Duomo Unione Assicurazioni agenzie

Duomo Uni One Assicurazioni nel Gruppo Cattolica
Duomo Uni One Assicurazioni è una compagnia danni, la seconda del Gruppo Cattolica per raccolta premi.
Come Cattolica, opera nella fascia medio alta del segmento persona, con un’offerta orientata prevalentemente ai rischi a larga diffusione.

Una lunga storia
Siamo una compagnia storica, nata nel 1923, cresciuta negli anni e oggi forte di una capillare presenza sul territorio e di una gamma prodotti completa e moderna.
Nel 2000 Duomo Assicurazioni è entrata a far parte del Gruppo Cattolica, una delle principali realtà del panorama assicurativo nazionale.
Dal 31 dicembre 2006 la società Uni One Assicurazioni S.p.A. si è fusa per incorporazione in Duomo Assicurazioni, che ha cambiato denominazione in Duomo Uni One Assicurazioni.
I nostri valori
Al centro dei nostri interessi c’è la persona. Per questo per noi è importante soprattutto la relazione con il cliente. Nel rapporto con i nostri interlocutori, privilegiamo gli aspetti di trasparenza, di coerenza, di attenzione per i bisogni dell’individuo.
Le nostre idee, la professionalità dei nostri agenti, la qualità del nostro servizio fanno sì che ciascuno possa affidare i suoi rischi a Duomo Uni One Assicurazioni serenamente, sapendo di mettersi in buone mani.

Rete distributiva
Duomo Uni One Assicurazioni crede profondamente nel rapporto tra le persone. Per questo la strategia di distribuzione della nostra compagnia punta su una figura chiave: l’agente di assicurazione. E’ lui il professionista attento ed esperto che sa ascoltare e dialogare. E’ lui il consulente che mette la sua esperienza e competenza al servizio delle esigenze assicurative del cliente.
La nostra rete di agenzie è capillare e presente su tutto il territorio nazionale, nei grandi centri come in quelli più piccoli. In tutto Duomo Uni One Assicurazioni dispone di 450 punti vendita.

Soluzioni assicurative
Conosciamo bene i nostri clienti
Alla base della nostra offerta assicurativa c’è una conoscenza approfondita e puntuale dei vari profili di clienti e delle loro esigenze.
Grazie a questa vicinanza con i nostri assicurati abbiamo potuto elaborare prodotti personalizzati, completi e perfettamente rispondenti alle singole necessità. Oltre che, naturalmente, competitivi.
Scegli l’area che ti riguarda e scopri tutto quello che possiamo darti per creare la tua sicurezza e la tua serenità. Cerca poi l’agenzia più vicina a te.
Tutela delle persone
È la linea di prodotti che Duomo Uni One Assicurazioni dedica alle persone e alle famiglie. Una gamma completa, dall’auto alla casa, dalla salute al tempo libero.
Tutela dell’azienda
E’ la linea che propone piani assicurativi realizzati con la massima attenzione per il business e la tutela dei dipendenti.

Tutela delle persone
Il servizio esclusivo che Duomo Uni One Assicurazioni è in grado di offrire si basa su una visione dell’assicurato inteso come persona, cioè innanzitutto come protagonista di un rapporto umano con l’agente, che rappresenta la compagnia: una via concreta per realizzare un’assicurazione veramente incentrata sull’uomo.
I prodotti dell’area Tutela delle persone esprimono al meglio questa missione: si propongono infatti di venire incontro alle variegate esigenze degli individui e delle famiglie, in tutti campi che richiedono una efficace copertura assicurativa.
Qui troverai dunque tante soluzioni per proteggere al meglio i tuoi beni, la tua salute, il tuo autoveicolo e per procurare ai tuoi cari una tutela per il futuro.
Parità di trattamento tra uomini e donne nell’accesso ai servizi assicurativi – Articolo 9 del Regolamento Isvap n. 30/2009

Piani salute
Queste polizze contro gli infortuni e le malattie ti offrono una serie di importanti coperture, in grado di tutelare te e la tua famiglia da una vasta gamma di eventi. E ti seguono 24 ore al giorno, qualunque cosa tu faccia, anche quando viaggi o ti dedichi allo sport. Inoltre ti permettono di scegliere la combinazione di garanzie e somme assicurate più adatta a te e alle tue esigenze.
Auto, moto, natanti
La polizza che soddisfa completamente le esigenze assicurative dell’automobilista, del motociclista e di chi possiede un natante. Alla rc obbligatoria per i danni provocati durante la circolazione del veicolo questo prodotto affianca le tradizionali coperture contro l’incendio, il furto, la collisione.
Previsto anche il caso del ritiro patente. Un insieme di kit propone, in varie combinazioni, numerose garanzie poco costose ma estremamente utili: dai danni ai bagagli trasportati alla rottura di cristalli, alle spese di lavaggio e disinfezione dell’auto dopo un furto.
E’ anche possibile sottoscrivere una valida copertura per gli infortuni del conducente e quella per la protezione legale. In caso di necessità, Duomo Uni One Assicurazioni permette di accedere a un circuito di carrozzerie altamente professionali. Infine, la polizza offre due diversi pacchetti di assistenza, uno di base e uno di contenuto più ampio.

Impresa
I piani multirischi per le imprese che vogliono crescere in sicurezza. Offrono tutte le coperture indispensabili per l’azienda: incendio, furto, elettronica, responsabilità civile.
Negozio
I piani multirischi che permettono a chi gestisce un negozio o un’attività commerciale in genere di costruirsi la propria sicurezza, scegliendo gli strumenti più adatti.

Milano, Busto Garolfo, Brugherio, numero verde, Meda,l Verona, Busto Arsizio, Viterbo, Lugo

La Libia: preoccupazioni per contratti presenti e futuri

Dopo i combattimenti della notte a Misurata, oggi l’aeroporto internazionale di Mitiga, a Tripoli è caduto nelle mani dei manifestanti. Secondo la tv araba Al Jazeera, i militari che sono presenti al suo interno hanno aderito alla rivolta contro Gheddafi. I leader europei che si erano prodigati  molto nella speranza di firmare contratti lucrativi con lui oggi temono il declino inesorabile del colonello perchè evidenzia al massimo livello la dipendenza dell’Europa nei confronti della Libia. L’Italia, forse, sconta la prima posizione. La chiusura del gasdotto Greenstream, che collega Mellitah (Libia) a Gela (Sicilia), priva il paese del 10% delle sue forniture di gas. Le riserve della Penisola teoricamente permettono sonni tranquilli, secondo le parole del Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani. In caso contrario la situazione sarebbe grave considerando anche che l’approvvigionamento di petrolio libico (23% fabbisogno italiano) è stata sospeso. L’ ENI, che è il più grande produttore straniero in Libia, con 240.000 barili al giorno,   ha   rimpatriato i suoi impiegati non operativi e lo sfruttamento delle capacità estrattive sono state portate al minimo delle possibilità,  circa il 25/% secondo una dichiarazione di un ingegnere libico.

Poi ci sono i rapporti economici. L’Italia è legata a Tripoli attraverso la partecipazione al capitale di libici nel settore bancario (Unicredit), aerospaziale e ferroviario (Finmeccanica), costruzioni (Impregilo) sport calcio  (Juventus).

L’Unione europea ha nutrito illusioni sull’ Eldorado sud del Mediterraneo, con un deficit commerciale dei 27 paesi nei confronti della Libia,  in media 14 miliardi di € all’anno dal 1999, chiudendo gli occhi di fronte alle violazioni dei diritti umani. Nel 2007, anche Nicolas Sarkozy  annunciò di aver ricevuto ordini per 10 miliardi di euro. Tre anni più tardi, altro ordine per l’acquisto di 14 aereo da combattimento “Rafale”.

Il colonnello Gheddafi ha invaso il mercato pubblicitario, dando notizia di futuri acquisti di treni, d’impianti di desalinizzazione, aerei da combattimento, ecc..   Purtroppo si fa avanti la convinzione  che diversi leader mondiali hanno dimenticato i loro valori in cambio di contratti.

La Commissione europea da una spiegazione più tecnica: i libici hanno grandi difficoltà nel portare a termine i loro progetti, perché scontano  handicap, per il sottosviluppo del settore finanziario, per le infrastrutture inadeguate, amministrazione inefficiente e mancanza di personale addestrato.  Finalmente Bruxelles ha sospeso, martedì 22 febbraio,  i negoziati con la Libia su un accordo quadro di partnership che si trascinava dal novembre 2008.

Agenzie di rating rischiano in Spagna denuncia per conflitto d’interessi

 Una dozzina di avvocati spagnoli  stanno tentando di portare dinanzi alla Audiencia Nacional di Madrid le agenzie di rating Moody’s, Standard and Poor’s e Fitch, per aver tentato, ripetutamente, di alterare i prezzi di mercato per trarne profitto per se  stessi e e per i loro clienti con  grave danno economico per le finanze pubbliche e piccoli risparmiatori. L’azione legale sarà probabilmente presentato al giudice nazionale, come accusa popolare e con l’appoggio di varie organizzazioni, cercando di replicare in l’Europa alcune  iniziative intraprese negli Stati Uniti.

Si ha conoscenza  di almeno tre casi  importanti negli Stati Uniti: in California,  Ohio e Connecticut. Nel primo caso, funzionari dei fondi pensione CalPERS hanno citato in giudizio le tre grandi per  1 miliardo  di dollari persi  per la bassa  qualità degli investimenti.  Nel maggio scorso il giudice della California, che aveva preso l’incarico,  aveva dato il via libera per l’istruzione, ma nel mese di dicembre ha dichiarato  che la “considerazione pubblica”, come sono definiti i consigli delle  società di rating  è  una speciale protezione e ha esortato i querelanti di provare che le relazioni non devono essere considerate tali. Ma il caso rimane ancora vivo vivo. Tanto è vero che in Ohio e Connecticut,  ha spinto i pubblici ministeri, anche se non più in carica a continuare il loro lavoro. Dal Connecticut, Richard Blumenthal, divenuto senatore nel mese di novembre, e in Ohio, Richard Cordray, appena entrato nell’amministrazione Obama hanno lavorato al proseguimento della tutela dei consumatori di prodotti specifici  delle agenzie finanziarie, in modo da consentire  ai pubblici ministeri,  di recuperare il denaro pubblico speso in più  come  risultato dell’azione di rating, una trama molto simile alla denuncia della Spagna.

Una ricerca del Congresso degli Stati Uniti,  appena pubblicata dopo quasi due anni di lavoro, ha dimostrato attraverso i messaggi di posta elettronica tra i dipendenti delle agenzie, che alcune notizie sono state preparate in funzione del cliente e contro i piccoli investitori che hanno acquistato i prodotti basandosi sugli ottimi voti assegnati. Questi casi raccolti da un team di avvocati hanno  incorporato tutti questi risultati  in 50 pagine  focalizzando gli effetti in Spagna. Questi avvocati, che hanno l’aiuto di professori di economia presenteranno l’accusa popolare in nome delle libertà civili dell’Unione europea e del  Centro per i diritti sociali ed economici, come  ”conflitto d’ interessi ” ai sensi degli articoli 284 e 285 del Codice Penale spagnolo. Questi articoli riguardano l’alterazione artificiale dei prezzi, dalla diffusione di informazioni fuorvianti o avvalendosi di informazioni privilegiate e prevedono multe e carcere: da sei mesi a quattro anni. I denuncianti sostengono che la crisi può oggettivamente sollevare  il conflitto di interesse grazie alle ricerche intraprese, compresi i suddetti studi del  Congresso USA e gli stress test delle banche. Questo ha reso noto, per esempio, che i principali acquirenti del debito pubblico  sono i principali clienti dell’agenzia e, a cui gli Stati pertanto devono pagare interessi più elevati per far assorbire dai  mercati  le obbligazioni del debito pubblico.  Un business molto redditizio e cresciuto  negli anni precedenti la crisi. I risultati delle agenzie di rating sono stati notevoli per l’enorme quantità di nuovi prodotti finanziari  venduti. Lo scoppio della crisi li ha colpiti poco, come dimostrano i risultati presentati a inizio febbraio. I profitti di Moody’  sono cresciuti del 35% nel quarto trimestre del 2010, mentre l’S & P è salita del 12%. Si tratta di un oligopolio: Moody’s, S & P e Fitch  monopolizzano circa l’80% del mercato.

Nella UE c’è solo il precedente di un pensionato della  Compagnia tedesca  “Jörgen Hillebrand”, che a luglio ha presentato una querela contro S & P in Bassa Sassonia per aver  perso 30.000 €  per l’ acquisto di azioni  Lehman Brothers sostenute da un alto punteggio.

Possibili perdite sui bond di banche europee

All’Ecofin della settima scorsa è trapelata la notizia di un prestito di emergenza di 16 miliardi di euro concesso dalla Banca centrale europea ad alcune banche dell’Eurozona che ha messo in allarme  gli ambienti finanziari. Secondo la Reuters, si tratterebbe della Anglo Irish Bank e della Irish Nationwide Building  Society. «Non so cosa sia successo alla Bce», dice Tremonti. Ma è evidente che «siamo ancora in terra incognita», e che «quel che sta accadendo è un problema che riguarda le banche europee, non quelle italiane, e tutto questo con i bilanci pubblici ha poco a che spartire». Proprio le banche tedesche – Tremonti lo sottolineava pochi giorni fa – sono esposte  per il 14% nei confronti di Paesi periferici come l’Irlanda.

Secondo quanto riporta Bloomberg, il rating dei titoli di debito subordinati delle banche tedesche, valutati 24 miliardi  di euro, è stato rivisto al ribasso. Motivo: la nuova legge di ristrutturazione del settore, ovvero il Germany’s Bank  Restructuring Act approvato dal parlamento tedesco lo scorso 2 novembre che, secondo l’istituto, aumenterà il rischio di perdite tra i detentori dei bond. Tra le banche colpite dalla nota negativa,  la media della revisione al ribasso è stata di due scalini e mezzo, ci sono  anche alcuni importanti istituti tedeschi come: Deutsche Bank, Commerzbank, Bayerische Landesbank e DekaBank Deutsche  Girozentrale. I tagli si riferiscono a ben 248 titoli di debito subordinati insieme a tranche di programmi di debito  emessi o garantiti da 24 banche.

Moody’s ha aggiunto che il rischio di perdite grava anche sui “possessori di titoli senior non garantiti”. Il problema  riguarda un pò tutti i paesi industrializzati, perchè dovranno superare questo deficit di risparmio, soprattutto pubblico. In Europa dovrebbe interessare la Grecia, con una ristrutturazione del debito pubblico, già scontata dai prezzi dei bond greci, ad una forte ricapitalizzazione delle casse e banche regionali spagnole e portoghesi. Qualche certezza in più occorrebbe avere anche dalla conoscenza approfondita dall’esposizione delle banche tedesche verso i paesi con grossi deficit di bilancio. Questo problema interessa parzialmente l’Italia, perchè se è vero che il paese cresce lentamente, è anche vero che le banche italiane sono poco esposte sul piano del finanziamento del debito sovrano di altri paesi. Inoltre  l’equilibrio della finanza pubblica è stabile come è stabile la preservazione dell’avanzo primario di bilancio che  permette la regolare gestione del debito stesso.

Assicurazione infortuni domestici on line sul lavoro malattia sportivi Inail

L’INAIL, Istituto Nazionale Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, persegue una pluralità di obiettivi: ridurre il fenomeno infortunistico; assicurare i lavoratori che svolgono attività a rischio; garantire il reinserimento nella vita lavorativa degli infortunati sul lavoro. L’assicurazione, obbligatoria per tutti i datori di lavoro che occupano lavoratori dipendenti e parasubordinati nelle attività che la legge individua come rischiose, tutela il lavoratore contro i danni derivanti da infortuni e malattie professionali causati dalla attività lavorativa. L’assicurazione esonera il datore di lavoro dalla responsabilità civile conseguente ai danni subiti dai propri dipendenti. La tutela nei confronti dei lavoratori, anche a seguito delle recenti innovazioni normative, ha assunto sempre più le caratteristiche di sistema integrato di tutela, che va dagli interventi di prevenzione nei luoghi di lavoro, alle prestazioni sanitarie ed economiche, alle cure, riabilitazione e reinserimento nella vita sociale e lavorativa nei confronti di coloro che hanno già subito danni fisici a seguito di infortunio o malattia professionale. Allo scopo di contribuire a ridurre il fenomeno infortunistico l’INAIL realizza inoltre importanti iniziative mirate al monitoraggio continuo dell’andamento dell’occupazione e degli infortuni, alla formazione e consulenza alle piccole e medie imprese in materia di prevenzione, al finanziamento imprese che investono in sicurezza.

L’INAIL tutela il lavoratore contro i danni fisici ed economici derivanti da infortuni e malattie causati dall’attività lavorativa ed esonera il datore di lavoro dalla responsabilità civile conseguente all’evento lesivo subito dai propri dipendenti, salvo i casi in cui, in sede penale o, se occorre, in sede civile, sia riconosciuta la sua responsabilità per reato commesso con violazione delle norme di prevenzione e igiene sul lavoro.
Per ogni richiesta del datore di lavoro di apertura di una posizione assicurativa la Sede INAIL rilascia un certificato di assicurazione (o polizza assicurativa).
La Sede INAIL provvede all’invio della polizza direttamente al datore di lavoro nel giro di pochi giorni dalla denuncia di iscrizione.
Dal mese di novembre 2008 è stato adottato un nuovo certificato di assicurazione, realizzato dall’INAIL in collaborazione con esperti in materia di semplificazione del linguaggio amministrativo.
Ai criteri di semplificazione e trasparenza applicati per rendere più chiaro il documento si aggiunge anche la scelta di contenere le spese di spedizione del certificato
All’assicurazione sono tenuti tutti i datori di lavoro che occupano lavoratori dipendenti e lavoratori parasubordinati nelle attività che la legge individua come rischiose. Gli artigiani ed i lavoratori autonomi dell’agricoltura sono tenuti ad assicurare anche se stessi.
Sono ritenute rischiose:
* le attività svolte con macchine non mosse direttamente dal lavoratore, con apparecchi a pressione e con impianti elettrici o termici;
* le attività svolte in ambienti organizzati per opere e servizi in cui si fa uso di tali macchine;
* le attività complementari o sussidiarie alle attività rischiose.
Inoltre la legge indica specificamente un elenco di lavorazioni per le quali c’è una presunzione assoluta di rischio, ad esempio: lavori edili e stradali, esercizio di magazzini e depositi, nettezza urbana, vigilanza privata, trasporti, allestimento, prova o esecuzione di pubblici spettacoli, ecc..
Sono tutelati dall’INAIL tutti coloro che, addetti ad attività rischiose, svolgono un lavoro comunque retribuito alle dipendenze di un datore di lavoro, compresi i sovrintendenti ai lavori, i soci di società e cooperative, i medici esposti a RX, gli apprendisti, i dipendenti che lavorano a computer e registratori di cassa ed ai sensi degli artt. 4 e 6 del decreto legislativo n°38/2000 anche i soggetti appartenenti all’area dirigenziale e gli sportivi professionisti dipendenti.
Sono altresì tutelati gli artigiani ed i lavoratori autonomi dell’agricoltura nonché ai sensi dell’art. 5 del Decreto legislativo 38/2000, i lavoratori parasubordinati che svolgono attività di collaborazione coordinata e continuativa.
Il rapporto assicurativo ha inizio con la denuncia all’INAIL dell’attività esercitata.
Il datore di lavoro, contestualmente all’inizio dell’attività, deve darne comunicazione all’INAIL.
Se, per la natura dei lavori o per l’urgenza del loro inizio, non è possibile fare la denuncia contestuale, la comunicazione può essere effettuata entro i 5 giorni successivi all’inizio delle attività, motivando il ritardo.
Dal 1° ottobre 2009 è operativa l’iscrizione all’INAIL mediante Comunicazione Unica di una nuova impresa.
La Comunicazione Unica vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese e, se sussistono i presupposti di legge, ha effetto ai fini previdenziali, assistenziali e fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA.
E’ esclusivamente telematica e coinvolge le Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura, l’Agenzia delle Entrate, l’INAIL e l’INPS.
Per quanto riguarda l’INAIL, la comunicazione unica consente di effettuare la denuncia di iscrizione (denuncia di esercizio con rilascio del codice cliente e numero PAT), le variazioni anagrafiche inerenti il codice ditta, le aperture e le cessazioni di PAT relative a nuove sedi di lavoro e la cessazione del codice ditta per cessazione attività.  Da gennaio 2010 saranno operative anche le denunce di variazione e di cessazione. Sono escluse le variazioni inerenti il rischio assicurato ai sensi dell’applicazione delle Tariffe dei premi nonché i dati retributivi.
Infocamere ha predisposto un software  gratuito  denominato “ComUnica” che consente di compilare off line le denunce da trasmettere per via telematica all’Ufficio del registro delle imprese competente per territorio.
La Comunicazione è  firmata digitalmente e richiede obbligatoriamente l’indicazione del domicilio di posta elettronica certificata dell’impresa (PEC).
Gli utenti di Comunicazione Unica sono le imprese e i loro intermediari (consulenti del lavoro, servizi istituiti da associazioni di categoria, ecc).
E’ previsto un periodo transitorio di sei mesi decorrenti dal 1° ottobre 2009, durante il quale gli interessati hanno facoltà di presentare alle Amministrazioni competenti le denunce secondo la normativa previgente Sportelli polifunzionali).
Le Camere di Commercio hanno predisposto il sito internet www.registroimprese.it , dove sono pubblicate tutte le informazioni utili e il software applicativo gratuito per compilare e spedire le comunicazioni uniche.
Alla ricezione delle comunicazioni, il Registro delle imprese rilascia una ricevuta che costituisce titolo per l’immediato avvio dell’attività, se ne sussistono i presupposti di legge.
Per utilizzare Comunicazione unica, l’utente deve essere in possesso di:
1. firma digitale;
2. accreditamento in Telemaco (sistema informatico delle Camere di commercio);
3. casella di posta elettronica certificata (PEC).
Non è previsto  l’utilizzo della comunicazione unica:
* per le nuove iscrizioni di soggetti che non sono imprese i quali possono utilizzare la denuncia di iscrizione on line sul sito www.inail.it Punto cliente;
* per i soggetti con polizze speciali che continueranno ad inviare le comunicazioni tramite i canali in uso attualmente (denuncia cartacea a qualsiasi Sede INAIL).
Il costo dell’assicurazione, chiamato premio, è a carico del datore di lavoro, dell’ artigiano o del lavoratore autonomo dell’agricoltura.
Per i lavoratori dipendenti il premio si calcola sulla base delle retribuzioni e della pericolosità della lavorazione svolta.
In particolare:
* per gli artigiani, fermo restando che il calcolo tiene conto della pericolosità della lavorazione svolta, si fa riferimento alla retribuzione minima annua imponibile agli effetti contributivi;
* per i medici liberi professionisti possessori di apparecchi RX il premio si calcola in relazione al tipo di apparecchio e alla quantità delle sostanze radioattive in uso.
Per i lavoratori parasubordinati, il premio ordinario è ripartito nella misura di un terzo a carico del lavoratore e di due terzi a carico del committente. L’obbligo del versamento del premio è in ogni caso a carico del committente.
I datori di lavoro che svolgono le lavorazioni previste nell’allegato n. 8 al Testo Unico di cui al D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124, sono tenuti a corrispondere, ai sensi dell’articolo n. 153 del citato Testo Unico (come modificato dall’art. 10 della legge 27 dicembre 1975 n. 780) – oltre al premio per gli infortuni – un premio supplementare per il rischio di silicosi e di asbestosi.
L’attuale tabella dei tassi per la determinazione di tale premio, nonché le relative Modalità di applicazione sono state approvate con D.M. 20.6.1988, su delibera del C.d.A. del 18.5.1988.
Il premio in parola viene calcolato in relazione all’incidenza dei salari specifici degli operai esposti ad inalazione di silice libera o di amianto – in concentrazione tale da determinare il rischio – sulle retribuzioni (generali) erogate a tutti gli operai dello stesso stabilimento, opificio, cantiere, etc..
Nel calcolo del rapporto di incidenza sono considerate retribuzioni specifiche quelle afferenti alle giornate di paga dei dipendenti adibiti alle lavorazioni morbigene, anche nel caso in cui detta adibizione sia limitata a parte della giornata stessa.
Alla luce dell’indirizzo giurisprudenziale espresso dalla Corte Costituzionale, il premio supplementare medesimo è dovuto unicamente nella ipotesi in cui risulti accertato in concreto che, a causa dell’effettuazione delle suddette opere, si verifichi nell’ambiente di lavoro una dispersione di silice libera o di amianto in concentrazione non inferiore a quella idonea – in base alle vigenti disposizioni – a determinare, per il personale addetto, il rischio effettivo (e non già presunto) di contrarre la silicosi, o l’asbestosi.
Per la valutazione del rischio e la determinazione dell’incidenza di cui sopra, è necessario che il datore di lavoro, ad integrazione della denuncia dei lavori, fornisca all’Inail tutti gli elementi necessari.
Anche per la determinazione del premio supplementare è previsto un tasso medio che può oscillare in aumento o in diminuzione. L’oscillazione è stabilita entro il limite del 35% e precisamente: fino al 10%, in rapporto all’entità intrinseca del rischio; fino al 25%, per l’attuazione di misure di igiene e di prevenzione.
Avverso i provvedimenti concernenti la suddetta oscillazione, il datore di lavoro può proporre ricorso alla Sede dell’Inail territorialmente competente. In relazione, invece, all’obbligo assicurativo per la silicosi e l’asbestosi, il ricorso andrà presentato alla competente Direzione provinciale del lavoro.
Autoliquidazione premi e contributi associativi
Con l’autoliquidazione del premio, il datore di lavoro, entro il 16 febbraio di ogni anno:
* dichiara le retribuzioni pagate nell’anno precedente;
* calcola il premio anticipato sulle retribuzioni corrisposte l’anno precedente, detraendo eventuali agevolazioni contributive;
* paga la somma dovuta all’INAIL, data dal premio anticipato e dall’eventuale conguaglio relativo all’anno precedente, in unica soluzione oppure in forma rateale, utilizzando il “Modello di pagamento unificato – F24″, che consente di compensare direttamente debiti e/o crediti nei confronti di più enti pubblici.
Per agevolare queste operazioni, l’INAIL mette a disposizione sul suo sito Internet (www.inail.it, sezione Punto Cliente), i seguenti servizi informatici:
* Servizio di visualizzazione e stampa delle basi di calcolo.
* Servizio di richiesta e ricezione delle basi di calcolo in formato elettronico.
* Servizio di “Invio telematico dichiarazione salari”.
* Servizio “AL.P.I. on line” (AutoLiquidazione Premi INAIL online), che consente, mediante collegamento diretto con il sito internet dell’INAIL, di calcolare i premi, compilare le denunce retributive ed inviarle in via telematica.
Le dichiarazioni delle retribuzioni possono essere presentate, in via telematica, entro il 16 marzo, ferma restando la scadenza dei pagamenti al 16 febbraio.

Accordo al G20 di Parigi

A poche ore dalla fine del vertice dei ministri delle Finanze del G20, i paesi più ricchi del mondo hanno finalmente raggiunto un accordo su come misurare gli squilibri economici globali. “Non è stato facile”, ha ammesso il ministro delle Finanze francese Christine Lagarde, che ha parlato delle discussioni franche e talvolta tese, ma  alla fine  fruttuose.  Il “passo avanti decisivo”, come l’ha definito  il commissario europeo agli Affari economici, Olli Rehn, è stato possibile grazie al lavorio di persuasione effettuato da Francia e Germania in tandem per vincere la  resistenza di alcuni paesi emergenti, guidati dalla Cina, contro alcune misure proposte, soprattutto sulle misure dei tassi di cambio delle monete.

 Infine sono stati selezionati come indicatori: gli squilibri interni di un paese (debito, deficit e il risparmio privato) e gli squilibri esterni (bilancia commerciale). Il tasso di cambio delle monete è menzionato nel comunicato finale, ma non è un indicatore in quanto tale. Le riserve di valuta estera, uno dei temi più controversi, non sono state accolte come indicatore.  Si è opposta in particolare la Cina, accusata di accumulare enormi riserve di valuta estera (2700 miliardi), poi il Brasile e la Russia. Questi indicatori dovrebbero servire da termometro,  nella seconda metà dell’anno, quando il FMI dovrà preparare le raccomandazioni di politica economica da presentare  ai paesi che hanno eccedenze e deficit eccessivi. Resta da vedere se la difficoltà di giungere  ad un accordo sulla base di problemi di lavoro prefigurano in anticipo, come i ministri cercheranno dei compromessi su questioni che  dovranno  iniziare ad affrontare questo weekend, vale a dire la riforma del sistema monetario e la trasparenza a livello internazionale, sugli aumenti e la volatilità delle prodotti agricoli( riso, grano, mais), del greggio e dei finanziamenti innovativi.

Invece nessun passo avanti è stato fatto sulla riforma del sistema monetario internazionale. ”Non e’ una cosa che si fa in un giorno, ci riuniremo ancora per discuterne”, ha detto il ministro delle finanze della Francia, Christine Lagarde.

“E’ passata la tesi giusta”, ha dichiarato soddisfatto il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, per il fatto che tra gli indicatori degli squilibri economici il vertice del G20 ha inserito anche il debito privato, oltre al debito pubblico. Un concetto, questo, sponsorizzato dall’Italia e che, secondo quanto ha riferito il ministro, ha fatto un grande passo  avanti al G20. E questo fa presupporre, ha sottolineato Tremonti, che sia la soluzione giusta e adottabile anche in Europa.

Incidente d’auto, cosa fare

Nella speranza naturalmente che non capiti mai, comunque è bene sapere come affrontare qualsiasi evenienza. Ecco 6 pratici consigli da mettere in atto nel caso in cui si dovesse verificare un incidente stradale, in modo di gestire al meglio la situazione e velocizzare la pratica di risarcimento danni.

1° -  Raccogliere tutti i dati richiesti nel modulo blu (CAI), verificarli bene prima di firmare e tenere sempre per se una copia del modulo.

2° – Verificare l’assicurazione della controparte direttamente dal certificato di assicurazione o dal contrassegno esposto sul veicolo. Attenzione, se la controparte risulta non assicurata o con assicurazione scaduta è necessario far intervenire le autorità.

3° – Chiamare le autorità in caso di disaccordo sulla responsabilità e mentre si aspetta è bene non spostare i veicoli incidentati. Diversamente fare prima delle fotografie con il proprio cellulare.

4° – Individuare dei testimoni e chiedere  loro i recapiti.

5° – Denunciare subito il sinistro. Una volta tornati a casa, sia che uno abbia ragione o meno chiamare il servizio clienti dedicato ai sinistri al numero verde (quasi tutte le assicurazioni ne hanno uno)  e denunciare sempre il sinistro, anche se c’è  l’accordo amichevole con la controparte. È il modo migliore per tutelarsi, soprattutto nel caso in cui ci siano contestazioni sulle modalità con cui è avvenuto l’incidente.

6° – Contattare la propria Assicurazione per il risarcimento danni. È importante. Oggi, grazie al Risarcimento Diretto, si può essere rimborsati in modo semplice e veloce direttamente dalla propria compagnia. Il servizio clienti delle assicurazioni, dedicato ai sinistri, v’indicherà se l’incidente denunciato rientra nelle casistiche previste dal risarcimento diretto

Pensioni 2011, un pro-memoria

Il 2011 è un anno di cambiamenti per i lavoratori per i quali stanno scattando i parametri anagrafici e contributivi validi per andare in pensione. Il sistema pensionistico vivrà una fase ricca di novità, non tutte piacevoli per i destinatari, perché molti di loro dovranno rinviare di un anno l’uscita dal mondo del lavoro. Cambiano infatti i requisiti per la rendita di anzianità e, oltre a questo, sono pronte al debutto le cosiddette finestre mobili: sono proprio queste le due novità più importanti che completano i numerosi interventi effettuati sul sistema pensionistico negli ultimi anni. Partendo dalle nuove regole sulla pensione di anzianità, definita anche “anticipata”, vale a dire quella che si percepisce principalmente sulla base della contribuzione versata, dal prossimo anno i lavoratori dipendenti potranno andare in pensione solo se la somma dell’età anagrafica e dell’anzianità lavorativa ammonterà a quota 96, con un minimo di età di 60 anni. Pertanto, per fare un esempio, potrà andare in pensione di anzianità il lavoratore che avrà raggiunto 36 anni di contributi versati, oppure 35 anni di contributi e 61 anni di età. Il percorso è più complicato per i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti): per queste categorie la quota è fissata a 97, con un minimo anagrafico di 61 anni: quindi, usando anche in questo caso un esempio, potranno andare in pensione i lavoratori autonomi con 61 anni di età e 36 di contributi, oppure 62 anni di età e 35 di contributi versati. Fino al 31 dicembre 2010 era in vigore la quota 95 per i dipendenti (età minima 59 anni) e 96 per gli autonomi (minimo 60 anni). Dal primo gennaio è poi scattato il meccanismo delle “finestre mobili”. Cioè verranno abbandonate le vecchie finestre di uscita con cadenza trimestrale per le pensioni di vecchiaia e per quelle di anzianità con 40 anni di contributi. Con la nuova procedura “mobile”, in sostanza, viene separata la data in cui si maturano i requisiti da quella in cui si percepisce il primo assegno: il rinvio è di 12 mesi, 18 mesi invece per i lavoratori autonomi: quindi, una volta raggiunto il requisito, il pagamento scatta dal tredicesimo mese successivo per i lavoratori dipendenti, dal 19° mese per gli autonomi. Un esempio: se a 60 anni si è raggiunto il monte contributivo, il lavoratore potrà ricevere la pensione solo dopo aver compiuto i 61 anni. Attesa più lunga per gli autonomi, dato che ai 61 anni di età minima per l’uscita, vanno aggiunti i 18 mesi di attesa previsti dalla finestra mobile, arrivando così a 62 anni e mezzo. Se il lavoratore non ha il requisito contributivo per la pensione di anzianità, deve aspettare la cosiddetta “età di vecchiaia”, vale a dire i 65 anni, che a causa della finestra mobile diventano 66 e mezzo.

Le donne, come è noto, hanno una  disciplina differente. Se dal prossimo anno la pensione di anzianità richiederà comunque un’età minima di 60 anni, ricordando che per le lavoratrici dipendenti questa soglia coincide con il limite previsto per la pensione di vecchiaia, a questo punto si evince facilmente che per le donne che non avranno l’opportunità di contare su 40 anni di contributi versati, non ci sarà più l’opzione della pensione anticipata. Ancora più complessa la situazione delle impiegate nel settore pubblico, il cui requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia dall’attuale – 61 anni – a partire dal 2012 si alzerà drasticamente a 65. La finestra che consentirà loro di uscire in via anticipata si aprirà con 60 anni di età e 36 anni di contribuzione: finestra che, anche in tale caso, sarà “mobile” e quindi prevederà un anno di attesa dal momento del raggiungimento dei requisiti anagrafici e contributivi. Indipendentemente dall’età, l’universo rosa del settore pubblico con almeno 40 anni di contributi potrà sfruttare il pensionamento di anzianità: varrà anche in questo caso il principio della finestra mobile, cioè i 12 mesi di attesa. Infine, un’altra notizia importante e attesa riguarda l’aumento che interessa, dal primo gennaio, le pensioni minime. Grazie allo scatto della scala mobile, l’1,4%, l’aumento è di 7 euro al mese: si passerà quindi da 460,97 a 467,43 euro. Con l’incremento Istat, sale anche l’assegno sociale, vale a dire la rendita assistenziale riconosciuta e corrisposta agli ultra 65enni privi di altri redditi: sale da 411,53 a 417,30 euro al mese. Mentre la pensione sociale raggiunge 343,90 euro al mese.

Migliora l’economia mondiale

Le prospettive di crescita dell’economia mondiale, secondo il bollettino economico di gennaio di Bankitalia, appaiono più solide, rispetto a tre mesi fa.  Mentre si conferma la robusta espansione delle economie emergenti e, fra i paesi avanzati, della Germania, migliorano le valutazioni sull’evolversi dell’economia USA. I flussi del commercio internazionale, dopo il forte aumento già osservato nel 2010, che ha quasi permesso il recupero dei volumi precedenti la crisi, crescerà quest’anno a ritmi inferiori, ma comunque alti nel confronto storico. Nei primi nove mesi del 2010 gli squilibri di parte corrente delle bilance dei pagamenti sono tornati ad ampliarsi, anche se negli Stati Uniti il disavanzo mercantile si è recentemente contratto. Nel vertice del G20, svoltosi a Seul in novembre, i Capi di Stato e di governo hanno approvato un piano di azione, incentrato sul coordinamento delle politiche economiche, volto a perseguire una crescita più equilibrata a livello mondiale. Gli aumenti delle materie prime si riflettono sulla crescita dei prezzi al consumo, l’inflazione  nei paesi avanzati risente dall’autunno dei rincari delle materie prime, alimentata soprattutto dalla crescente domanda proveniente dall’economie emergenti; anche se è frenata dagli ampi margini di capacità inutilizzata, cosicché al netto delle componenti energetiche le variazioni dei prezzi restano modeste e le politiche monetarie rimangono espansive. Nei paesi emergenti, dove le pressioni inflazionistiche sono maggiori, le autorità tendono a rendere le condizioni monetarie meno accomodanti. Negli ultimi mesi del 2010 i rendimenti dei titoli pubblici a lungo termine nelle maggiori economie avanzate sono gradualmente aumentati. Dall’inizio di novembre sono tornate a inasprirsi le tensioni sui mercati del debito sovrano di alcuni paesi dell’area dell’euro, dopo un temporaneo allentamento in ottobre. Vi hanno concorso timori di contagio innescati dalle gravi difficoltà del sistema bancario irlandese. I differenziali di rendimento dei titoli di Stato decennali di Grecia, Irlanda, Spagna e Portogallo, rispetto a quelli tedeschi, hanno segnato un deciso aumento. Nella seconda settimana di gennaio le pressioni si sono mitigate. Da novembre sono aumentati gli acquisti di titoli pubblici da parte dell’Eurosistema nell’ambito del Securities markets Programme. Alla fine di quel mese i ministri finanziari dei paesi dell’Unione europea hanno approvato un piano di sostegno finanziario all’Irlanda, su richiesta di quel Governo. Contestualmente, i ministri dell’Eurogruppo hanno definito le principali caratteristiche di un meccanismo permanente di salvaguardia della stabilità finanziaria dell’area (European Stability Mechanism) ed oggi l’Ecofin ha concordato la nascita, a partire da luglio 2013 di un fondo permanente di stabilizzazione di 500 miliardi di euro.

 Nel terzo trimestre del 2010 il PIL dell’area dell’euro è cresciuto dello 0,3%  sul periodo precedente (1,0 nel secondo). L’espansione del prodotto è proseguita nel quarto trimestre. Da ottobre l’indicatore €-coin prodotto dalla Banca d’Italia è risalito, attestandosi su un tasso trimestrale di crescita del PIL dell’area tra lo 0,4 e lo 0,5%. Secondo gli operatori professionali censiti da Consensus Economics nel 2010 il PIL dell’area sarebbe cresciuto in media dell’1,4% e manterrà un ritmo di espansione di poco minore quest’anno, in linea con le recenti proiezioni dell’Eurosistema. L’inflazione al consumo si è portata poco sopra il 2% in dicembre, essenzialmente per l’accelerazione dei prezzi dei prodotti energetici. Gli indicatori sulle aspettative d’ inflazione a medio e a lungo termine rimangono coerenti con l’obiettivo di stabilità dei prezzi dell’Eurosistema.

In Italia, nel terzo trimestre del 2010 il PIL si è attestato allo 0,3% sul trimestre precedente, come nel resto dell’area. Sono l’esportazioni il principale sostegno dell’attività economica, mentre il contributo della domanda interna, già modesto, si è ridotto in connessione con la decelerazione degli investimenti in macchinari e attrezzature che ha fatto seguito all’esaurirsi degli incentivi fiscali. I consumi delle famiglie si confermano improntati alla cautela, risentendo della debolezza del reddito disponibile e delle prospettive incerte sulle condizioni del mercato del lavoro. L’occupazione ha continuato, sia pur lievemente, a ridursi nel terzo trimestre, confermando la tendenza in atto dagli inizi della crisi, la riduzione è risultata più marcata tra i giovani. In un quadro caratterizzato da attese di un ritorno lento verso i livelli  precedenti la crisi, le imprese privilegiano forme contrattuali più flessibili rispetto a impieghi permanenti a tempo pieno. Nel 2010 il fabbisogno del settore statale è diminuito di quasi 1,5 punti percentuali del PIL rispetto all’anno precedente. Sulla base delle informazioni disponibili, l’indebitamento netto si sarebbe portato al di sotto dell’obiettivo del 5% del prodotto. Il miglioramento riflette principalmente una contrazione delle spese in conto capitale. La dinamica delle entrate, dopo la caduta del 2009, sarebbe tornata positiva, anche grazie alla introduzione, dal gennaio 2010, di nuovi vincoli alle compensazioni sull’IVA. Il debito in rapporto al PIL è aumentato a circa il 119%, dal 116% dell’anno precedente. Parte di tale aumento, inferiore a quello stimato per il complesso dei paesi dell’area dell’euro dalla Commissione europea, ha peraltro avuto in contropartita l’incremento (pari 0,7 punti percentuali di PIL) delle disponibilità liquide che il Tesoro detiene presso la Banca d’Italia. Per il triennio 2011-13 la Decisione di finanza pubblica (DFP) prevede un ulteriore, graduale miglioramento dell’indebitamento netto, per effetto della manovra triennale varata alla fine di maggio dello scorso anno. La legge di stabilità per il 2011 approvata in dicembre non ha modificato il profilo di rientro dell’indebitamento netto della DFP. Nel biennio 2011-12 la crescita in Italia resterà moderata, il PIL manterrebbe sia nel 2011 sia nel 2012 il basso ritmo di crescita dell’anno passato, intorno all’1,1%-1,3%. Secondo alcuni centri studi europei lo scenario potrebbe mutare in entrambe le direzioni, perchè questo quadro è circondato da forti elementi di incertezza. Da un lato, i rinnovati timori sulla sostenibilità dei debiti sovrani in alcuni paesi dell’area dell’euro potrebbero riflettersi in un aumento dei costi di finanziamento anche per il settore privato. Dall’altro lato, la crescita della domanda mondiale potrebbe rivelarsi più vigorosa di quella fin qui ipotizzata, pur rivista al rialzo al 7%, circa un punto in più che nello scenario delineato a luglio scorso. È essenziale che vengano rimossi gli ostacoli strutturali che hanno finora impedito all’economia italiana di inserirsi pienamente nella ripresa dell’economia mondiale.

 

Come risparmiare sull’assicurazione rca auto

C’è un modo per risparmiare realmente sull’assicurazione auto? Sicuramente effettuare un confronto mirato tra le diverse possibilità offerte dal mercato è un buon punto di partenza per ridurre l’importo dovuto per l’rc auto.

Prima di tutto, bisognerebbe riuscire a delineare il proprio profilo utente in modo da avere ben chiare quelle che sono le esigenze irrinunciabili e sulle quali puntare. Ad esempio, se si usa poco l’auto si può risparmiare sulla polizza rca scegliendo tra le assicurazioni cosiddette “a tempo”, ma esistono anche delle soluzioni a chilometraggio, o a franchigia.

Poi cercare di pagare l’importo in un’unica soluzione e non frazionato a tre o sei mesi, limitare se possibile la guida ai conducenti di età superiore ai 26 anni e nel caso si possiedano due o più veicoli assicurarli tutti con la stessa compagnia che ci applicherà uno sconto sui prezzi.
Un passato da automobilista immacolato renderà il prezzo della vostra polizza attraente, grazie alla classe di merito che vi sarete guadagnati con gli anni.

Inoltre è bene richiedere preventivi alle compagnie assicuratrici basate sul modello online e/o diretto. Le compagnie dirette (ivi incluse quelle online) sono caratterizzate dal non avere una struttura di agenzie sul territorio. I minori costi di struttura consentono a queste compagnie di operare con maggiore flessibilità sui premi di polizza da pagare. Le assicurazioni online consentono all’utente di ricevere il preventivo e stipulare la polizza direttamente su internet. Il vantaggio delle assicurazioni online è di poter richiedere rapidamente più preventivi a più compagnie assicuratrici, senza perdere tempo e senza doversi spostare da casa, scegliendo quello più vantaggioso per le proprie esigenze. Oltre al canale internet le compagnie di assicurazione dirette operano tramite telefono (sono anche conosciute come compagnie assicuratrici telefoniche).

Poi rivolgiti ai comparatori di assicurazioni così puoi rapidamente visualizzare molti preventivi. Nel compilare i questionari poni attenzione ad alcuni aspetti:
Indica con precisione il numero di chilometri che percorri in un anno. Spesso il premio è più basso se guidi meno, quindi non indicare una percorrenza stimata eccessiva
Valuta se limitare l’uso della macchina ad altri conducenti. La “guida esclusiva” (in cui solo tu puoi guidare la tua auto) è in genere la più conveniente ma può rivelarsi troppo limitante. La “guida esperta” (quella in cui solo persone molto giovani o neopatentate non possono guidare) è in genere la scelta più saggia e consente un notevole risparmio

NON ESITARE A CAMBIARE
L’unica strada per risparmiare è cambiare Compagnia? Sappi che è un processo facile e veloce. Se la tua polizza attuale non prevede il tacito rinnovo, non devi fare assolutamente nulla (salvo pagare la nuova Compagnia e inviarle i documenti richiesti). Se invece il tuo contratto attuale prevede il tacito rinnovo, ti sarà sufficiente dare disdetta con almeno 15 giorni di anticipo.

Produzione industriale in netto miglioramento, ma si riaffaccia anche l’inflazione

Dopo il crollo del 2009, la produzione industriale nella media dell’intero 2010 è tornata a salire, aumentando del 5,5% (dato grezzo) su base annua. Nel 2009 il calo era stato del 18,4% per cui  l’industria è ancora lontana  dai livelli pre-crisi.  Secondo l’Istat nel dicembre 2010, sulla base degli elementi finora disponibili, l’indice della produzione industriale destagionalizzato, con base 2005=100, ha registrato un aumento dello 0,3% rispetto a novembre 2010; la variazione della media degli ultimi tre mesi rispetto a quella dei tre mesi immediatamente precedenti è pari a -0,2%. L’indice della produzione corretto per gli effetti di calendario ha registrato a dicembre un incremento tendenziale del 5,4%. Nella media dell’intero 2010 l’indice è aumentato rispetto all’anno precedente del più 5,3%. L’indice grezzo della produzione industriale ha registrato un aumento dell’8,7% rispetto a dicembre 2009 e una crescita del 5,5% nella media dell’anno. Gli indici destagionalizzati dei raggruppamenti principali di industrie hanno registrato variazioni congiunturali positive per l’energia (più 4,7%), per i beni di consumo (più 1,4%) più 1,7% per i beni non durevoli, meno 0,1% per i beni durevoli) e per i beni intermedi (più 1,0%). L’unica variazione negativa ha riguardato i beni strumentali (meno 1,7%). L’indice della produzione industriale corretto per gli effetti di calendario ha segnato, nel confronto con dicembre 2009, aumenti in tutti i raggruppamenti principali di industrie: più 8,5% per i beni intermedi, più 8,4% per l’energia, più 7,5% per i beni strumentali e più 0,1% per i beni di consumo (più 0,3% i beni durevoli, più 0,1% i beni non durevoli). Nel confronto tra la media del 2010 e quella dell’anno precedente vi sono stati incrementi del 7,6% per i beni intermedi, del 7,4% per i beni strumentali, del 2,6% per l’energia e dell’1,8% per i beni di consumo. Nel mese di dicembre 2010 l’indice della produzione industriale corretto per gli effetti di calendario ha registrato gli incrementi tendenziali più marcati nei settori della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+15,6%), dei macchinari e attrezzature (+13,3, della metallurgia e prodotti in metallo ( +12,2%) e della fornitura di energia elettrica (+7,2%). Le diminuzioni più ampie hanno riguardato i settori dei computer e prodotti di elettronica e ottica (-13,1%), dei prodotti farmaceutici (- 7,4%) e dell’attività estrattiva (-3,6%).  Intanto gli esperti dell’Eurosistema hanno rivisto al rialzo le stime di inflazione e di crescita dell’Eurozona per il 2011. Secondo gli intervistati per la Survey of Professional Forecasters condotta dalla Bce, l’inflazione dovrebbe collocarsi all’1,9% nel 2011 e all’1,8% nel 2012. Rispetto all’indagine precedente gli intervistati hanno rivisto le attese al rialzo di 0,4 punti percentuali per il 2011 e di 0,2 punti percentuali per il 2012. Il Pil nell’Eurozona dovrebbe invece crescere all’1,6% quest’anno. La stima è stata rivista al rialzo di 0,1 punti percentuali rispetto all’espansione per il 2011 riportata nella precedente indagine. La crescita attesa per il 2012 rimane invariata all’1,7%. E i dati suggeriscono «un’ulteriore stabilizzazione della disoccupazione nell’area euro nei mesi a venire». A scriverlo è la BCE nel suo bollettino mensile, secondo cui i dati più recenti «confermano in generale la dinamica di fondo positiva dell’attività economica nell’area dell’euro».

Nuovi quiz per la patente di guida

Bisognerà studiare e fare molta più attenzione durante gli esami per  prendere da questo mese la patente di guida per autovettura.  Cambia il metodo delle domande: prima il candidato – afferma Emilio Patella, Presidente de La Nuova Guida, il consorzio di autoscuole che ha al centro l’insegnamento della guida sicura, doveva indicare tra le 3 affermazioni quella vera, ora invece ci sono tre affermazioni raggruppate, ma ad ognuna occorre rispondere vero o falso (non vera e le altra no)”. Inoltre sono stati eliminati i termini come “mai”, “sempre” e le doppie negazioni, che inducono in confusione.

Il candidato, inoltre, si troverà sul video 40 domande invece di 30, a cui rispondere vero o falso, con la possibilità di commettere, come prima, al massimo 4 errori. Quindi il numero degli errori possibili è rimasto lo stesso, a fronte di un aumento delle domande.  La composizione della scheda sarà impostata da un software che prende le domande da un data base ministeriale suddiviso in 25 capitoli, una per capitolo, e le ulteriori 15 affermazioni saranno prese dai capitoli sulla sicurezza. Inoltre ci sono nuove domande sull’inquinamento, su i dispositivi di sicurezza dei veicoli, l’assicurazione, la protezione degli utenti deboli. Inoltre i nuovi quiz sono solo in italiano, e non come prima, tradotti in 9 lingue.

L’Isvap: RCA necessita di modifiche

Le problematiche del settore r.c.auto sono divenute di scottante attualità, in connessione con il forte aumento dei prezzi delle coperture. In questa ottica,  l’ISVAP ha avviato alla fine del mese di luglio una fase di confronto con il mercato, convocando l’associazione di categoria (ANIA) nonché i primi otto gruppi assicurativi nazionali operanti nel settore (che rappresentano circa l’80% in termini di raccolta premi), conclusasi nel mese di settembre. Nel mese di ottobre è stato avviato un analogo confronto con le otto associazioni dei consumatori maggiormente rappresentative. Alla fine  l’Autorità ha elaborato una sintesi sfociata in un  pacchetto di proposte per contribuire a contenere il costo della r.c.auto nella misura del 15-18% e per realizzare un equilibrio tecnico del ramo nel medio periodo. Per ottenere tali risultati occorrono importanti politiche di potenziamento delle reti liquidative, più volte sollecitate da parte di questa Autorità. L’assicurazione r.c.auto (sono oltre 40 milioni i veicoli in circolazione) la pone, in ragione della sua obbligatorietà, al centro dell’attenzione dei diversi soggetti, pubblici e privati, coinvolti nella ricerca di un punto di equilibrio che superi l’attuale critica situazione che si riscontra nella elevatezza dei premi praticati  per la  tutela del consumatore. La situazione di criticità  trova, almeno in parte, la sua ragione nella asimmetria che caratterizza il sistema: all’obbligo di assicurarsi che grava sul contraente si contrappone l’obbligo a contrarre, fissato ex lege, a carico delle compagnie di assicurazione, con la particolarità che il prezzo è stabilito dalle stesse imprese senza alcuna possibilità di “interventi calmieratori” per effetto della legislazione comunitaria del 1993 che, come noto, ha introdotto un regime liberalizzato, sottoposto alle regole del mercato e della libera concorrenza. Per far fronte ai momenti di maggiore tensioni sui prezzi, nel passato sono state adottate iniziative legislative, quali ad esempio il blocco delle tariffe r.c.auto, che hanno poi condotto alla condanna dell’Italia da parte della Corte di Giustizia UE per violazione del citato principio di libertà tariffaria. Da un punto di vista normativo, iI settore è stato interessato negli ultimi anni da una serie di interventi volti a contenere i costi del sistema: dalla prevenzione della sinistralità (introduzione della patente a punti, revisione in senso più rigoroso del Codice della Strada), alla tabellazione delle c.d. micropermanenti (lesioni fino a 9 punti di invalidità permanente),  alla introduzione del sistema del risarcimento diretto. Queste disposizioni, al pari della successiva realizzazione, in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico, del Preventivatore r.c.auto, ad oggi unico servizio pubblico di preventivazione in ambito europeo, hanno inciso positivamente sulla mobilità dei consumatori, facilitandoli nella comparazione dei prezzi delle coperture. Le imprese hanno reagito azionando prevalentemente la leva degli aumenti tariffari, in particolare a partire dalla fine del 2009. Tale comportamento  a fatto si che, lo scorso giugno, nel corso della presentazione della Relazione Annuale sull’attività nel del 2009, l’Isvap ha denunciato il rischio che il ramo r.c.auto possa divenire un vero e proprio “tallone d’Achille” del sistema assicurativo nazionale, con effetti penalizzanti per i cittadini, evidenziando che:

• l’aumento dei premi non è la risposta corretta, ma solo la leva più immediata e a più rapido effetto in un mercato in cui il cittadino è obbligato ad assicurarsi;

• permangono diffuse carenze nella liquidazione dei sinistri da parte delle compagnie, in particolare nel meridione d’Italia.Nell’ultimo quinquennio la presenza degli uffici di liquidazione dei sinistri sul territorio è diminuita del 30%; il rapporto tra reclami e sinistri è peggiorato del 77%. si sta acuendo il fenomeno dell’evasione dell’obbligo assicurativo da parte dei cittadini, proprio per effetto dei premi elevati, talora insostenibili in alcune zone d’Italia.

Sono state, inoltre, evidenziate alcune significative criticità:

- nel 2009 il mercato ha ricevuto complessivamente circa 110.000 reclami con un incremento rispetto al 2008 (+15%) che segue quello, già considerevole, registrato nel 2007;

- in aumento anche i reclami pervenuti all’ISVAP nello stesso anno (oltre 32.000, +14% rispetto al 2008) che confermano il trend già riscontrato: la r.c.auto (75% del totale reclami) e in particolare la liquidazione dei sinistri (83%) è il settore maggiormente interessato;

- sempre nel 2009 l’ISVAP ha irrogato sanzioni per circa 60 milioni, dei quali circa 50 milioni (pari all’83,2% del totale) ascrivibili ad illeciti per violazione della normativa r.c.auto e ben 47 milioni riferibili in modo specifico a violazioni delle disposizioni in materia di liquidazione sinistri. Sotto il profilo dell’azione di vigilanza, l’Autorità ha proseguito le sue attività in maniera incisiva:

- dallo scorso mese di giugno ha avviato 14 istruttorie nei confronti di altrettante compagnie per sospetta elusione dell’obbligo a contrarre; dette imprese praticavano tariffe talmente elevate (con punte di 8.500 euro), soprattutto in alcune zone del Paese, da scoraggiare l’acquisto della copertura.

Inoltre l’Isvap ritiene necessario un intervento normativo per dare piena attuazione alla disciplina del danno alla persona (art.138 del Codice delle Assicurazioni) con riguardo alle c.d. macrolesioni (lesioni di non lieve entità che comportano dal 10 al 100% di invalidità permanente). L’introduzione delle tabelle relative alle valutazioni medico-legali e alla quantificazione economica non è riuscita, infatti, a contrastare appieno le finalità speculative e fraudolente, risultate particolarmente concentrate in alcune aree del Paese.

Sul sistema Bonus Malus che si fonda su un meccanismo di evoluzione delle classi di merito basato sostanzialmente su regole evolutive delineate nel 1993. Tale sistema, introdotto in un contesto normativo (regime di tariffa amministrata) ed economico (frequenza sinistri circa doppia rispetto all’attualità) non più attuale, è di fatto ancora in uso nel mercato, seppur con diverse varianti introdotte dalle imprese. In Italia tale sistema, dal punto di vista tecnico-attuariale, risente della concentrazione degli assicurati nelle prime fasce.  Il parco veicoli assicurati “scivola” naturalmente ogni anno verso la prima classe, poiché la stragrande maggioranza degli assicurati (oltre il 92%) non causa sinistri.Il fenomeno è destinato ad accentuarsi  e il rischio è che in meno di 20 anni si troverebbe con una concentrazione di oltre il 90% di assicurati nelle prime 3 classi e con un sostanziale ridimensionamento della differenza di premio tra assicurati in 1° classe e quelli in classe 14 (classe di ingresso). Il parametro “classe di merito”, in altre parole, che attesta la buona o cattiva condotta di guida dell’assicurato è destinato a perdere ogni significato ai fini della determinazione del profilo di rischio e, quindi, del premio, con effetti penalizzanti per gli assicurati virtuosi.

La crisi egiziana costa molto

La rete Al Jazeera  annuncia, in queste ore, che il presidente egiziano Honsi Mubarak si è dimesso dalla guida del Partito Nazionale Democratico, preceduto dai vertici del Pnd. Nuovo segretario generale è stato nominato  il prof. Hossam Badrawi, medico, già membro del direttivo del Pnd, ma vicino all’ala più liberale del movimento.  Dopo 13 giorni di movimenti di massa s’incominciano a fare i conti dei costi della crisi egiziana. Secondo quanto afferma il colosso bancario francese, Credit Agricole, i costi si avvicinano ai   270 milioni di € al giorno, senza contare i riflessi del ribasso del rating applicato da Moody’s  all’Egitto  portato a “BA2″ dal precedente “BA1″, con outlook negativo, anche in considerazione di una revisione in diminuizione  delle previsioni di crescita economica dell’Egitto al 3,7% dal 5,3% nel 2011.

L’economia egiziana è  da più settimane in tensione per le proteste di decine di migliaia di persone che chiedono l’estromissione del presidente Hosni Mubarak. Le banche e la borsa sono stati chiusi per tutta la settimana, così come la maggior parte delle fabbriche. Decine di migliaia di turisti hanno lasciato il paese a causa della violenza, portando un duro colpo al settore del turismo vitale.

 L’agitazione ha portato ad impennate dei prezzi del cibo in tutto il paese, alimentando ulteriormente  il malcontento  degli egiziani che avevano lamentato da tempo un aumento dei prezzi, soprattutto dei generi alimentari.  Per lenire le difficoltà della popolazione il Governo egiziano ha stanziato 189 milioni di euro per finanziare gli acquisti di frumento. Lo ha annunciato oggi  il ministro delle finanze Samir Radwan all’  agenzia di stampa Mena. Questa decisione si riferisce a 2,8 miliardi di sterline (352 milioni di euro) importi erogati in due giorni per tali acquisti.

A Cento un carnevale storico

Il Carnevale di Cento ha un’antichissima tradizione di cui si ha traccia in un affresco del 1615 del pittore centese Gian Francesco Barbieri chiamato “Il Guercino”, dove viene rappresentato “il Berlingaccio”, una maschera locale, in una festa nel palazzo comunale offerta al popolo nel giovedì grasso dal Magistrato cittadino, con profusione di dolciumi e rinfreschi. Da quel momento prendeva il via la tradizione del carnevale di Cento, ma la festa carnascialesca ha mantenuto i connotati della manifestazione tipicamente locale sino alla fine degli anni ’80 quando è cominciata una vera e propria rivoluzione organizzativa e di comunicazione, che in pochi anni da semplice festa popolare si è trasformata  in un fenomeno di costume, catapultando il nome della cittadina centese oltre i confini nazionali. A partire dal 1990, l’evento ha assunto dimensione nazionale, oltre 340.000 le presenze in cinque domeniche di sfilata, ed internazionale soprattutto grazie al gemellaggio con il famoso Carnevale di Rio de Janeiro. La sfilata dei carri allegorici in cartapesta, che sono vere e proprie opere d’arte,  vengono costruiti dalle Associazioni carnevalesche (i Ribelli, il Risveglio, i Ragazzi del Guercino, Mazalora, i Toponi, il Riscatto), che durante l’inverno costruiscono dei “monumenti in cartapesta” che inneggiano all’allegria, alla satira e alla fantasia.  Sfilano anche gruppi comico-folkloristici ed artisti di strada, provenienti da ogni parte d’Italia e dall’estero, desiderosi di partecipare ed esporsi  in una vetrina così prestigiosa, coinvolgendo il pubblico in un’atmosfera d’allegria, trasgressione e divertimento. Caratteristica peculiare del carnevale di Cento è il “gettito” o lancio dai carri in parata sul pubblico, come da antica tradizione, di oggetti e gadget molto ambiti, tra cui palloni di ogni misura, materassini gonfiabili variopinti, giganteschi pupazzi di peluche a forma di balena, delfino, pronti ad essere afferrati dalla folla. Nessuno torna a casa da Cento a mani vuote. Tasi maschera tipica di Cento è un personaggio centese dell’800, che secondo la tradizione, era un amante del buon vino a tal punto che quando si trattò di scegliere tra la moglie ed un bicchiere di lambrusco, scelse la seconda alternativa e la compagnia della sua inseparabile volpe.  Quest’anno, tra le varie manifestazioni collaterali,  è previsto un Raduno Internazionale di Campeggiatori, in tutte le domeniche di Carnevale. Iniziativa dedicata agli amanti del turismo all’aria aperta, permette ogni weekend di Carnevale di accogliere nel territorio centese migliaia di camperisti provenienti dall’Italia e dall’estero; al momento dell’iscrizione verrà consegnata una  ricca borsa  di benvenuto contenente i prodotti delle Aziende aderenti all’iniziativa Sapori senza Maschera.

Dal 4 al 13 febbraio presso il Grand Hotel Bologna di Pieve di Cento si svolgerà il 1° Torneo Internazionale di Scacchi del Cento Carnevale d’Europa che potrà contare sulla presenza dei Grandi Maestri, ovvero i campioni mondiali di questo conosciuto ed apprezzato skill game, provenienti da tutto il mondo, con più di 40 nazioni rappresentate ed un Montepremi da record di 26.000,00 euro. Il Torneo si concluderà la prima domenica di carnevale con la premiazione dei vincitori direttamente sul palco di piazza del Guercino e la partecipazione di tutti gli iscritti alla sfilata inaugurale. Il Torneo sarà seguito dalle televisioni mondiali vista la notorietà dei Grandi Maestri che presenzieranno all’evento.

IL 25-26-27 febbraio, presso il Grand Hotel Bologna di Pieve di Cento (Bo) verrà organizzato il Torneo Internazionale di Burraco Cento Carnevale d’Europa – memorial Viviana Manservisi. Tra gli appassionati di Burraco si contano molti personaggi famosi che saranno invitati all’evento, tra cui Renato Zero, Francesco Totti, Ilary Blasi, Katia Ricciarelli, Giorgio Armani, Letizia Moratti, Marta Marzotto, Alessia Marcuzzi, Mara Maionchi, Cristina Quaranta, etc..

Il 26-27 febbraio  Torneo di Calcio di Cento Carnevale d’Europa.

 Il 20 febbraio  12°  Meeting internazionale di nuoto al Cento Carnevale d’Europa presso la Piscina Comunale.

Il 13 marzo prima selezione nazionale del concorso Miss Italia 2011, dalle ore 12.00 in piazza del Guercino.

Altre iniziative, comprese alcuni eventi gastronomici saranno comunicate al momento.

Egitto situazione difficile al Cairo

Le banche sono chiuse e rendono difficile procurarsi contanti. Per coloro che hanno i soldi, i prezzi alimentari sono alle stelle  e sono pochi i negozi aperti. Le manifestazioni di piazza di giorno e gli scontri di notte hanno lasciato la città più grande del mondo arabo in gran parte paralizzata, soprattutto quando i manifestanti riempiono la piazza principale della città e saccheggiatori e gruppi di quartiere armati di mazze la prendono in consegna durante la notte.  ”Dobbiamo proteggere  dai saccheggiatori le nostre case e i bambini durante la notte,  e la mattina dobbiamo andare a lavorare”, ha dichiarato Saed Ragab, proprietario di un bar del Cairo, zona Bab El Louq . “I negozi sono a un punto morto. ” E’ molto difficile continuare a operare così”.  I manifestanti si stanno radunando in città per  l‘ottavo giorno.  La marcia di oggi è finalizzata a costringere il presidente Hosni Mubarak, al potere da 30 anni, a lasciare. I militari hanno promesso di non sparare sui manifestanti e hanno riconosciuto la legittimità delle richieste del popolo. Allo stesso tempo, i cittadini stanno cercando di continuare la loro vita come meglio possono, di fronte a prezzi gonfiati, penuria di viveri da quando, il 28 gennaio, le proteste sono iniziate e sono in continua escalation.  Da venerdì tutto è cominciato ad essere più costoso, il pane è aumentato dal 20%. Molti  negozi stanno approfittando di queste condizioni.  Gli scaffali di molti supermercati del Cairo si stanno svuotando rapidamente e le imprese non  riescono a tenere il passo con la domanda alimentata dal panico degli acquirenti che cercano di fare scorte in caso di disordini. Carrefour ha chiuso tutti e sette i suoi negozi egiziani dopo il saccheggio avvenuto  ad un suo supermarket in un sobborgo del Cairo.

 TUI Travel Plc, il tour operator più grande d’Europa, ha dichiarato  che circa il 40% delle partenze previste dalla Germania, destinazione Egitto, sono state modificate o annullate ieri, dopo che la compagnia aveva concesso ai vacanzieri di cancellare le loro prenotazioni o cambiare destinazione senza pagare una penale.  ”Stiamo assistendo a un impatto economico negativo nel breve termine”, dice Ahmed Galal, direttore esecutivo del Centro Egiziano per gli studi economici al Cairo.  “Se il nuovo governo vara un pacchetto popolare contenente: l’aumento dei salari, l’aumento delle sovvenzioni,  potrebbe effettivamente apparire come risposta alla folla, ma è probabile che aumenteranno l’inflazione e l’instabilità economica.”  I bassi salari e l’aumento dei prezzi hanno scatenato proteste in Egitto già nel 2004. L’economia di un paese di 80 milioni di persone, il più popoloso della regione araba, probabilmente è cresciuto del 6,2% nell’ultimo trimestre del 2010, rispetto al 5,5% nei tre mesi precedenti.  Il governo dice che ha bisogno della crescita di almeno il 7% l’anno per creare lavoro sufficiente. Secondo l’ex ministro delle Finanze egiziano, Youssef Boutros Ghali, in una dichiarazione del 13 dicembre, ha annunciato che quel traguardo potrebbe essere raggiunto il prossimo anno.  L’inflazione nelle zone urbane,  tasso  monitorato dalla banca centrale, è salita al 10,3% nel mese di dicembre dal 10,2% del mese precedente. L’inflazione core, che esclude i prezzi di frutta e verdura, nonché la regolamentazione dei prezzi, è salita al 9,6% come i costi di riso, zucchero e pollame. Molti egiziani temono che la scarsità di cibo e gas potrebbe portare il paese in una crisi più profonda. La sicurezza continua ad essere una preoccupazione dei giovani che formano gruppi per proteggere le loro case e le famiglie dal saccheggio diffuso. Pattuglie di uomini  girano di notte per le strade con armi che vanno da mannaie da macellai ai tubi metallici.