito agli attentati dell’11 settembre a New York, e nei giorni dopo il fallimento di Lehman, hanno portato avanti azioni coordinate, con tagli dei tassi d’ interesse, improbabili nel contesto attuale, forti iniezioni di liquidità o di accordi di scambio tra le istituzioni monetarie. Questo “modus operandi”  è stato ripetuto, anche  in forma  più aggressiva, dalla BCE, per esempio, che tiene aperta ancora oggi la disponibilità quasi illimitata per le banche UE. Inoltre, la Fed, la BCE, la Bank of England, Bank of Canada e la Banca nazionale svizzera hanno approvato un accordo il 18 settembre 2008, in modo da poter fornire finanziamenti in altre valute agli enti commerciali nei rispettivi paesi. Tuttavia, Schäuble, alla domanda se l’UE potrà acquistare titoli di Stato giapponesi o se fosse prevedibile una iniezione coordinata delle banche centrali, ha fatto presente che sono ancora prematuri i tempi di un intervento. Per ora, la Banca del Giappone ha inondato il sistema monetario. di 190 miliardi di euro per cercare di stabilizzare i mercati. La Federal Reserve americana sostiene la necessità di un accordo per fornire finanziamenti illimitati in dollari alle banche commerciali del paese. In effetti, la BOJ ha tenuto ieri un’asta in questa valuta. “Le linee di swap (cambio) sono state di grande aiuto per i paesi europei e asiatici durante la crisi finanziaria”, ha detto Guillermo de la Dehesa, presidente del Centro per la Ricerca Economica e Politica (CEPR). Infatti  il rischio di un’ impennata delle vendite di attività in valuta estera da parte giapponese, può portare a situazioni di sfiducia e mancanza di liquidità nelle banche e imprese giapponesi, ha detto Martinez. E, infine, vi è la possibilità della comparsa di nuove tensioni e volatilità dei mercati obbligazionari,  secondo Reuters, Al momento sembra esistere un chiaro consenso su un punto: è troppo presto per determinare il sostegno che potrebbe essere necessario. “In questo momento è una questione più interna, fino a che  non si avrà un impatto su tutti i mercati finanziari”, spiega Laurent Fransolet, economista di Barclays Capital.  Tuttavia, questa unità  è un positivo segnale lanciato dalle autorità. “Hanno fischiato per avvertire che siamo qui e siamo in grado di reagire. Quando i mercati hanno paura, bisogna dare loro protezione”, ha dichiarato José Carlos Diez, capo economista Intermoney.

Assicurazioni vita in crescita nel 2010

L’ANIA,  l’Associazione Nazionale Imprese di Assicurazione ha pubblicato l’11 marzo, in base a dati statistici forniti dalla Imprese Assicurative una panoramica della situazione del settore relativa al 2010. La raccolta per il lavoro diretto italiano, quindi senza il conteggio  relativo all’attività di riassicurazione e all’attività estera) dei rami Danni e dei rami Vita ha sfiorato i 126 miliardi di euro con una crescita, in termini nominali, del 6,9% rispetto al 2009 (+5,2% in termini reali). La dinamica è il risultato di un aumento dei premi del settore Vita (+11,1%) e di una diminuzione dei premi del settore Danni (-2,3%).  Trattandosi di  dati statistici e non definitivi per il momento sono da considerarsi ancora provvisori. Per  la raccolta del comparto Danni (e quindi per la raccolta complessiva), le variazioni sono influenzate dall’uscita dal portafoglio diretto italiano di un’Impresa nazionale e di una Rappresentanza in Italia. Le variazioni rideterminate in modo omogeneo (ossia escludendo dai dati del 2009 la raccolta premi delle due imprese uscite nel 2010) determinerebbero una variazione nominale del +2,1% per il settore Danni e del +8,4% per il Totale (Vita e Danni).

Rami Vita – Nel 2010 la raccolta premi nei rami Vita ha superato i 90 miliardi con una crescita, in termini nominali, dell’11,1% rispetto al 2009 (+9,3% in termini reali). L’aumento è riscontrabile in tutti i rami, ma è particolarmente rilevante nelle polizze di Ramo III a carattere prevalentemente finanziario.

Rami Danni – Nel 2010 la raccolta premi nei rami Danni è stata pari a 35,8 miliardi con un decremento, in termini nominali, del 2,3% rispetto al 2009 (-3,8% in termini reali). L’incremento reale è spiegabile con la crescita della raccolta premi del settore Auto che è aumentata del 3,6% incidendo sul totale dei premi Danni per il 55,7% (54,9% nel 2009). Per quanto riguarda gli altri rami Danni, la crescita dei premi è risultata prossima allo zero; tale risultato riflette principalmente un aumento del settore Credito e Cauzione (+4,8%), dell’Incendio (+3,6%), del Malattia (+3,2%) e una diminuzione dell’R.C. Generale (-3,0%), del settore Trasporti (-2,5%) e degli Infortuni (-0,7%).

Gli squilibri dell’economie del mondo possono peggiorare

Oggi Lorenzo Bini Smaghi, membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea, in un intervento su ‘Il Corriere della Sera’ si appella alle banche centrali, perchè in questo contesto, non devono esitare ad agire per l’obiettivo che è stato dato loro: la stabilita’ dei prezzi. A una riunione negli Stati Uniti, tenutasi  per politici asiatici sulla politica della  zona euro, Axel Weber, da poco dimessosi da capo della Bundesbank tedesca, ha dichiarato che secondo le previsioni del FMI, l’impennata dei prezzi del petrolio a partire disordini scoppiati in tutto il Nord Africa potrebbero accelerare questo mese. La crescita dell’inflazione è tale da sollecitare alla BCE un aumento dei tassi che, entro la fine dell’anno, potrebbe raggiungere l’1,75%. Le parole dei due banchieri arrivano pochi giorni dopo  il consiglio direttivo della Banca  Centrale Europea, alla fine del quale  il presidente Trichet ha annunciato che un rialzo dei tassi potrebbe avere luogo già in aprile a fronte di tensioni inflazionistiche in rafforzamento. L’analisi condivisa dalla maggioranza degli economisti europei è che l’aumento dei prezzi delle materie prime energetiche e agricole è un fenomeno permanente, perche  è il risultato del miglioramento del tenore di vita di milioni di nuovi consumatori nei Paesi emergenti, soprattutto in Asia e in America latina. Il progressivo aumento dei salari in questi paesi tende, in prospettiva, a far crescere anche i prezzi dei manufatti che importiamo da queste aree. Le ragioni di scambio dei paesi industriali sono destinate a peggiorare, determinando un trasferimento di reddito verso i Paesi emergenti e i produttori di materie prime. Una politica monetaria troppo espansiva, che mantiene tassi d’interesse molto bassi per un periodo prolungato, crea un eccesso di liquidità che induce gli operatori ad aumentare la leva finanziaria, a sottostimare il rischio e a favorire strategie d’investimento imprudenti. Più ampio e duraturo è il divario tra tassi reali e ritmo di crescita, maggiore è il rischio di instabilità. Se si guarda al passato di quel tipo di errori di previsione ne sono stati fatti numerosi soprattutto quando istituzioni finanziarie internazionali hanno sistematicamente sottovalutato l’inflazione e  sovrastimato  la  crescita  nelle  economie  avanzate.                            

 Cina, altre economie asiatiche e latino-americane stanno resistendo alle pressioni di Washington e dell’Europa a rialzare i tassi d’ interesse per frenare segni di surriscaldamento delle loro economie e consentire alle loro valute di apprezzarsi. Al contrario  molti di loro puntano il dito  sul nuovo ciclo della Federal Reserve americana di stampare soldi attraverso un programma di acquisto di obbligazioni di stato per  600 miliardi dollari come la causa principale di un’ondata di “hot money” affluita che rischia di destabilizzare le loro economie.

Assicurazione RCA: obbligo di tariffe unisex

(Ansa). Il 1 marzo 2011 è stata pubblicata una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea che ha deciso lo stop  ai premi differenziati tra sessi da parte delle assicurazioni: i premi e le prestazioni devono essere gli stessi sia per gli uomini che per le donne. Il divieto definitivo scatterà a partire dal 21 dicembre 2012. Una pronuncia che va a chiudere definitivamente gli spazi lasciati aperti da una direttiva europea, che se formalmente vietava già queste clausole in realtà aveva consentito un loro mantenimento tramite alcune deroghe. “Prendere in considerazione il sesso dell’assicurato come un fattore di rischio nei contratti costituisce una discriminazione”, hanno affermato i giudici comunitari. Rc auto ‘unisex’ quindi in Europa, su cui esprime una chiara delusione la Federazione europea delle compagnie assicuratrici, la Cea: “La decisione dei giudici di non riconoscere che il sesso rappresenta un legittimo fattore nella tariffazione dei contratti – recita un comunicato – è una brutta notizia per i clienti delle assicurazioni”. Infatti l’industria del settore si richiamava alle statistiche secondo cui tra i giovani maschi si registra una percentuale di incidenti di auto nettamente superiore a quella delle donne conducenti, chiedendo che questo potesse riflettersi nei premi di assicurazione. La sentenza pubblicata il 1° marzo, cancella qualsiasi  deroga alla regola generale introdotta con la direttiva 113 del 2004 che vieta qualsiasi discriminazione fondata sul sesso del cliente in materia di accesso a beni e servizi, nonchè alla loro fornitura.

Nuovo contratto di lavoro del Terziario

Sabato 26 febbraio è stato siglato il nuovo contratto di lavoro del Terziario-Distribuzione-Servizi da parte di Confcommercio, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil. Non ha firmato la Filcams-Cgil che ha  proclamato un primo pacchetto di 4 ore di sciopero, articolate territorialmente. Alcune delle novità più interessanti.

La parte economica vede un aumento di € 86,00 riparametrato al 4 livello calcolato sulla base dell’indice  previsto dal nuovo modello contrattuale, con un aumento lordo complessivo nel triennio 2011-2013 pari a circa 1.800,00 euro.

Malattia.

Il nuovo Ccnl prevede che per le prime due malattie nell’anno solare l’integrazione continui a essere pari al 100% della retribuzione; la misura è ridotta al 50% per la terza e quarta malattia. A partire dal quinto evento, il datore di lavoro non dovrà più pagare i primi tre giorni. La penalizzazione non si applica alle malattie che inizialmente vengono certificate con prognosi di almeno 12 giorni, ai ricoveri in genere nonché ad altre gravi patologie. Viene poi recepito quanto stabilito dall’articolo 20 del Dl 112/08 che consente, ai datori di lavoro interessati, di scegliere di pagare direttamente la malattia, omettendo il versamento all’Inps della relativa contribuzione.

L’equiparazione dell’assistenza sanitaria integrativa  anche per i part-time come per il full time.

L’accordo prevede inoltre l’allungamento di 60 giorni oltre ai 180 già previsti dal precedente contratto per il calcolo delle indennità di malattia per gravi patologie.  Stabilito inoltre l’aumento delle indennità di funzione previste per i quadri oltre all’aumento dell’importo dell’assicurazione per invalidità permanente o caso morte prevista per gli operatori di vendita  (viaggiatori e piazzisti dipendentidelle aziende).

Nell’ipotesi di accordo vengono modificate le linee guida per la contrattazione di secondo livello (territoriale o aziendale) che potrà occuparsi solo delle materie delegate dal Ccnl e non potrà disciplinare istituti già regolamentati a livello nazionale. Gli elementi retributivi di natura variabile dovranno essere prioritariamente agganciati a elementi di produttività e competitività delle aziende, per ottenere i previsti benefici contributivi e fiscali. Con riferimento ai contenuti della contrattazione di secondo livello, il Ccnl permette, al fine di aumentare la produttività, di derogare anche ad alcuni istituti disciplinati dal Ccnl, con esclusione di: apprendistato, determinazione dell’orario di lavoro settimanale anche dei minori, individuazione dei permessi per ex festività, durata delle ferie e relativo trattamento economico

La garanzia

Le aziende che non applicheranno la contrattazione di secondo livello dovranno corrispondere – nel mese di novembre 2013 – a tutti i lavoratori il nuovo elemento retributivo denominato «elemento economico di garanzia» ( che è pari a € 100,00 per le aziende fino a 10 dipendenti ed a € 125,00 per le aziende con oltre 10 dipendenti). Esso spetta solo ai dipendenti presenti in azienda al 31 ottobre 2013  e assunti non oltre il 1 maggio dello stesso anno; si riferisce al periodo di riferimento dal 1° gennaio 2011 al 31 ottobre 2013; va riproporzionato in funzione della prestazione lavorativa e dell’orario di lavoro; può essere assorbito in somme erogate dopo il 1° gennaio 2011; non entra nel calcolo di nessun altro istituto contrattuale, Tfr compreso.

Detassazione

Con una nota a verbale le parti identificano gli elementi retributivi a cui si può applicare l’imposta sostitutiva del 10%, se richiamati in accordi o intese di secondo livello, in linea con quanto indicato dall’Agenzia delle Entrate nella circolare 3/2011.

Per quanto riguarda il Fondo Est, si prevede un aumento di 2 euro a carico dei lavoratori (1 euro da giugno 2011 e un altro da gennaio 2012). A partire da questo mese i datori di lavoro che non iscrivono a Est i dipendenti devono aggiungere alla retribuzione un Edr (non assorbibile) pari a 10 euro, per 14 mesi o attivare una copertura sanitaria con le stesse prestazioni di Est. Quanto previsto dalle nuove disposizioni contrattuali sembra essere in linea con la recente circolare 43/2010 del ministero del Lavoro. Anche per Saninpresa è previsto lo stesso meccanismo dell’Edr sostitutivo a favore dei dipendenti di aziende non iscritte, ferma restando la nascita dell’obbligo collegata all’applicazione del contratto territoriale.

Rilancio dell’Economia dell’Eurozona: 2 piani a confronto

A Bruxelles l’11 marzo, nel corso del vertice dei leader dell’Eurozona si confronteranno 2 piani  con filosofie diverse per rilanciare l’economia e la competività. Van Rompuy-Barroso contro Merkel-Sarkozy. La proposta di Van Rompuy e Barroso  è stata presentata ieri a Bruxelles ai rappresentanti dei 17 Paesi dell’Eurozona nel corso di una riunione a porte chiuse. Il piano, rivolto a tutti i 27 Paesi della Ue è più soft rispetto a quello sostenuto dall’asse franco-tedesco. Verranno cancellate alcune delle misure più contestate: dall’abolizione dell’indicizzazione automatica dei salari (proposto invece un sistema di monitoraggio) all’aumento dell’età pensionabile, ma la proposta afferma che non adottare  queste soluzioni significherà mettere in atto altre misure per ridurre i salari. La proposta aveva provocato la rabbia del Belgio. Nel piano Van Rompuy-Barroso, niente limiti sull’indebitamento messi in Costituzione, e nessun obbligo d’includere nella costituzione di ogni paese una “regola aurea”, sul rispetto delle norme europee in materia fiscale e di debito nazionale.  Tuttavia, ciascun paese potrà adottare la strategia preferita  senza essere costretti a imitare le regole tedesche. Un’altra differenza col patto franco-tedesco è che sarà la Commissione Ue, e non i governi dei Paesi euro, a valutare lo stato di attuazione degli impegni presi dai singoli Stati. Si tornerebbe dunque ad un metodo più comunitario e meno intergovernativo, com’è naturale vista la collocazione dei propronenti nell’ambito delle responsabilità della Commissione UE. Infine, sembra che la volontà franco-tedesca di coordinare le tassazione delle imprese nella zona euro non farà parte del piano di Barroso-Van Rompuy. La proposta aveva attirato aspre critiche da parte dell’Irlanda. Dublino ha le imposte sulle società più basse in Europa (12,5%). Il problema vero nella scelta delle soluzioni, a breve, sarà come affrontare l’inflazione che nel frattempo ha rialzato la testa. Infatti dalla seconda metà di febbraio  continuano a crescere i prezzi di beni primari come  carburanti e alimentari. In particolare, spiega l’Istat, il prezzo della benzina è aumentato a febbraio dello 0,8% su base mensile, con una crescita annua dell’11,8%. Sale anche il gasolio per riscaldamento (+1,8% su mese e +17,2% sull’anno). Per i prezzi dei beni alimentari: il pane aumenta dello 0,3% sul mese e dell’1,2% sull’anno. Vola anche la frutta fresca, che in un mese è salita dell’1,8% e del 2,4% rispetto al febbraio 2010. Nel mese di febbraio, secondo le stime preliminari, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), comprensivo dei tabacchi, ha quindi registrato un aumento dello 0,3% rispetto al mese di gennaio 2011 e del 2,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (era +2,1% a gennaio 2011). Su queste basi, spiega l’Istat, l’inflazione acquisita per il 2011 è pari all’1,5%. Le variazione dei prezzi in Italia sono perfettamente in linea con l’inflazione dell’Eurozona che è del 2,4%, così come l’aumento dei prezzi medi dei prodotti energetici e alimentari. Ulteriori tagli al livello di vita delle famiglie, in questo momento, potrebbe diventare difficilmente sopportabile e spiegabile. Non bisogna dimenticare, sia pure in altro contesto, che da carburante ai sommovimenti dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo e in molti paesi emergenti sono stati gli aumenti spoporzionati dei beni alimentari. Per ulteriori commenti forse sarà meglio attendere la riunione del prossimo giovedì della BCE, l’unico forte bastione UE contro l’inflazione.

L’Arabia Saudita aumenta la produzione di greggio

Il prezzo del petrolio Brent è balzato vicino ai 120 dollari al barile giovedì,  la quotazione  più alta dall’ agosto 2008, e sceso poi  a 111,48 dollari  venerdì, mentre era  ancora sui 94,75 dollari alla fine dello scorso anno.

L’Arabia Saudita ha aumentato la produzione di petrolio superando i 9 milioni di barili al giorno per compensare il rallentamento delle esportazioni libiche, ha dichiarato una fonte del settore, aiutando i prezzi a scendere ulteriormente dalle quotazioni  più alte dal 2008. Le notizie sui barili immessi sul mercato sono contrastanti. Da una parte la Libia è il 12° esportatore di petrolio più grande del mondo e produce un grezzo di alta qualità,  la maggior parte del quale diretto  verso l’Europa. Dall’altra l’Agenzia internazionale dell’energia, che rappresenta i paesi consumatori, ha dichiarato che i barili sottratti al mercato variano  tra 500.000 e i 750.000 barili al giorno, meno dell’1% del consumo globale giornaliero. Si ha notizia anche che  alcune imprese petrolifere europee intanto stanno cercando di comprare più greggio dall’Iran e da altre fonti energetiche dell’Occidente, ma secondo una dichiarazione di venerdì, sempre dalla stessa  Agenzia internazionale dell’energia, non ci sono necessità di un immediato utilizzo delle risorse strategiche. La mossa saudita segue le rassicurazioni che all’inizio della settimana  aveva fatto un portavoce di Riyadh  dichiaratasi  pronta a prevenire una eventuale carenza a causa della grave situazione di ordine pubblico avvenuta  in Libia  contro il leader Muammar Gheddafi che ha ridotto la produzione OPEC di un 1,3 milioni di barili al giorno disponibili per l’ esportazioni.

 ”Abbiamo potenziato  la produzione per raggiungere  oltre 9 milioni di barili al giorno. Abbiamo un sacco di capacità produttiva,” ha dichiarato alla Reuters, una fonte dell’industria vicina alla produzione saudita.  Reuters stima che  l’Arabia Saudita ha pompato 8.300.000 barili al giorno nel mese di gennaio per cui l’incremento sarebbe di 700 mila barili al giorno cioè 8% circa. Un consulente petrolifero, che ha chiesto di non essere nominato, ha fatto sapere che  l’output saudita era già a 8,9 milioni di bpd nel mese di gennaio perché correlato  all’aumento dei  consumi interni degli ultimi mesi.  L’Arabia Saudita è l’unico paese in grado di pompare una grande quantità di grezzo extra a breve termine.  L’OPEC ha resistito alle richieste di un aumento della produzione formale e dice che non prevede di cambiarla fino a giugno. Il  vice ministro del Petrolio iraniano Ahmad Ghalebani ha dichiarato all’ agenzia di stampa Mehr di non vedere alcun bisogno di una riunione d’emergenza dell’Opec. “Non c’è carenza di petrolio nel mercato globale derivante dalle turbolenze politiche in Libia e altri paesi del Nord Africa, che richiede un aumento delle esportazioni iraniane di petrolio”. L’Iran detiene quest’anno la  presidenza di turno dell’OPEC.