E’ notizia del 22 dicembre che l’Antitrust potrebbe dare presto il via libero definitivo alla riorganizzazione delle attività assicurative di Intesa-Sanpaolo, che prevede l’integrazione, post-fusione con il Sanpaolo-Imi di Torino, tra Intesa Vita, Eurizon Vita, Centrovita e Sud Polo Vita.
La rioganizzazione darebbe vita a quello che, in base ai dati del 2009, sarebbe il quarto gruppo assicurativo in Italia nel ramo vita con una raccolta di 7,2 miliardi, subito alle spalle del gruppo Allianz.
Intesa Sanpaolo, nata il 1° gennaio 2007 dalla fusione di due grandi realtà bancarie italiane Banca Intesa e Sanpaolo IMI, è leader in tutti i segmenti con una quota di mercato del 16% nei crediti e del 17% nei depositi con la clientela. Ha solidi livelli di patrimonializzazione e qualità dell’attivo migliore nel sistema, con circa 5.900 filiali, una quota di mercato 17% e 11,3 milioni di clienti ha la rete più estesa in Italia. All’estero ha una presenza selettiva nel retail banking nei Paesi del Centro-Est Europa e del Bacino del Mediterraneo, con 8,6 milioni di clienti e circa 1.800 filiali in 13 paesi. Inoltre possiede una rete internazionale presente in 29 Paesi per sostenere le attività della clientela corporate all’estero.
Intesa Sanpaolo è il primo gruppo “verde” italiano e il tredicesimo nella classifica globale dei 100 grandi gruppi più verdi del mondo secondo la classifica pubblicata da Newsweek. Si tratta delle 100 società che nell’ultimo anno si sono distinte per una politica aziendale rispettosa dell’ambiente favorendo progetti di sviluppo sostenibile. La classifica è stata stilata da Newsweek in collaborazione con MSCI ESG Research sulla base di tre criteri, tra di loro ponderati:
1) Impatti ambientali (45%): più di 700 parametri di valutazione sono stati utilizzati per la valutazione di questo parametro, tra cui le emissioni di gas serra, gestione dei rifiuti, uso razionale dell’acqua. [Intesa Sanpaolo si è posizionata come ottava azienda a livello mondiale con un punteggio di 92,97].
2) Politiche ambientali (45%): attraverso questo parametro è stato valutato come le società gestiscono la loro impronta ambientale. Più di 70 indicatori sono stati utilizzati suddivisi in: politiche e performance di climate change e di inquinamento, impatto ambientale dei prodotti, amministrazione e gestione delle questioni ambientali interne all’azienda. [In questo caso Intesa Sanpaolo si è posizionata prima tra le Banche con un punteggio di 82,92]
3) Sondaggio reputazionale (10%): il punteggio è stato dato sulla base di un sondaggio effettuato presso professionisti della CSR, accademici e altri esperti ambientali iscritti al CorporateRegister.com.
Inoltre Intesa Sanpaolo aderisce agli Equator Principles, linee guida volontarie la cui applicazione fa si che le opere finanziate, in particolare quelle di maggior impatto ambientale, rispondano a requisiti di sostenibilità (protezione della salute e della sicurezza umana, condizioni di lavoro, conservazione del patrimonio culturale e della biodiversità, impatti socio-economici sulle comunità locali, prevenzione e riduzione dell’inquinamento).


