Aeroporto Malpensa supera il 2008

Sono stati due anni di passione e d’intenso lavoro, ma con la fine del 2010 Malpensa supererà complessivamente il numero dei passaggeri ante de-hubbing Alitalia della primavera di due anni fa.  Dal prossimo 7 ottobre, Alitalia potenzierà i collegamenti con il Giappone, dopo il forfait della Jal (Japan Airlines) fallita nel gennaio scorso, passando da tre a quattro corse settimanali il collegamento con Tokyo Narita, unico volo diretto tra Italia e Giappone.  Nuova grande novità, l’attivazione di un collegamento diretto con Nuova Delhi a mezzo Jet Airways, compagnia indiana che dal 5 dicembre, quotidianamente collegherà l’Italia con L’India. Pragmatica la dichiarazione di Nikos Kardassis, Ceo di Jet Airwayss. “Milano oltre a essere la capitale internazionale della moda e del design, è il fulcro dell’economia italiana.”. Ritorna, anche con l’orario invernale il collegamento di Delta Airlines con l’aeroporto di New York JFKennedy. Altri collegamenti saranno rafforzati con gli Emirati Arabi (Muscat), ma è importante sottolineare è che grazie ai 33 nuovi vettori che dal 2007 sono arrivati ad operare sullo scalo, si è, infatti, passati dai 77 ai 110 attuali con 30 nuove destinazioni, che si è potuto raggiungere questo traguardo. Malpensa di fatto si è ricollegata con il mondo raggiungendo 168 destinazioni questa estate, di cui 88 in Europa. Al traffico passaggeri va aggiunto quello cargo che tra gennaio e agosto è cresciuto mediamente del 31%. Questo traffico di fatto si sviluppa con tutto il mondo: destinazioni principali sono l’America centrale, Sud America l’Africa  e i principali paesi asiatici.

Secondo Assaeroporti, questo sviluppo è avvenuto senza togliere traffico a Linate che rimane al terzo posto dopo Fiumicino e Malpensa. Orio al Serio (Bergamo)  rimane saldamente posizionato al quarto posto, con incrementi notevoli del traffico passaggeri  nel periodo estivo. Oggi EasyJet che da sola sta quasi saturando il Terminal 2 con 3,3 milioni di passaggeri, e Lufthansa con 1,4 passaggeri, rappresentano il 35% del traffico  di Malpensa, ed entrambe hanno sostanziosi progetti di sviluppo con nuove destinazioni e con l’utilizzo di aerei di capacità superiore.

Mercatini e presepi di Natale in Carnia

In Italia, secondo stime di organismi internazionali più accreditati, Unesco in testa, ci sono il 50% dei giacimenti turistici del Mondo. Ci vorrebbe una vita intera per visitarli tutti, a volte però basta una buona organizzazione per permetterci di goderne alcuni, senza spendere cifre enormi e sobbarcarci a faticose trasferte. Tutto questo e molto altro offre in inverno la Carnia, angolo incontaminato della montagna del Friuli Venezia Giulia, dove lo sci e gli sport invernali si coniugano con antiche tradizioni, folclore, buona tavola e dove si può alloggiare nei cosiddetti alberghi diffusi  per assaporare il confort dell’albergo tradizionale e l’indipendenza dell’appartamento.

A Sauris il 4, 5 e 8 dicembre si svolge il tradizionale Mercatino dell’Avvento,  un mercatino speciale, che trasforma l’intera frazione di Sauris di Sopra  in un incantevole “paese del Natale”: per tre giorni, sulle tradizionali bancarelle disposte fra rustici stavoli e antiche case in pietra e legno si potranno ammirare e acquistare i più tipici oggetti in legno, ferro battuto, paglia, ceramica, lana cotta e feltro dell’artigianato carnico (fra cui gli scarpets, le tradizionali pantofole in velluto con la suola ricavata dal copertone di biciclette), addobbi natalizi, sculture e giocattoli in legno, lavori a maglia, tante idee regalo e prodotti della gastronomia locale, come il prosciutto crudo leggermente affumicato per il quale Sauris è conosciuta dai gourmet, la birra di Sauris, le ricotte affumicate, i formaggi di malga, i mieli di montagna, i dolci natalizi. Musiche, piccoli spettacoli di artisti di strada, danze tradizionali, distribuzione di vin brulè e biscotti natalizi fanno da contorno alle bancarelle e contribuiscono a rendere festosa l’atmosfera.

Altra tappa domenica 12 dicembre  a Raveo, deliziosa località  carnica che fa parte dei Borghi Autentici d’Italia: in occasione di  Sapori di Carnia tutto il paese si mette all’opera per  preparare prodotti conservati secondo antiche tradizioni e piatti gustosi dai sapori dimenticati. Accanto a loro, i piccoli produttori agroalimentari della Carnia espongono le loro merci. Il paese (chiuso al traffico) s’addobba a festa con frasche di pino, pannocchie, bacche di bosco e le semplici decorazioni con cui la gente di montagna usava abbellire la casa nei giorni di festa e diventa un unico, grande  Mercatino, dove si acquistano e degustano marmellate pregiate (come quella di olivello spinoso prodotta proprio a Raveo), mele, sidro e succo di mela, miele, salumi affumicati, formaggi vaccini e caprini, ortaggi, brovada,senza dimenticare i distillati e le grappe (pregiata quella al radicchio di montagna).Il percorso gastronomico è particolarmente ricco e inusuale: la prima tappa è il Borc da Vedue (Borgo della Vedova), dove sin dal mattino viene proposta la colazione della nonna con la possibilità di degustare la polente e brume (polentina tenera accompagnata dalla panna scremata dal latte munto la sera precedente), crostes di polente tal lat (le croste della polenta ammollate nel latte caldo), lis frìtules di cavoce (le frittelle di zucca) e tante altre prelibatezze. Via via, l’itinerario del gusto si snoda nei borghi successivi, dove si possono assaggiare i piatti tipici della tradizione carnica: cjarsòns (sorta di ravioli dal ripieno in cui si mescolano dolce e salato, piatto-simbolo di queste montagne)gnocchi con le prugne o di zucca, frico croccante e tenero di patate, frittate con cipolla e salame, salame cotto nell’aceto, patate bollite servite con i ciccioli di lardo oppure accompagnate al formadi frant, ricotta affumicata o frante, fagioli saltati in padella con la pancetta, minestrone con i fagioli e, per finire, gubana e dolci, panna montata a mano sul momento, grappe e distillati di produzione casalinga. In programma, laboratori del gusto e degustazioni guidate.

Si prosegue con  Sutrio, antico borgo carnico ai piedi dello Zoncolan famoso per la lavorazione del legno, dal 19 dicembre all’Epifania si possono ammirare decine di straordinari presepi allestiti nei cortili, accanto ai fogolar (i tipici caminetti carnici) A realizzarne un buon numero sono stati artigiani di Sutrio e dei paesi della Carnia, ma molti provengono da altre regioni italiane (ad iniziare dall’Alto Adige) e straniere, fra cui la Slovenia, la vicina Carinzia, la Germania. A fare da cornice, rappresentazioni dei vari momenti della Natività con personaggi in costume, degustazione di specialità tradizionali, musica. Cuore di Borghi e Presepi è il Presepio di Teno, un’opera eseguita nel corso di ben 30 anni di lavoro da Gaudenzio Straulino (1905-1988), maestro artigiano di Sutrio. L’opera, che riproduce in miniatura gli usi e i costumi tradizionali del paese, animati con ingranaggi meccanici, regala uno straordinario spaccato etnografico sulle tradizioni, la vita, i lavori, le usanze della montagna carnica.

 

Viaggio a Parigi

La forza d’attrazione di una città come Parigi può essere ricercata anche nella letteratura che si crea attorno ad essa e che, in questo caso, è ben sintetizzata da questa frase scritta da uno dei più grandi romanzieri americani che si chiama Ernest Hemingway:

“Se sei abbastanza fortunato di aver vissuto a Parigi da giovane, allora, per il resto della tua vita – ovunque andrai – Parigi sarà con te”.

Nel 2009 e nel  2010 Parigi è stata classificata tra le 3 città più importanti e influenti al mondo, tra le prime 3 “città europee del futuro” secondo una prestigiosa ricerca del Financial Times e tra le prime 7 città al mondo “dove vivere” secondo la rivista inglese Monocle (Giugno 2010)

 Ecco qualche notizia utile a preparare il viaggio:

Il Clima:

Il clima di Parigi è alquanto particolare, a metà strada tra il clima oceanico e il clima continentale. L’ inverno è caratterizzato da un’alternanza di periodi miti e piovosi (quando soffiano i venti umidi e tiepidi dall’Oceano Atlantico) e periodi invece più rigidi e nevosi (con minime anche di -10º) quando soffiano i venti dal Polo Nord o dall’Est. Allo stesso modo l’estate può presentare giornate piuttosto calde e giornate assai fresche, ventose e piovose (con temperature minime sui +10º). Le minime invernali nel centro-città raramente sono particolarmente basse, grazie al fenomeno dell’Isola di calore urbana. I periodi più consigliati per visitare la città sono quindi la tarda primavera (maggio) e l’inizio dell’autunno (settembre e inizio ottobre).

Nota in tutto il mondo come la Ville Lumière (la “città delle luci”), Parigi è una delle principali destinazioni turistiche mondiali. La città è rinomata per la bellezza della sua architettura, i suoi viali e i suoi scorci, oltre che per l’abbondanza dei suoi musei. Costruita su un’ansa della Senna, è divisa in due parti la Rive droite a nord e la più piccola Rive gauche a sud.

La patrona della città è santa Genoveffa (Sainte Geneviève), accreditata di aver convinto Attila a risparmiare la città, nel V secolo. Anche san Denis è annoverato come patrono della capitale, mentre un altro santo importante per i parigini, san Germano (la rive gauche nel Medioevo veniva detta anche “Città di Saint Germain”), non assume alcuna carica.

 La città è divisa in arrondissement e ogni arrondissement ha più quartieri. Di seguito un elenco diviso per quartieri di monumenti, musei e giardini e altro da visitare senza avere la pretesa di nominarli tutti.

1.Arrondissement:

* Il Louvre con la piramide. straordinario, enorme museo che richiama visitatori ed espone opere da tutto il mondo e di tutti i tempi. -  * la Sainte-Chapelle, cappella gotica del XIII secolo.   * Chiesa di Saint Eustache. * Palas Royal -    * Place Vendôme.

 * Rue de Rivoli – negozi, e in fondo (già nel 4.me), la Tour St-Jacques.

 * l’edificio liberty della Samaritaine, centro commerciale dell’inizio del Novecento.

 * la Conciergerie – antiche prigioni in cui furono imprigionati molti membri dell’Ancien Regime in attesa della esecuzione della condanna a morte.

* Les Halles, grandissimo centro commerciale e di servizi, servito da un importante nodo della metropolitana.

2.Arrondissement

* St-Augustin -* Place des Victoires, al centro, la Borsa.

3. Arrondissement

* Place des Vosges.

* il Musée National Picasso: espone quasi 3000 opere di Pablo Picasso e opere appartenenti alla sua collezione personale comprese opere di Paul Cézanne e Henri Matisse.

    * Le Défenseur du Temps.

    * il Marais – zona alla moda dei quartieri della riva destra. Quartiere gay di Parigi.

    * Place des Vosges, la bella piazza porticata realizzata sotto Enrico IV.

    * lo Square du Temple.

4. Arrondissement

* La Cattedrale di Notre-Dame de Paris sull’Ile de la Cité.

* L’Eglise Saint-Merri, Saint-Gervais,  Arsenal.    * Centre Georges Pompidou, noto anche come Beaubourg: ospita il Museo Nazionale d’Arte Moderna e un centro culturale.     * l’Hotel de Ville, l’Église Saint-Paul-Saint-Louis.

  5. Arrondissement

* la Sorbona, l’Università fondata in epoca medioevale.

 * il Musée Cluny, noto anche come Museo Nazionale del Medioevo, ospita una grande collezione di opere   artistiche e manufatti del Medioevo, fra cui gli arazzi detti de “La dama e l’Unicorno” (la Dame à la Licorne).

    * il Panthéon, chiesa e tomba dei maggior eroi francesi tra cui Voltaire, Victor Hugo, Jean Jaurès, Jean Moulin e Marie Curie.

6. Arrondissement

* Il palazzo del Luxembourg, è la sede del Senato francese. L’ampio parco centralissimo è attrezzato e molto frequentato.

 * St-Germain-des-Prés, forse il quartiere più elegante di Parigi.

7. Arrondissement

* La Torre Eiffel vista dal Trocadero.

* L’Hôtel des Invalides, museo e mausoleo di molti celebri soldati francesi fra cui Napoleone.

 * Il Museo d’Orsay, realizzato nella ex stazione ferroviaria di Orsay, dismessa nel 1937, che ospita  principalmente opere degli Impressionisti.

*  Il Musée Rodin, una grande collezione di opere del più noto scultore francese.

 * Il Musée de Les Égouts de Paris, un percorso tra i cunicoli delle fogne parigine.

  8. Arrondissement

* Avenue des Champs Elysées dall’Arc de Triomphe

* Avenue des Champs-Élysées, grande viale alberato sede di tutti i grandi eventi parigini, molto amato dai turisti e l’Arco di Trionfo, al centro della Piazza de l’Etoile, che celebra le vittorie della Francia e rende onore ai suoi caduti.

 * Place de la Concorde, in fondo agli Champs-Élysées, originariamente “Piazza Luigi XV” poi battezzata Place de la Revolution fu rinominata “Piazza della Concordia” durante il Direttorio; nel luogo ove venne eretta una ghigliottina è oggi posto l’obelisco del Tempio di Luxor in Egitto.

* Il Musée de l’Orangerie.    * Il Musée Jacquemart-André.    * la Chiesa della Madeleine.

 * le Salles Pleyel, Chopin, Debussy, Rameaux, al Faubourg Saint-Honoré, sale da concerto dove si esibisce il Gotha musicale e artistico del mondo.       * il Parc Monceau.

9. Arrondissement

* l’Opéra (Palais Garnier) e il suo Museo

* Il Musée Grevin (il museo delle cere originale)

10. Arrondissement

* il Canal Saint-Martin che prosegue fino al Bassin de la Villette (19.me)

11. Arrondissement

* Opéra e  Place de la Bastille,  dove si ergeva la prigione della Bastiglia sino alla Rivoluzione Francese. Al suo centro è la Colonna di luglio, memoria della Rivoluzione vittoriosa.

Nell’11º arrondissement, in prossimità di place de la Bastille, vi è uno dei centri della vita notturna di Parigi: rue de Lappe, una via stretta a traffico limitato in cui si trovano molti locali di ogni genere, ognuno con caratteristiche e peculiarità differenti e molto frequentati da giovani studenti. Anche nella stessa rue Oberkampf vi sono una moltitudine di piccoli locali, alcuni aperti anche sino all’alba.

 12. Arrondissement

* la Gare de Lyon è la più grande stazione di Parigi, ora integrata dalla Gare de Bercy.

 * il Bois de Vincennes con il suo ippodromo.

  * il cimitero Picpus, piccolo cimitero privato dove nei mesi del Terrore del 1794 furono sepolte in due fosse comuni 1366 vittime della ghigliottina installata alla barrière du Trône (oggi place de la Nation). Riposa qui anche il marchese de la Fayette.

13. Arrondissement

*Place d’Italie.  * il Musée des Gobelins, nell’antica manifattura reale. * la nuova Bibliotheque nationale.

14. Arrondissement

* la Tour Montparnasse.   * il Musée du Montparnasse, ospitato in quella che fu la residenza dell’artista Marie Vassilieff, al numero 21 della Avenue du Maine, descrive la storia della grande comunità artistica di Montparnasse, quartiere situato sull’ area storica della famosa riva sinistra dove ancora oggi è piena di locali e di ritrovi che ricordano gli artisti del Novecento.

    * il parco di Montsouris.   * il Cimitero di Montparnasse e le Catacombe.

15. Arrondissement

 *  il Musée postal, per il piacere dei filatelici.  * dal Pont de Grenelle, si può vedere la copia ridotta della Statua della Libertà, che fu donata dagli USA alla città di Parigi in occasione del centenario della Rivoluzione, nel 1889.

    * il Parc André-Citroen.  * l’Aquaboulevard.

16. Arrondissement

    * il Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris.  * il Musée Marmottan Monet.

    * Place de l’Étoile (punto d’incontro fra 16.me, 17.me e 8.me)

    * il Trocadéro, con i suoi giardini e l’Acquario.  * il Jardin d’acclimatation (l’orto botanico di Parigi).

    * il Bois de Boulogne.    * il Parc de Bagatelle.    * il Cimitero di Passy .* lo stadio di tennis Roland Garros

17. Arrondissement

    * l’Arc de Triomphe, punto di partenza degli Champs Élysées.  * la Square des Batignolles.

18. Arrondissement

    * Montmartre: area storica sull’omonima Butte; è famosa anche per gli studi e i ritrovi di molti grandi artisti dell’Ottocento e del Novecento.

    * Cimitero di Montmartre.    * La Chapelle

    * la Basilica del Sacro Cuore

19. Arrondissement

 * parco delle Buttes-Chaumont: il terzo parco di Parigi, per dimensioni, dopo La Villette e il giardino delle Tuileries; completamente artificiale, creato durante la ristrutturazione di Haussmann.

    * La Villette, il più grande parco di Parigi (25 ettari); ospita moltissime strutture, a cominciare dalla Città della scienza.    * la Square de la Butte-du-Chapeau-Rouge.

20. Arrondissement

  * il Père Lachaise è il cimitero monumentale che ospita le tombe di molti famosi, francesi e non.

Consigli speciali.

 Un’ attenzione particolare va dedicata alla visita del quartiere di  Montmartre che è stato per lungo tempo un villaggio separato da Parigi. Sull’origine del nome si fanno due ipotesi; potrebbe derivare da Mont Martis (il monte di Marte), poiché la collina fu la sede di un tempio dedicato a Marte, dio della guerra, sotto il periodo romano (sulla collina si trova anche un tempio dedicato a Mercurio); secondo un’altra ipotesi il nome deriva dalla notazione le mont du martyre (il monte del martirio), perché, secondo la leggenda, fu il posto in cui fu decapitato Saint Denis, primo vescovo di Parigi, attorno al 250 d.C. Quando Napoleone III e il suo urbanista Haussmann decisero di rendere Parigi la più bella città in Europa, ci fu la “necessità” di garantire agli amici e ai finanziatori di Haussmann dei grandi appezzamenti di terreno vicino al centro della città. Dato che Montmartre era al di fuori dei confini della città, libera dalle tasse di Parigi e con una produzione di vino locale (tuttora conserva le uniche vigne di Parigi), divenne in breve una zona popolare per il divertimento. L’area si sviluppò come il centro dell’intrattenimento decadente alla fine del XIX secolo e all’inizio del XX, rappresentato dai cabaret del Moulin Rouge e de Le Chat Noir (il gatto nero è tra l’altro il simbolo non ufficiale di Montmartre); in questo stesso periodo Montmartre fu il luogo prediletto da pittori come Pissarro, Toulouse-Lautrec, Steinlen, Van Gogh, Modigliani, Picasso. In seguito, la collina è stata soppiantata, come quartiere dei pittori, da Montparnasse.

Vita notturna a Parigi

    * Le Lido – cabaret sugli Champs-Élysées noto per i suoi spettacoli esotici (fra cui quello delle Bluebell Girls; fu frequentato da Elvis Presley.

    * Moulin Rouge, Le Crazy Horse, Paris Olympia, Folies Bergères, Bobino – famosi nightclub.

    * Le Buddha Bar, Barfly, El Barrio Latino, Hotel Costes, Georges – ristoranti e bar alla moda.

 

Agos Ducato, una finanziaria leader del mercato italiano

Presente nel mercato italiano dal 1987, con sede centrale a Milano, Agos Ducato è divenuta una società finanziaria leader nel settore, con una presenza capillare su tutto il territorio nazionale che gli permette di garantire ai propri clienti un’assistenza tempestiva.

L’integrazione con Ducato, società di prodotto specializzata in credito alle famiglie, ha permesso alla società di sviluppare la propria presenza in un mercato dinamico e in costante crescita. Per questo motivo la Agos Ducato  non si limita a proporre sistemi di finanziamento, ma offre veri e propri pacchetti completi di prodotti e servizi in grado di soddisfare le necessità di aziende convenzionate e clienti finali. Tempi di risposta brevi, efficacia nella risoluzione dei problemi, un’attenzione particolare al customer care, costituiscono i punti di forza della società finanziaria.

Grazie a una tecnologia all’avanguardia, in grado di gestire annualmente oltre quattro milioni e mezzo di operazioni, Agos Ducato  garantisce la copertura totale delle transazioni, 365 giorni all’anno, 24 ore su 24.

In un contesto globale, la società vanta una partecipazione anche a livello internazionale, facendo parte del gruppo Crédit Agricole che ne detiene il 61% delle azioni attraverso Crédit Agricole Consumer Finance, importante società di credito al consumo francese. Il 39% dell’azionariato appartiene a Banco Popolare.

Agos Ducato eroga credito attraverso differenti linee di prodotto: finanziamenti finalizzati all’acquisto di beni e servizi, prestiti personali, carte di credito revolving e leasing. La specializzazione per settori merceologici : auto, moto, nautica, viaggi, arredamento, complementi d’arredo, beni di consumo, informatica, G.D.O. – porta la società a operare in Italia convenzionando i marchi più prestigiosi nei diversi settori.

A partire dal 2003,  Agos ha iniziato un percorso di responsabilità sociale. Con il marchio Amico Agos sono state firmate tutte le iniziative di sostegno che l’azienda ha incominciato a dedicare ad organizzazioni assistenziali, culturali, sportive, scolastiche, sanitarie, di cui condivide gli obiettivi e i metodi per perseguirli. L’intervento nel settore del non profit è un vero e proprio salto di qualità che Agos Ducato ha realizzato, forte della stima che clienti, partner e dipendenti attestano da anni. L’incontro fra un mondo che “fa finanza” seguendo principi etici e il mondo del non profit che “fa qualcosa in favore degli altri” in un’ottica di riequilibrio sociale, sta migliorando tutti gli attori coinvolti.

In coerenza con l’ottica sopra descritta,la società ha raggiunto importanti accordi di partnership con enti no profit per l’emissione di carte di credito affinity legate proprio a questi enti. Funzionano esattamente come qualsiasi altra carta di credito revolving emessa da Agos Ducato, ma chi le sottoscrive ha una consapevolezza in più: infatti, basta utilizzarle per sostenere attivamente, attraverso un meccanismo di devoluzione, le attività e le iniziative dell’ente. Fra le carte etiche realizzate da Agos Ducato figurano Carta Attiva per Unicef, Carta Attiva LILT, E.N.P.A. Card, Carta Attiva CIAI, Carta Attiva ALT.

Tariffe assicurazioni auto francesi previste in aumento

Le società di mutua assicurazione, riunite in seno al Gruppo  Mutuo compagnie di assicurazione (GEMA), hanno previsto un aumento dei premi auto tra il 1 e il 3%, secondo il presidente di GEMA, Gerard Andreck. Questo aumento è dovuto in gran parte all’aumento dei costi per le riparazioni dei danni materiali, che dovrebbero raggiungere il 3,5% nel 2010, secondo le stime basate su dati disponibili a fine giugno. Il costo di compensazione per i crediti da lesioni si dovrebbero mantenere sul livello  stabile.

Le società di mutua assicurazione rappresentano, in Francia, un mercato molto importante per l’assicurazione auto, con il core business che sono le polizze sulla casa. Anche in questo settore è previsto un aumento  ancora più pronunciato in materia di assicurazioni casa, riflettendo il crescente numero di eventi meteorologici, il diluvio tempesta del Xynthia Var attraverso tempeste di grandine,  nel Doubs.

 Per il 2011, la GEMA si attende un aumento del 4-5%. ‘Si prevede che i premi di HRM, copertura  globale, stanno aumentando in modo significativo’, ha dichiarato Andreck in una conferenza stampa.

Oltre per le auto e gli alloggi, gli aumenti sono previsti per le polizze sanitarie,  ha aggiunto,il presidente della GEMA che ha tuttavia precisato che in quasi tutte le società di assicurazione, le decisioni sulle tariffe non sono state ancora prese.

 Queste compagnie che sono ben rappresentate nel mercato francese, hanno anche molte filiali all’estero, Italia compresa. Le preoccupazioni delle associazioni dei consumatori italiani, sono che sia per effetto di affiliazione delle compagnie italiane sia per effetto di emulazioni, i leggeri aumenti già verificatisi quest’anno in Italia, possano prendere la rincorsa.

Cade il dollaro, risale l’euro

Il pessimismo della U. S. Federal Reserve (Fed, per il suo acronimo in inglese) del ritmo di recupero della prima potenza mondiale e le sue preoccupazioni per una possibile deflazione   ha ieri portato i mercati internazionali ad uno choc con gravi perdite, che  hanno accentuato il deprezzamento del dollaro rispetto alle altre valute di riferimento. Della caduta del dollaro ha beneficiato l’euro, per la prima volta dal  pieno della crisi per il deficit della  Grecia dell’inizio maggio, superando 1,34 dollari dopo essere salito dell’1,3%  in un solo giorno.

L’euro era sceso dal livello di 1,34 dollari di fine aprile, pochi giorni prima che l’UE adottasse il 3 maggio, la creazione di un fondo multimilionario in dollari di salvataggio per la Grecia di 110.000 milioni di euro. Con questi fondi, i 27 paesi dell’EU hanno alzato una rete di sicurezza per la  Repubblica ellenica onde potesse rispettare le scadenze di  pagamento del suo debito. Ma l’ascesa dell’euro ha un ritorno negativo per tutti i paesi che utilizzano la moneta europea, rendendo  più care le proprie  esportazioni verso l’estero. Il  mantenimento di un livello elevato contro il dollaro a tempo indeterminato, potrebbe incrementare  la lentezza della ripresa in Europa, dal momento che molto dipende dall’evoluzione della Germania, il motore principale dell’economia europea, che invia una parte significativa delle proprie esportazioni verso i paesi dell’euro, ed ha la sua principale fonte di vendite nei carburante verso paesi terzi. In Borsa, mentre l’apertura di Wall Street  segnalava perdite  moderate, nelle principali piazze del Vecchio Continente, gli indici hanno ripiegato fortemente una volta superato l’incertezza iniziale. Anche il fatto che New York Dow Jones è entrato in un verde temporaneo è riuscito a cambiare il segno del mercato su questo lato dell’Atlantico.  Alla fine della sessione, lo spagnolo Ibex 35 è stato di -1,9% in più appesantito dal settore bancario, in particolare il Santander e aziende costruttrici. Il premio per il rischio in Spagna, che è stabilito dalla differenza fra gli interessi che si richiedono  alle obbligazioni spagnole a 10 anni rispetto ai Bund, è salito di nuovo a 180 punti base. In realtà, questo aumento si è moderato con il progredire del giorno. Un po’ meglio  ha fatto il Portogallo con una nuova emissione di titoli di stato, anche se per l’incertezza circa l’andamento dell’economia  gli investitori si sono diretti verso obbligazioni tedesche, nonostante la bassa redditività. Per quanto riguarda l’asta portoghese , il Tesoro ha collocato con successo  750 milioni di euro in obbligazioni a quattro e dieci anni con una forte domanda, ma anche con un significativo picco nel prezzo. Il premio di rischio offerto agli investitori dai vincoli portoghese e irlandese a dieci anni si è mantenuto a 388 punti base sopra il Bund dopo l’asta, in linea con 389,3 punti che ha chiuso la sessione di martedì. In flessione Milano appesantita nel settore bancario per la repentina uscita del A.D. Profumo. Perdite più leggere per le altre borse europee.

Assicurazioni e investimenti sul mercato immobiliare

L’agenzia di rating Fitch, che copre la maggioranza del mercato assicurativo europeo, dopo aver sottoposto alla fine del secondo trimestre a stress test le assicurazioni europee ha dichiarato che non cambierà il rating delle stesse. A parere dell’agenzia gli studi operati hanno mostrato la capacità delle assicurazione di superare anche scenari difficili come eventuali default di debiti sovrani come quello greco, portoghese o irlandese. Le valutazioni vengono supportate dalla certezza che anche le  authority nazionali  sosterrebbero queste società assicurative, ammorbidendo i requisiti di solvibilità in quanto forti investitori in titoli di stato. Un altro aiuto è arrivato dall’ISVAP,  l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private con il documento riportato nel fascicolo n.40/2010. Lo stesso presidente dell’Istituto, Giancarlo Giannini, ha voluto anticipare il nuovo schema di regolamento in materia d’investimenti e di attività di copertura delle riserve tecniche delle società assicurative, prevedendo che questo possa dare la possibilità di acquistare fondi immobiliari riservati sino al 10% delle riserve. Vi è contemplata un’altra possibilità di diluire (con soglia minima del 10%) in più società di uno stesso gruppo una partecipazione immobiliare, a patto che la capogruppo ne detenga direttamente o indirettamente più del 50% del capitale. Da tener presente che nel primo semestre del 2009, periodo con dati certi sull’investimenti immobiliari, quest’ultimi sono ammontati a 6 miliardi e 369,9 milioni di euro.  

Il mercato dei cambi in tensione

Invettive, minacce e azioni unilaterali: il mercato dei cambi rischia di degenerare in guerra delle monete, la regola diventa  ognuno pensa per se. Il Giappone ha dato il via. Nessuno credeva che il Sol Levante fosse  davvero pronto ad agire per frenare l’impennata dello yen. E ancora meno dopo la rielezione a capo del governo giapponese, martedì 14 settembre, di  Naoto Kan, considerato più paziente del suo rivale, Ichiro Ozawa. Nessun problema:  la Banca centrale (BOJ) ha lanciato mercoledì una massiccia vendita di yen sui diversi mercati dei cambi di Tokyo, Londra e New York.

Mai visto dal 2004, e per un ammontare senza precedenti nella storia della Banca nazionale, quasi 20 miliardi di acquisto di dollari contro yen (16 miliardi di euro). Il colpo di stato ha pagato. Dopo aver  toccato il livello  più alto negli ultimi quindici anni contro il dollaro, lo yen si è notevolmente ritirato e trattato venerdì a 85,85 ¥ contro dollaro. Un’ operazione dunque efficiente per il risultato, ma inaspettata da parte del Giappone. L’Europa non era stata informata. “E’ chiaro che non  piace il comportamento dei giapponesi. (…) Noi non facciamo interventi unilaterali” , ha dichiarato  il leader dei ministri delle Finanze della zona euro, Jean-Claude Juncker, l’intervento della BOJ non è stato gradito per le sue modalità e quantità.

Washington, intanto, ha rifiutato di commentare l’evento. Ma, senza dubbio, l’iniziativa di Tokyo avviene nel momento sbagliato, quando gli Stati Uniti hanno intensificato la pressione sulla Cina per  far apprezzare lo yuan. Come convincere Pechino ad essere meno attivo nel mercato dei cambi se il Giappone inizia a  manipolare  la sua moneta? Il segretario al Tesoro, Tim Geithner, giovedi, nel corso di un’audizione dinanzi alla Commissione bancaria del Senato ha accusato la Cina  di mantenere  un tasso di cambio troppo rigido, e ha minacciato di deferire la questione al prossimo G20.

Inganno o gesto conciliante? Fin da quando Pechino aveva promesso, nel mese di giugno, di agevolare la fluttuazione della moneta, solo in questi ultimi sette giorni  lo yuan ha toccato il livello più alto di sempre, venerdì è stato quotato a  6,7172 yuan contro dollaro. Ma a Washington e Bruxelles, il verdetto è stato lo stesso: il renminbi è ancora sottovalutato. La scena monetaria internazionale ha l’aria di una veglia d’armi. Quando l’economia mondiale nel 2008 era vacillante, i principali leaders avevano promesso di non ripetere gli errori del 1930, di evitare il protezionismo e d’ intervenire  nel mercato valutario con operazioni concordate, ricordano gli analisti di Societe Generale in una nota pubblicata venerdì. Ma questo spirito di cooperazione internazionale sta scomparendo molto velocemente.

Questa atmosfera bellicosa alimenta il contesto economico e il recupero sta rallentando. Negli Stati Uniti e in Europa, la disoccupazione rimane elevata. L’arma della svalutazione competitiva è allettante per tutte le economie che cercano di stimolare la loro crescita con l’ esportazioni. Escludendo la Cina, che determina il tasso di cambio del renminbi solo sul mercato nazionale, abbassare la propria moneta non è facile.  Assente la  Svizzera, impotente nei mesi scorsi a fermare la rivalutazione del franco, nonostante massicci acquisti di euro, le valutazioni degli analisti economici sono che se ogni nazione  agisce da sola, questo non porta a nulla,  la mancanza di coordinamento degli interventi  quasi sempre sono destinati a fallire.

Le banche hanno incassato bene l’impatto di Basilea III

  Il paradosso  è che i mercati crescono. A   poco più di un settimana, niente  più paura di una riforma chiamata Basilea 3 che sembrava terrorizzare il settore. Un consolidamento della solvibilità delle banche, che temevano essere molto costosa e procurava  ansia nel settore, per il numero degli anni (9) in cui è stato spalmato permetterà di valutare bene i tempi in cui dilazionare la riorganizzazione. Lunedi, 13 settembre, dopo che i banchieri centrali e i regolatori avevano  concordato le nuove regole da adottare,  il mercato azionario ha  reagito positivamente a  queste nuove esigenze valutando i costi molto sostenuti, ma differenziati dalla copertura dei capitali che alcune banche più solide già hanno. In questa classifica le banche italiane occupano i primi posti.

Con ogni probabilità,  i mercati sono stati sollevati, come dimostra l’aumento delle azioni di Societe Generale (+4,3%),  BNP Paribas (+ 2,08%), Intesa Sanpaolo (2,3%) Unicredit dal tempo congruo concesso  per conformarsi alla nuova normativa, tanto da far dire ad alcuni economisti che è  l’ incertezza ad uccidere il mercato.

La riforma del FMI dovrebbe essere attuata al prossimo G20

Il riequilibrio di potere all’interno dell’istituzione finanziaria, per i paesi emergenti, deve essere approvato al vertice di Seoul nel mese di novembre, secondo un funzionario sudcoreano. Lentamente, ma inesorabilmente la spinosa questione degli  equilibri di potere all’interno del Fondo monetario internazionale (FMI) dovrebbe essere presto risolto, è la speranza di Sakong,  presidente della commissione incaricata di organizzare il G20 a Seoul l’ 11 e 12 novembre. A margine di una visita a Parigi, effettuata ieri venerdi, il funzionario sudcoreano ha detto che l’accordo annunciato al vertice del G20 dello scorso anno a Pittsburgh, negli Stati Uniti, dovrebbe essere approvato al vertice di Seoul, Corea del sud.

Al vertice di Pittsburgh, il G20 ha deciso di cedere il 5% dei diritti di voto dei paesi sviluppati a quelli sottorappresentati, come Cina, India e Brasile. “Questo deve essere fatto, ne va della credibilità del G20″, ha detto il funzionario sudcoreano all’International Herald Tribune. Oggi, i paesi sviluppati detengono il 57% dei voti in seno al Fondo monetario internazionale, contro il 43% nei paesi emergenti. Gli europei pesano per il 32% dei voti, e gli Stati Uniti per il 17%. La riforma, che dovrebbe dare maggior peso ai paesi emergenti in base alla loro performance economica, dovrebbe logicamente portare a un giro di poltrone nel consiglio di amministrazione del FMI, che deve essere rinnovato il 1° novembre, e questa riorganizzazione non è  gradita da tutti. Gli Stati Uniti  esercitano pressioni sull’Europa per fargli cedere alcuni dei  nove posti (su 24 che ha il consiglio).

Per le  tensioni in corso tra Usa ed Europa, il mese scorso, il segretario al Tesoro USA, Timothy Geithner, ha minacciato di non sostenere la prosecuzione della deroga per cui, dal 1992, il Consiglio di Amministrazione del FMI è composto da 24 seggi, mentre  lo statuto dell’organizzazione internazionale prevede 20 posti. “Il problema di base è che gli europei sono sovrarappresentati rispetto alla dimensione delle loro economie”, ha detto il politologo Mark S. Copelovitchdans New York Times. Da parte loro, gli europei puntano il dito contro il diritto di veto degli Stati Uniti, l’unico paese in grado di bloccare qualsiasi decisione importante, con il 17% dei voti. In effetti, una decisione che deve raccogliere l’85% dei voti per essere approvata dal consiglio di amministrazione dell’FMI, non è un lavoro facile. “La discussione attorno al veto degli Stati Uniti dovrà farsi nel futuro vertice”, ha detto Sakong, pur ammettendo che il problema non era “ufficialmente all’ordine del giorno” al vertice di Seoul. Il funzionario della Corea del Sud invita ad essere fiduciosi circa l’esito del prossimo vertice e comunque, qualsiasi cosa succeda, ha ribadito, ” qualcuno deve fare delle concessioni”.

Comportamenti di guida e patente a punti

Da un’indagine che la Fondazione ANIA  ha commissionato a Ipsos: si è scoperto che il 51% dei guidatori intervistati ammette di aver avuto un incidente a causa della propria distrazione al volante!
Tra le principali cause di incidenti indicate dagli intervistati c’è “guidare con il cellulare” (ben il 27%). Altre attività che distolgono la concentrazione dalla guida del veicolo sono: parlare con i passeggeri, cambiare stazione alla radio, utilizzare il navigatore, leggere i titoli del giornale.
Qual è il pericolo? Secondo le indicazioni della stessa Fondazione ANIA, i tempi di reazione di chi guida e contemporaneamente utilizza un dispositivo elettronico sono ridotti del 50% e la soglia di attenzione si abbassa notevolmente fino a raggiungere quella di chi guida con un tasso alcolico pari allo 0,8.

Le recenti modifiche al Codice della Strada hanno riguardato anche la tabella dei punti patente che si perdono in caso di infrazioni. Di seguito alcuni  dettagli.
Queste norme sono entrate in vigore il  13 agosto scorso. Da quanto si legge sul sito della Polizia di Stato, sezione Stradale, l’intento del legislatore è quello di rendere più graduale la differenza  dei punti cancellati tra i diversi scaglioni previsti per la stessa infrazione.
Prendiamo l’esempio del superamento del limite di velocità:
- se si supera il limite di oltre 40 km/h ma entro i 60 km/h, la decurtazione non è più di 10 punti ma di 6;
- e si supera il limite di oltre 10 km/h ma entro i 40 km/h, la decurtazione non è più di 5 punti ma di 3.

Ulteriori novità riguardano :
- Revisione della patente: è prevista per chi commette un’infrazione da almeno 5 punti alla quale seguano, nell’arco di successivi 12 mesi, altre due violazioni da almeno 5 punti ciascuna.
- Neopatentati virtuosi: questa novità vuole premiare il neopatentato nel caso in cui non commetta violazioni che prevedono decurtazione di punti; gli verrà attribuito sulla sua patente di guida un punto ogni anno, fino ad un massimo di tre.

Il sito della Polizia di Stato offre molte informazioni utili sulla patente a punti, su come conoscere il proprio saldo punti e su tutte le norme che la regolano, compresa unatabella delle penalità dei punti.

Rallenta la raccolta premi delle polizze vita

Forte calo della raccolta premi delle polizze vita, passato dal +14% di giugno scorso al +5,5% del mese di luglio, compresi i premi delle polizze emesse dalle compagnie europee operanti in Italia in liberta di stabilimento con un incasso a luglio di soli 5,3 miliardi di euro contro gli oltre 7 miliardi di giugno. Secondo l’ANIA, comunque il trend dei primi 6 mesi si attesta ad un ragguardevole più 33,8%, rispetto al 38% dei primi 6 mesi. Un rallentamento di crescita era lecito aspettarselo, quano si arriva a percentuali cosi alte. Sono 43,5 i miliardi il volume premi raggiunto dal 1 gennaio del corrente anno. Qualche effetto si è avuto  sulle società di assicurazione e riassicurazione che lamentano una sovracapacità di capitali, rispetto agli impieghi in atto. La preoccupazione forte è che se uno scenario del genere dovesse continuare, contraccolpi si avrebbero sui profitti in quanto la necessità di concludere nuovi affari porterebbe a un abbassamento del ricarico dei premi-rischio sulle polizze. 

 

Con “Solvibilità 2” nuove regole per le assicurazioni

Bruxelles ha insistentemente invitato le società d’assicurazioni a fornire  dati per affinare le misure di applicazione di questa direttiva europea. Le piccole e medie società del settore stimano troppo pesanti le condizioni imposte dalla Commissione europea. Il colpo d’avvio è stato dato lunedì 23 agosto, dall’ultimo studio che misura l’impatto della direttiva “Solvibilità 2” sul settore delle assicurazioni. Bruxelles ha chiesto alle assicurazioni di fornire, prima del mese di novembre, i dati che permettano di stabilire i “ratio” in materia di solvibilità di queste imprese.  I risultati dello studio “chiamato (Qis 5) aiuteranno la Commissione a prendere una decisione definitiva sull’ammontare di fondi propri che le imprese d’assicurazioni e di riassicurazioni dovranno detenere in virtù del nuovo regime di solvibilità, ha dichiarato in un comunicato, Michel Barnier, commissario europeo al Mercato interno. Insistendo sull’importanza di fornire dati completi, credibili e rappresentativi, il commissario ha invitato caldamente il settore assicurativo a partecipare a questa operazione. Gli uffici di Michel Barnier si aspettano che le società di assicurazioni applichino ai loro bilanci dei criteri atti a determinare l’esigenze dei capitali necessari per far fronte ai rischi che possono incontrare nel settore.” La dilazione di quattro mesi accordati dalla Commissione non è molto, non si tratta semplicemente di fornire dei semplici dati,  ma si tratta di far girare dei modelli sulla base di scenari statistici relativamente complessi” ha spiegato il direttore dell’ufficio  belga della Federazione francese delle società d’assicurazioni (FFSA), Xavier Cognat. Concretamente le compagnie dovranno ricalcolare un bilancio secondo “Solvibilità 2” a partire dai loro “bilanci compatibili” al fine di applicare le formule di calcolo richieste. Per la FFSA, che ritiene la direttiva “Solvabilità 2” troppo restrittiva per il settore, c’è comunque l’interesse delle compagnie a rispondere positivamente alla Commissione. In primo luogo perchè questi studi permettono alle imprese di prepararsi ai cambiamenti introdotti dalle nuove regole, e in secondo luogo perche serviranno di base alle modifiche che saranno portate dalla Commissione. Per Bruxelles  è fondamentale che le piccole compagnie e gli specialisti del settore partecipino all’operazione.

Previdenza e assicurazioni “Finanza & Futuro Banca S.p.A.”

Storia di una banca giovane che dal 1986 ad oggi, è attiva protagonista del mercato finanziario italiano costituita per iniziativa di Cofide, Banca di Roma e Shearson Lehman Brother.

Nel 1987 la società inizia la sua attività con il lancio del Fondo Professionale, subito seguito dal Sistema Lagest, il primo sistema di fondi no load, ovvero senza commissioni di ingresso.

Nel 1995 l’acquisizione da parte del gruppo Deutsche Bank imprime un forte impulso allo sviluppo delle competenze gestionali e all’estensione della gamma prodotti.

Nel 2001 Finanza & Futuro S.p.A. assume la denominazione sociale Deutsche Asset Management Italy S.p.A.;  Finanza & Futuro Consulenza S.p.A. diventa banca e assume la denominazione sociale di Finanza & Futuro Banca S.p.A. per offrire alla clientela servizi di banca telematica integrati a servizi finanziari e soluzioni di previdenza integrativa.

Nel 2002 Deutsche Asset Management Italy S.p.A acquisisce tre società del gruppo Zurich.  Nasce DWS Investments Italy SGR S.p.A. società di gestione del Gruppo in Italia.
 Nel 2003 Finanza & Futuro Vita S.p.A. assume la nuova denominazione sociale di DWS Vita S.p.A.,  Finanza & Futuro Banca entra a far parte della divisione Private and Business Clients di Deustche Bank S.p.A ampliando così la gamma dei prodotti e servizi bancari offerti alla propria clientela.

Nel 2004 Inizia il processo di apertura a terzi con l’ingresso di Merrill Lynch Investment Managers quale primo partner internazionale per la distribuzione di prodotti di risparmio gestito, seguita a fine anno da Fidelity Investments.

Nel 2005 I nuovi partner: Morgan Stanley, Invesco e Schroders arricchiscono la gamma di prodotti distribuita.

Nel  2006 F&F  inizia la collaborazione con il Gruppo Deutsche Bank per la distribuzione di Mutui e Conti Correnti dedicati.

Nel 2007 F&F  si rafforza  sul mercato attraverso 3 direttive di sviluppo: ampliamento della propria strategia di “open architecture” sui prodotti di investimento grazie a ulteriori nuovi partner (Anima, Fidelity, Franklin Templeton e JPMorgan); integrazione della propria gamma d’offerta per la previdenza (Anima Orizzonti); sviluppo dell’offerta di prodotti bancari (Carte di Credito Bankamericard) e di finanziamento (Mutui e Prestiti Personali Prestitempo ed Affidamenti del Gruppo Deutsche Bank per imprenditori ed aziende).

Finanza & Futuro Banca è presente in Italia con oltre 1.100 promotori finanziari organizzati in piu’ di 140 financial shop.  La società vanta una quota di mercato del 4% con circa € 7 miliardi di attività in gestione.

 

Gli hedge funds nel mercato europeo

Il Parlamento europeo ha trovato un compromesso per la libera circolazione degli hedge funds nei vari mercati nazionali. I fondi avranno  due possibili scelte: o un passaporto europeo per operare liberamente nei 27 stati o la scelta di sottostare alle regole imposte da ciascun stato in cui il fondo vuole operare. E’  una ipotesi  seria che proviene da fonti vicine a EurActive.com. Il passaporto è stato pensato dai deputati europei poiché, secondo loro, le attività alternanti della gestione monetaria hanno contribuito ad esacerbare la crisi finanziaria   

Questo passaporto esigerà dagli hedge funds e dai gestori dei fondi privati che l’adotteranno, delle regole di trasparenza. Essi otterranno così un passaporto che gli permetterà  di accedere ai mercati e agli investitori di tutto  il blocco europeo. Michel Barnier, Commissario al mercato interno e ai servizi che ha dato il proprio sostegno al lasciapassare, ha preferito questa opzione piuttosto che  forzare la mano agli hedge funds extraeuropei a registrarsi in ognuno dei 27 Stati membri.  

Nello stesso momento il passaporto europeo presenterà incontestabilmente dei vantaggi per i fondi, anche se alcune critiche affermano che questa scelta si potrà prospettare come un’avanzata in un terreno sconosciuto. Questo licenza sarà comunque amministrata da una agenzia che ancora non esiste:  l’Autorità europea del mercato finanziario (AEMF). La delibera (d’un passaporto) può potenzialmente prendere dei mesi o degli anni per partire, ma a quanto sembra non ci sono stati fonti  economiche contro questa idea. Dopo diverse settimane di fermo questo compromesso potrà sbloccare un voto su questo testo a settembre, rimettendo la questione all’ordine del giorno. Il nuovo regime potrà allora decollare da gennaio 2011.

Riunione del G20 in Corea del Sud

Oggi i 20 paesi più ricchi o cosiddetti emergenti si sono riuniti a Gwangju, in Corea del Sud, per un’analisi dell’economia mondiale e della crescita che si presenta con un ritmo più lento delle aspettative

Kim Jae-chun, Governatore aggiunto della banca centrale della Corea del Sud che copresiede l’incontro ha dichiarato che le attese  e le preoccupazione che esistevano nel mercato prima del G20 si stanno  affievolendo e che comunque che il ritmo poteva rallentare era cosa nota da circa 2 o 3 mesi. Gli scambi d’opinione si sono concentrati sulla necessità di riequilibrare in seno al consiglio di amministrazione del FMI le rappresentanze in rapporto alle forza dell’economie dei vari paesi.

I membri del G20 si sono impegnati a ottenere questo risultato nel summit di Seoul del novembre prossimo, per rivedere la ripartizione dei diritti di voto in seno al FMI, anche se il direttore aggiunto del Fondo, John Lipsky,  si è rifiutato di esprimere un giudizio in merito.

L’idea è di modificare la composizione del consiglio dei governatori del FMI, al fine di meglio riflettere i nuovi equilibri economici nel mondo. Le differenti posizioni proposte si scontrano con le reticenze degli Europei  che temono di veder ridotta la propria influenza.

 

Tagliati i rendimenti delle assicurazioni vita in Francia

La Ministra dell’Economia francese ha annunciato di voler ridurre di 3 mld di euro, nel budget 2011, i vantaggi fiscali di cui oggi beneficia il settore delle assicurazioni. In modo particolare i tagli  riguarderanno il settore vita, i contratti di solidarietà e responsabilità (malattia) e il capitale di riserva, nell’ambito  di un dimagrimento di 10 miliardi del deficit pubblico.  Le entrate  allo studio serviranno per  portare un contributo di 3,2 miliardi di risorse nuove ala Cassa degli ammortizzatori della Previdenza sociale. Gli introti dovranno essere costituiti da 3  misure diverse che peseranno sul settore delle assicurazioni in senso lato, perché è il settore che ha il maggior interesse a garantire la continuità del sistema di protezione sociale, così è stato spiegato da ambienti vicino alla Ministra dell’economia Christine Lagarde.

La prima misura sarà presente nel Progetto di legge finanziaria che vedrà la luce alla fine di settembre al Consiglio dei Ministri e riguarderà la assicurazione vita, l’investimento preferito dai Francesi. Interesserà dei contratti chiamati multi-supporto e comprendono una parte in euro a capitale garantito e investiti in obbligazioni e un’altra parte in unità di conto (quasi sempre investiti in azioni). Fin qui i prelievi sociali (contribuzione sociale generale e contributi per la riduzione del deficit sociale) venivano effettuati solo alla fine del contratto multi-supporto. Il cambiamento sta nel prelevare anticipatamente ogni anno l’importo su tutto il  dovuto.

 

La seconda misura riguarda i contratti di solidarietà e responsabilità dell’assicurazione malattia sia quella totale che quelli  a copertura parziale e complementare. Il lancio, nel 2005, fu effettuato con uno esonero della tassa sui contratti  d’assicurazione per permettere uno sviluppo rapido. Ora che questo è avvenuto, non vi è più bisogno di un incentivo fiscale così forte, per cui saranno assoggettati alla tassa sui contratti d’assicurazione con un aliquota ridotta del 3,5%, anziché con  tassa normale del 7%. Questo sempre secondo ambienti del Ministero dell’Economia.

Infine, l’ultima misura porterà una tassa sul capitale di riserva, che gli assicuratori sono tenuti a costituire per ammortizzare le fluttuazioni dei tassi d’interesse. Ognuno di queste tre misure dovrà contribuire con un miliardo di euro di nuovi introiti nel 2011.