Manovra finanziaria, possibile tassa sulle Assicurazioni

Quando uno meno se lo aspetta il colpo arriva. Infatti nella manovra allo studio del Governo e che nella prossima settimana dovrebbe approdare in Parlamento, secondo notizie da fonte Asca,  il Ministro dell’economia nella riunione che si e’ tenuta nel primo pomeriggio a Palazzo Madama con i parlamentari del Partito della libertà, avrebbe fatto intravedere una disponibilità a valutare  una limatura  dei ricavi delle Assicurazioni effettuando un taglio sulle deduzioni delle perdite.

Il ragionamento viene fuori dal fatto che comunque tutte le strade possibili di ritocchi da intraprendere devono vedere il saldo invariato. Impossibile aumentare la tassazione sulle banche, anche perché, in ragionamenti fatti a livello europeo, la possibilità di applicazione di tasse, se non sulle banche è probabile che si avranno sulle transazioni finanziarie, per cui poiché il discorso effettuato dal capo del MEF sarebbe stato: ”Leggo di asimmetrie sulle tariffe assicurative rispetto alla media europea. Se c’e’ una proposta sulle assicurazioni – avrebbe replicato – sono disposto a prenderla in esame”. Già oggi le critiche sui premi pagati dagli Italiani sono forti perché superiori di 4/5 punti al livello medio europeo, domani se la manovra dovesse andare in porto, anche le speranze di riduzioni potrebbero andare in fumo.

Migliora la raccolta premi nell’Assicurazione Vita

Nel primi cinque mesi dell’anno, si apprende da fonte Ania, che la raccolta premi totale è stata pari a € 35,0 mld con una crescita del 45,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

 I premi relativi a nuove polizze sulla vita sono ammontati € 5,5 mld, in crescita del 14,6% rispetto allo stesso mese del 2009. In maggio, con circa il 78% del totale premi, l’attività di raccolta delle imprese italiane per nuove polizze è avvenuta prevalentemente attraverso il canale bancario e postale: con premi pari a 4,3 mld, si è registrata una crescita del 35,8% rispetto allo stesso mese del 2009. Da gennaio questo canale ha raccolto premi pari a € 23,7 mld, con un aumento del 45,1%. Con circa € 600 mln di nuovi premi raccolti, anche nel canale agenti si è registrata una crescita (+17,7% rispetto a maggio 2009); da inizio anno la nuova produzione vita degli agenti ha superato € 3 mld, aumentando del 30% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Stesso trend positivo si registra nella vendita diretta (agenzie in economia): includendo la raccolta premi di maggio (€ 134 mln) questo canale, nei primi cinque mesi, ha raggiunto € 691 mln, con un aumento del 16,0% rispetto al medesimo periodo del 2009. A fronte di € 507 mln raccolti nel mese di maggio, i promotori finanziari fanno registrare una contrazione di oltre il 50% rispetto allo stesso mese del 2009; da inizio anno la variazione dei nuovi premi rimane comunque positiva (+64,5% rispetto allo stesso periodo del 2009) con premi che hanno raggiunto € 4,3 mld.  Nel mese di maggio si conferma in ripresa la raccolta premi per le nuove polizze “linked”: quelle unit, con circa € 900 mln di premi sono triplicate, mentre quelle index con oltre € 400 mln, rimangono a livelli molto elevati rispetto alla nuova produzione di maggio del 2009. I premi/contributi per nuove adesioni a forme pensionistiche individuali, inclusi quelli relativi ai contratti PIP, sono ammontati da inizio anno a oltre € 200 mln, in crescita del 37,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L’importo medio dei premi unici è stato di circa € 31.000, quello dei premi annui e ricorrenti, rispettivamente, pari a circa € 1.000 e € 4.000. Probabilmente anche in Italia, le preoccupazione per una insufficiente copertura pensionistica nell’età avanzata sta facendo breccia nei futuri pensionandi.

Contratti di finanziamento e Polizze assicurative accessorie

Quando si acquistano beni e servizi, soprattutto in grandi centri commerciali, ma non solo, spesso questi acquisti sono legati a polizze assicurative accessorie  per il finanziamento erogato al cliente a saldo bene per la parte venditrice, mentre all’acquirente rimangono poi le rate da pagare alla finanziaria erogatrice del prestito. E’ buona norma, secondo il regolamento ISVAP, che è l’Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni private, di controllare se il servizio offerto è fornito da intermediari, regolarmente iscritta  nel Registro delle intermediazione assicurative. In quanto  ai sensi del Regolamento è qualificata come attività di intermediazione assicurativa quella di cui all’art. 2, lett. d), del Regolamento medesimo anche quando abbia ad oggetto coperture assicurative abbinate alla vendita di beni o alla prestazione di servizi, forniti a titolo di attività principale. Questa registrazione non riguarda coloro che, nella qualità di commessi ai sensi dell’art. 2210 c.c., offrano, all’interno di esercizi commerciali in cui i beni o i servizi sono acquistati e sulla base di convenzioni stipulate con una compagnia di assicurazioni, coperture assicurative accessorie a detti beni o servizi e tipiche dei contratti di credito al consumo. Ciò considerato che costoro ordinariamente svolgono mansioni ritenute dalla giurisprudenza meramente esecutive e prive di contenuto negoziale. Dovranno invece i  essere iscritti nel registro, in quanto collaboratori di intermediari  già regolarmente iscritti, gli addetti all’attività di intermediazione assicurativaall’interno dei singoli punti di vendita, muniti di procura che ne definisca lo status, assoggettandoli alla responsabilità dell’intermediario committente.

In questi casi, per quanto concerne l’informativa precontrattuale da fornire all’acquirente – consumatore, l’intermediario dovrà predisporre e l’addetto all’attività di intermediazione nel punto vendita distribuire ai commessi, una nota sinteticamente illustrativa delle caratteristiche della copertura assicurativa accessoria al bene o servizio offerto al cliente, in modo che quest’ultimo, ricevendola in consegna, possa averne conoscenza in fase prenegoziale. La nota illustrativa da mettere a disposizione del cliente dovrà riguardare unicamente le

predette coperture, restando inteso che ogni ulteriore e più approfondita informazione potrà essere fornita esclusivamente dall’addetto all’attività di intermediazione all’interno del punto-vendita.

 

Risparmiare sulla polizza RCA evitando incidenti

Primo imperativo mantenere le distanze!
Capita spesso  di vedere sulle nostre strade,  auto “incollate” al retrotreno del veicolo che precede. Questo malcostume è troppo spesso causa  d’incidenti, che, quando accadono, possono essere molto gravi. Questo cattivo comportamento viene sanzionato dal Codice della strada e il mancato rispetto della distanza di sicurezza, che è una delle cause d’ incidente più frequenti, è sancita anche dal meccanismo della patente a punti. Ecco un esempio: 
- in caso di collisione, non osservare la distanza di sicurezza può costare almeno 3 punti della patente; 
- nel caso in cui siano provocati gravi danni ai veicoli, i punti detratti diventano 5; 
- infine, se l’incidente ha provocato lesioni fisiche gravi,  i punti detratti sono 8. 
Il responsabile viene anche multato (sono previsti importi differenziati per ognuno dei casi esposti) e per i neopatentati la quantità di punti detratti aumenta.

Nonostante questo deterrente, purtroppo, ancora oggi sono in molti a non rispettare le distanze ed a stare molto vicini all’auto che precede.
Il Codice della Strada non stabilisce con esattezza lo spazio che deve separare la nostra auto da quella che ci precede; il regolamento di esecuzione dell’art.149  indica però l’importanza di molte variabili: come lo stato del manto stradale, il peso e le condizioni della vettura frenante ed i riflessi di chi guida.  Inoltre, il testo stesso dell’art.149 prescrive chiaramente di mantenere “una distanza di sicurezza tale che sia garantito in ogni caso l’arresto tempestivo e siano evitate collisioni”.
Calcoli a parte, è bene ricordare costantemente che “mantenere le distanze” sulla strada può salvare la nostra vita e quella degli altri!

Ugf Assicurazioni

Fondata il 1 febbraio 2009 con la fusione di due compagnie  consolidate come Aurora Assicurazioni ed Unipol Assicurazioni – compagnie appartenenti ad Unipol Gruppo Finanziario,  UGF Assicurazioni rappresenta oggi una delle compagnie assicurative ai vertici del mercato italiano, con una raccolta premi di 5,5 miliardi di euro.

 

 Attraverso i marchi di divisione Aurora ed Unipol, 2300 collaboratori ed una rete di oltre 1650 agenzie su tutto il territorio nazionale, UGF Assicurazioni propone una gamma completa ed innovativa di soluzioni per la persona, le famiglie, e le aziende. E in più, grazie ad una strategia di offerta integrata posta in essere da Unipol Gruppo Finanziario, i clienti UGF Assicurazioni possono  soddisfare tutte le proprie esigenze assicurative, bancarie e finanziarie.  Inoltre  con una serie di prodotti evoluti, servizi al passo coi tempi, personale specializzato, riesce a coprire qualsiasi esigenza di protezione: dall’abitazione alla salute, dall’azienda agli investimenti, dall’auto alla previdenza.
 Il  Gruppo Finanziario Unipol, holding di partecipazioni e servizi di cui UGF Assicurazioni è parte, è quotato in Borsa e risulta operativo dal primo settembre 2007. Il Gruppo è il risultato del processo di riorganizzazione intrapreso alla fine del 2006, che ha portato alla separazione delle funzioni di holding da quelle operative delle società controllate. Unipol Gruppo Finanziario è presente sia nel comparto dei servizi assicurativi, dove figura al terzo posto tra i gruppi del mercato italiano, che in quello dei servizi bancari, nel quale opera con il Gruppo Bancario UGF Banca. Questa  sinergia,  tra assicurazione e banca, permette alla Compagnia di offrire prodotti e servizi realmente integrati che possono rispondere in modo completo alle esigenze della clientela

Pro-memoria RCA risarcimento diretto

*  Dal 1° febbraio 2007, per un incidente con un altro veicolo per danni alle cose trasportate di  proprietà, al veicolo e/o lesioni non gravi alla persona e con parziale o nessuna  responsabilità bisogna rivolgersi direttamente alla propria assicurazione che è tenuta a risarcire il danno.

*  Ci si può rivolgere alla propria assicurazione solo in caso di coinvolgimenti di soli  2  veicoli entrambi identificati, assicurati ed immatricolati in Italia. Se uno dei due veicoli (o entrambi) è un ciclomotore, deve essere targato secondo il nuovo regime entrato in vigore il 14/07/ 2006. La nuova procedura di risarcimento diretto si applica quindi a tutti i ciclomotori immessi in circolazione da questa data , mentre a quelli già in circolazione a questa data,  si applica soltanto se abbiano volontariamente aderito al nuovo regime. Se oltre alle cose trasportate ed al veicolo ci sono danni fisici, deve trattarsi di lesioni non gravi, cioè con invalidità permanente non superiore al 9%. La procedura di risarcimento diretto si applica anche se sul proprio o sull’altro veicolo coinvolto sono presenti, oltre ai conducenti, altre persone che hanno subìto lesioni anche gravi (cioè  con invalidità permanente superiore al 9%).

* Negli altri casi bisogna rivolgersi all’assicurazione del veicolo che si ritiene responsabile, in tutto o in parte, dell’incidente.
* La richiesta di risarcimento può essere consegnata a mano alla propria assicurazione o  inviata a mezzo lettera raccomandata a.r. o a mezzo telegramma o posta elettronica certificata se prevista da contratto.

* La propria Assicurazione è obbligata a formulare un’offerta di risarcimento entro 60 giorni dal ricevimento della richiesta per i danni alle cose o al veicolo ed entro 90 giorni per i danni alla persona. Il termine di 60 giorni si riduce a 30 giorni se è stato sottoscritto da entrambi le parti il modulo di constatazione amichevole (C.A.I.).
Per questo è molto importante che la richiesta di risarcimento sia completa di tutti gli elementi richiesti dalla legge. Per preparare la richiesta ci si può rivolgere alla propria agenzia assicuratrice che è tenuta ad offrire  l’assistenza necessaria anche ai fini della quantificazione dei danni alle cose ed al veicolo. Se la richiesta è incompleta di qualche elemento essenziale, l’agenzia d’assicurazione è  tenuta ad informare l’assicurato richiedendo  l’integrazione mancante.

* Se si dichiara di accettare la somma  offerta, la liquidazione del danno deve avvenire entro 15 giorni. Se non si raggiunge l’accordo con la propria assicurazione si  potrà sempre adire le vie legali. Al di fuori di questi casi, il danneggiato dovrà richiedere il risarcimento all’assicurazione del veicolo responsabile. In caso di sinistro con veicolo non assicurato o non identificato la richiesta dovrà essere rivolta al Fondo di garanzia per le vittime della strada presso la Consap. Nel caso di sinistro con veicoli esteri all’Ufficio Centrale Italiano.

 

Fondi pensione integrativi

 Oggi è stata presentata la relazione annuale sull’attività del 2009 della COVIP, Commissione di Vigilanza sui fondi pensione. Poche le novità economiche contenute nella relazione, molte le conferme delle difficoltà che l’economia italiana ha vissuto nel corso dell’anno. La caduta del commercio mondiale, i riflessi sulla nostra economia e la flessione dell’attività produttiva sono  risultate rilevanti sul piano sociale, i suoi riflessi negativi sono stati contenuti da una rete di ammortizzatori opportunamente estesa. Nel 2009 il PIL è diminuito del 5%; nella media dello stesso anno il reddito delle famiglie è calato in termini reali del 2,5%.  Le perturbazioni che hanno investito la finanza internazionale hanno prodotto effetti ridotti sul sistema finanziario nazionale. La sua solidità, le iniziative di rafforzamento patrimoniale hanno evitato interventi pubblici significativi. Nel 2009, l’andamento dei mercati mobiliari ha consentito ai fondi pensione italiani di compensare gran parte delle minusvalenze registrate nell’anno precedente.  A fine 2009 le risorse delle forme pensionistiche complementari ammontavano a 73 miliardi di euro, con un incremento, rispetto a dicembre 2008, di circa 11,6 miliardi. La crescita è riconducibile per poco meno di 7,3  miliardi al saldo positivo fra contributi comprensivi di TFR (11,1) e prestazioni (3,8) e per 4,3 miliardi ai risultati della gestione finanziaria. Si stima che a fine marzo scorso le risorse abbiano raggiunto i 75 miliardi di euro. Il  recupero delle quotazioni ha portato, a fine anno, a risultati di gestione positivi in tutte le tipologie di fondi: 8,5 per cento per i negoziali, 11,3 per quelli aperti, 16,3 per i PIP nuovi, confermando la sostanziale tenuta, già sottolineata lo scorso anno. Nei primi tre mesi dell’anno in corso i rendimenti sono stati ancora positivi: di 2,0 punti per i fondi negoziali, di 2,7 per quelli aperti, di 4,1 per i PIP nuovi. Un risultato cui contribuiscono un ordinamento prudente e un valido sistema di controllo degl’investimenti.

 Peraltro, se si considera il biennio 2008-2009, nonostante i recuperi realizzati, solo per i fondi negoziali il risultato è positivo, pari all’1,7% , pur se inferiore al tasso di rivalutazione del TFR (4,7%); restano ancora negativi i rendimenti dei fondi pensione aperti e dei PIP. Le differenze nei rendimenti, oltre che dai costi di gestione, dipendono dalle scelte di investimento effettuate dalle diverse forme pensionistiche e da quelle di riposizionamento dei gestori rispetto alla composizione del portafoglio. Ha inciso anche il basso livello dei tassi dei titoli obbligazionari.  Le difficoltà che hanno caratterizzato negli scorsi mesi alcuni paesi dell’Eurozona hanno avuto un impatto limitato sulle esposizioni dei fondi pensione. Al 30 aprile u.s. l’esposizione media dei maggiori fondi pensione era attestata, per l’insieme dei 4 paesi principalmente interessati, al 3% del patrimonio e a poco più del 4% del portafoglio obbligazionario. A livello internazionale, rispetto ad altre tipologie d’ intermediari, le forme previdenziali hanno risentito in misura più contenuta degli effetti della crisi finanziaria. Nei vari paesi dell’OCSE i rendimenti negativi registrati nel 2008 dai fondi pensione erano oscillati intorno al 20%  in relazione al diverso peso della componente azionaria nel portafoglio. Le linee obbligazionarie avevano risentito dell’abbassamento dei tassi di interesse. Gli effetti sulle prestazioni pensionistiche e sulle posizioni individuali sono risultati differenti in relazione alle diverse forme pensionistiche offerte. Gli aderenti con un’esposizione azionaria di rilievo che hanno lasciato il lavoro nel 2008 e nei primi mesi del 2009 hanno ricevuto una prestazione pensionistica ridimensionata rispetto a quella possibile prima della crisi. Nei sistemi pensionistici complementari a contribuzione definita sono state adottate misure atte a contenere i riflessi della crisi sui lavoratori prossimi al pensionamento, dando loro la possibilità di rinviare il momento dell’erogazione della prestazione. Nei sistemi a prestazione definita sono stati realizzati piani di riequilibrio. L’inversione di tendenza registrata nei mercati finanziari a partire dal secondo trimestre del 2009 ha consentito, in misura differente da paese a paese, un recupero medio di oltre la metà della riduzione registrata nell’anno precedente; con riferimento al biennio 2008-2009, permangono valori negativi in via di ridimensionamento. La revisione dei coefficienti di trasformazione in rendita del montante dei contributi, il periodico adeguamento alla speranza di vita dei requisiti per l’accesso al trattamento pensionistico, l’incremento dell’età di pensionamento per le lavoratrici nel pubblico impiego, il nuovo sistema “a scorrimento” che rimodula le “finestre” di uscita dal lavoro consentono un più stretto collegamento tra età anagrafica, prestazione pensionistica e contributi, finalizzato a garantire la sostenibilità del sistema pensionistico nel tempo. Le conseguenze dei provvedimenti indicati sul grado di copertura pensionistica assicurato dal sistema pubblico sono, a livello individuale, di difficile valutazione dipendendo da variabili non tutte esattamente quantificabili. In prospettiva le pensioni erogate dal settore pubblico risentiranno anche della caduta del PIL registrata nel biennio 2008-2009, pari a 6,3 punti percentuali; una flessione che, per il meccanismo della rivalutazione del montante dei contributi da trasformare in rendita, inciderà negativamente sulle rendite pensionistiche. Lo stato attuale delle adesioni non è soddisfacente: poco più del 20% dei lavoratori dipendenti e autonomi è iscritto a una forma pensionistica di secondo pilastro. Sono fuori milioni di lavoratori: le iniziative per estendere il sistema al pubblico impiego languono; il lavoro domestico e di supporto agli anziani non è stato  neppure investito del problema; nelle piccole e medie imprese le adesioni sono marginali; la distribuzione degli aderenti per genere e/o aree geografiche registra non pochi punti deboli. Per il rilancio delle adesioni il ruolo delle parti sociali resta fondamentale. Il percorso che conduce all’obiettivo di una previdenza complementare pienamente diffusa è ancora lungo e difficile. Il traguardo di grande rilevanza sociale è quello di assicurare agli anziani di poter vivere dignitosamente un tratto della loro esistenza particolarmente bisognoso di sostegno.

Pro-memoria per Assicurazioni auto (RCA)

Dal regolamento dell’ISVAP,  Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private, che è l’Autorità indipendente che vigila nei confronti delle imprese di assicurazione e riassicurazione, degli agenti e dei broker e di tutti gli altri soggetti sottoposti alla legge sulle assicurazioni private, si evincono alcune notizie, che spesso chi sottoscrive un’assicurazione sottovaluta.

In prima nota bisogna ricordare che l’ISVAP ha anche il compito di raccogliere i reclami presentati nei confronti delle imprese assicurative, di agevolare la corretta esecuzione dei contratti e di facilitare la soluzione delle questioni che gli vengono sottoposte intervenendo nei confronti dei soggetti vigilati.

In seconda nota bisogna ricordare che la compagnia (come anche l’assicurato) è libera di dare disdetta alla scadenza annuale, ma è obbligata a dare una nuova copertura se il contraente, dopo aver ricevuto la disdetta, chieda di assicurarsi nuovamente presso di essa.

Prima di sottoscrivere un contratto r.c. auto, bisogna bene sapere che le coperture RCA non sono tutte uguali e che presso le sedi delle società e con rapide consultazioni dei relativi siti internet,  sono pubblicate le note informative e le condizioni contrattuali, più adatte alle proprie esigenze. La valutazione della convenienza del prodotto deve tener conto non solo del premio di tariffa, ma anche dei massimali di garanzia r.c. auto e delle condizioni contrattuali, con particolare riferimento alle clausole di franchigia, esclusione e rivalsa.

Prestare  attenzione alle garanzie accessorie alla r.c. auto quali le garanzie incendio, furto, atti vandalici, tutela giudiziaria, assistenza, ecc., che sono oggetto di tariffazione e tassazione separate dalla RCA, anche se solitamente prestate insieme ad essa. Qualora previste, è facoltà dell’assicuratore inserire nella

comunicazione che deve trasmettere al contraente almeno 30 giorni prima della scadenza annuale del contratto, una tabella riportante le garanzie accessorie (Furto, Incendio, Cristalli, Assistenza) con indicazione per ognuna di esse del premio e del massimale relativi sia all’annualità precedente che all’annualità in corso.

Il contraente della polizza può essere una persona diversa dal proprietario del veicolo assicurato,ma bisogna ricordare che comunque  la classe di bonus-malus indicata sull’attestato si riferisce al proprietario del veicolo e non al contraente. Il contraente può essere diverso da un’ annualità all’altra e può utilizzare la classe bonus-malus del proprietario del veicolo, purché questi rimanga invariato.

Pro-memoria per il bonus-malus che è  il sistema prevalente di tariffa utilizzato per autovetture, motocicli e ciclomotori, dove la variazione in aumento o in diminuzione del premio ad ogni scadenza annuale è correlata alla condotta di guida del proprietario nel tempo, mediante l’assegnazione del contratto ad una categoria (classe di merito) che migliora in assenza e peggiora in presenza di sinistri provocati anche solo in concorso di colpa, durante un periodo di tempo denominato “periodo di osservazione”. In caso di polizza stipulata per la prima annualità, il periodo di osservazione inizia dal giorno della decorrenza della copertura e termina sessanta giorni prima della scadenza annuale. Per le annualità successive (quindi in caso di rinnovo presso lo stesso assicuratore) il periodo di osservazione inizia due mesi prima della decorrenza del rinnovo e termina due mesi prima della scadenza annuale. L’evoluzione della classe di merito avviene in base a una scala di valutazione elaborata autonomamente da ciascuna compagnia (cd. Classi di merito “interne”). Al fine di garantire comparabilità tra i diversi sistemi adottati dalle imprese l’ISVAP ha istituito la classe di merito di conversione universale – CU ed ha prescritto che l’attestato di rischio indichi entrambe le classi di merito, quella “interna” e la corrispondente classe di conversione universale – CU.

Il veicolo assicurato per la prima volta dopo l’immatricolazione o dopo il passaggio di proprietà (voltura al PRA, acquisto per i ciclomotori), è assegnato alla classe di conversione CU 14. Se però il passaggio di proprietà avviene tra coniugi in comunione di beni o da una pluralità di intestatari ad uno soltanto di essi, l’assicuratore (lo stesso o anche un altro) è tenuto a riconoscere la classe CU già maturata sul veicolo.

 

Frodi alle assicurazioni

In questi  giorni fioccano sui giornali articoli  contro le compagnie d’Assicurazioni che fanno pagare agli automobisti italiani premi che sono all’incirca il doppio rispetto agli altri paesi europei. L’ANIA risponde che a fronte di circa 19 miliardi di €, incassati dalle varie compagnie sono diversi i fattori  che poi incidono sulla redditività aziendale.  A fronte di un costo polizza medio di 950 € a famiglia per auto, ci sono le varie difficoltà dovute allo scarso utilizzo da parte degli automobilisti sinistrati della possibilità di gestire i danni con il risarcimento diretto e riparazione in officine convenzionate con le Compagnie. C’è poi l’aumento delle frodi, grandi o piccole  ai danni delle compagnie, concentrate soprattutto al Sud Italia.

 

 A fronte di un dato medio  riscontrato, nelle varie visite ispettive dell’ISVAP, dell’8,6% a livello nazionale, in provincia di Caserta si raggiunge  il 12,2%, l’11,4% in provincia di Napoli e l’8,9% in provincia di Foggia. Va precisato che nel Sud-Italia ci sono anche provincie più virtuose, con medie più basse del livello nazionale, ad es.: l’1,6% di Caltanissetta, l’1,3% di Trapani e l’1,1% di Campobasso. Un altro dato segnalato dall’ISVAP è che rispetto al 10% della media europea di danni alle persone negli incidenti stradali, l’Italia ha una media in crescendo dal 20,4% del 2007 al 21,6 del 2008, con trend crescente confermato anche nel 2009. Si tratta di pratiche che poi si chiuduno con percentuali bassissime d’invalidità 1° o  2% nel 70% dei casi. Le imprese comunque hanno uno esborso di circa 1,5 mld di € all’anno, che rappresenta il 10% dei costi totali della RCA.

Nuovo fondo italiano d’investimento

E’ stata costituita il 18 marzo 2010 la Società di Gestione del Fondo Italiano di Investimento, partecipata dal Dipartimento del Tesoro. La società è stata presentata dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti, dal Direttore Generale del Tesoro, Vittorio Grilli, e dai vertici di Abi, CDP, Monte dei Paschi di Siena, Confindustria, Intesa Sanpaolo e Unicredit Group. La società avrà sede a Milano.

 

Lo scopo di questa nuovo fondo che dovrebbe partire operativamente con la fine dell’anno è l’ingresso diretto nel capitale delle PMI con capitale superiore ai 20/30 milioni di € e compartecipazione di altri fondi  specializzati con fornitura di “Conoscenze tecniche in grado di aiutare lo Start-up” Per questo è prevista un’operatività diretta anche tramite strumenti di finanziamenti convertibili subordinati e prestiti partecipativi.  Un’altra strada e la partecipazione in fondi già esistenti che condividano il regolamento e gli obbiettivi del Fondo Italiano d’Investimento.Il fondo opererà in un ottica di medio periodo e soprattutto in 4 modi complementari.

Costituzione di una SGR per la gestione di un fondo chiuso con dotazione iniziale di 1 miliardo di euro,che potrebbe poi specializzarsi per comparti o aree  Durata  complessiva fino a 15 anni 5 anni per la fase di investimento più 1 anno di estensione,7 per la fase di disinvestimento più 2 anni di estensione. Il Target è rivolto verso Imprese italiane in fase di sviluppo e con ambizioni di crescita interna ed esterna con un fatturato compreso tra 10 e 100 milioni di euro.

Il potenziale è di circa 15000 imprese, di cui 10000 manifatturiere.

Rischio assumibile dal Fondo tendenzialmente inferiore a quello medio degli altri fondi Rischio finanziario: contenuto (ad es. no operazioni di leveraged   buy out e moderato ricorso ad altre operazioni a leva quali management buy out  o  family buy out).

Rischio industriale: anche superiore a quello medio, in considerazione della maggiore durata dell’investimento (ove necessario per la realizzazione del progetto industriale). Si ipotizza un holding period medio di 7 anni investimento anche in settori maturi a minore crescita prospettica e maggiore flessibilità nella strutturazione dell’exit .

Modalità di intervento  : Flessibilità di impiego del patrimonio del Fondo attraverso i seguenti strumenti:Investimento diretto,  Coinvestimento,  Strumenti flessibili, Fondo di fondi.

Obiettivo istituzionale di poter operare in modo significativo con interventi diretti per supportare lo sviluppo di aziende, anche in una logica di favorire aggregazioni

Necessità di realizzare rapidamente gli investimenti e rendere economicamente sostenibile la struttura del Fondo (attraverso un dimensionamento non eccessivo) potranno far esaminare schemi di asset allocation più efficienti (ad es. investimento indiretto come Fondo di fondi).

 

 

QIS5 nuove regole europee di vigilanza per le assicurazioni

Finalmente  la Commisione Europea ha pubblicato il 15 aprile 2010 la proposta  denominata QIS5 per Il Quinto Studio di Impatto quantitativo,  e questo  studio dovrebbe essere l’ultimo atto ufficiale della  commissione effettuata con il sostegno del CEIOPS che le assicurazioni possono utilizzare per determinare il loro futuro sui requisiti base di solvibilità  prima che il nuovo sistema di vigilanza vada in vigore. Le aziende hanno avuto tempo fino al 20 maggio 2010 per presentare eventuali osservazioni sulla proposta.  I risultati dello studio di impatto quantitativo scorso, QIS4, dimostrano la necessità di ulteriori aggiustamenti, sia  per la taratura dei singoli parametri che per alcuni aspetti di base della formula. La crisi finanziaria ha dato all’Autorità di Vigilanza motivo di ritenere che i requisiti patrimoniali devono essere più stringenti e Il CEIOPS ha presentato numerose proposte in tal senso alla Commissione Europea  della Procedura Lamfalussy. A monte vi è stato una consultazione dettagliata alle Nazioni Unite, dove le parti interessante, oltre 100, hanno presentato 30.000 commenti. La proposta ora pubblicata dalla Commissione  Europea differisce in molti Aspetti dalle Proposte CEIOPS In seguito alle ultime 3  ondate di bandi di Consulenza (nella calibrazione della formula standard e la curva dei tassi d’interesse utilizzato per valutare le Riserve Tecniche ). La Commissione  condivide le preoccupazioni del settore perchè l’adozione delle proposte porterebbe direttamente in sede di discussione alle Nazioni Unite un aumento spropositato dei requisiti patrimoniali e ha gia annunciato che avrebbe proposto ulteriori aggiustamenti per essere preparati nel corso della fase di consultazione.

Utilizzando la formula standard secondo QIS5 i risultati con i parametri delle Nazioni Unite con certo livello di fondi propri è di limitare Il Rischio di insolvenza. L’Approccio Europeo standard è progettato per riflettere l’Intero Spettro di Rischio di Una Società di Assicurazione. Sulla introduzione delle nuove Regole di Vigilanza, gli assicuratori dovranno determinare il proprio  requisito patrimoniale di solvibilità (SCR), utilizzando la formula standard o modello delle Nazioni Unite Interno che sarà soggetta ad approvazione da parte delle Autorità di Vigilanza competenti, secondo la Direttiva Solvibilità II, L ‘agente di Rischio gli assicuratori dovranno valutarlo sulla base del Value-at-Risk delle Nazioni Unite con Livello di confidenza del 99,5% su dodici mesi period.2 solvibilità Consulting Knowledge Serie 1.

Munich Re

La Münchener Rückversicherungs-Gesellschaft (Munich Re), ha sede a Monaco di Baviera ed è la maggiore compagnia di riassicurazione del mondo. Del gruppo fa parte anche la controllata ERGO, che esercita l’assicurazione diretta. Ha un patrimonio netto che ammonta a 22,3 mld di €, i premi consolidati (premi lordi contabilizzati) hanno raggiunto i 41,4 mld di € con un risultato consolidato positivo di 2,564 mld di € (dati del bilancio 2009). Fondata nel 1880 da Carl von Thieme, originario di Erfurt, che restò alla guida della compagnia fino al 1921,  Munich Re divenne famosa in occasione del terremoto di San Francisco del 1906; fu infatti l’unica compagnia che riuscì a rimanere solvibile dopo aver liquidato tutti i danni. Oltre alla riassicurazione, Munich Re esercita anche l’assicurazione diretta attraverso il gruppo ERGO nonché l’asset management dal 1999 per mezzo di MEAG (MUNICH ERGO AssetManagement GmbH).  Ha circa 5.000 clienti (compagnie assicuratrici) in 150 Paesi, di cui assume parte dei rischi e che supporta anche nel ruolo di consulente a tutto campo negli affari assicurativi. Oltre alla sede di Monaco di Baviera, Munich Re conta più di 50 filiali nel mondo. La riassicurazione viene esercitata soprattutto nei rami vita, malattia, responsabilità civile, infortuni, auto, trasporti/aeronautica, rischi spaziali, incendio e rischi tecnologici.

La controllata ERGO è il principale fornitore di assicurazioni di Munich Re e offre tutti i tipi di coperture vita e malattia, nonché le principali garanzie nei rami danni e infortuni. ERGO è presente, oltre che in Germania, in più di 30 Paesi nel mondo e conta ca. 40 milioni di clienti. Del gruppo ERGO fanno parte tra l’altro le controllate assicurative D.A.S., DKV, Europäische Reiseversicherung AG e la società di servizi informatici ITERGO. Con un volume premi lordi contabilizzati pari a 17,5 mld di € nel 2009, ERGO si colloca al secondo posto nel ranking delle compagnie assicuratrici in Germania, alle spalle di Allianz AG. Asset Management  Fondata nel 1999, MEAG – MUNICH ERGO AssetManagement GmbH si occupa di amministrare e sviluppare gli investimenti di Munich Re e di ERGO, nonché di terzi.

Gestisce parallelamente oltre 50 fondi di investimento per conto di assicurati e investitori sia privati che istituzionali. Il patrimonio totale gestito da MEAG ammonta a ca. 191 mld di € (al 30 settembre 2009). Le azioni sono al 100% in mano ad un azionariato diffuso, con ca. 128.000 azionisti (febbraio 2009). L’azionariato si compone come segue:

  • investitori istituzionali (78,3%)
  • investitori privati (8,9%)
  • società d’investimento (11,4%)
  • compagnie assicuratrici (1,2%)
  • banche (0,2%)

Gli azionisti si trovano principalmente in Germania (31,0%), nel resto d’Europa (ca. 27,3%),in Gran Bretagna (ca. 27,3%), e in Nordamerica (ca. 23,0%)  Con un organico al 31/12/2009 di 47.249 unità la Munich Re è una moderna compagnia di assicurazione e riassicurazione che ha fondato la sua azione su tre pilastri: l’assicurazione primaria, la riassicurazione e  la salute come terzo pilastro per le sfide del mercato sanitario mondiale. Con  sullo sfondo un contesto di mercato difficile, la società ha proposto  il pagamento di un dividendo di € 5,75, in crescita di 0,25 cent € rispetto all’anno precedente,

 Uno dei successi particolare dell’esercizio scorso è stata l’acquisizione di Hartford Steam Boiler Group, che  ha permesso di migliorare la posizione già forte nel settore delle assicurazioni d’ ingegneria. Nel campo delle attività di assicurazione diretta, la ERGO ha più che raddoppiato l’utile nel 2009 rispetto all’anno precedente, soprattutto grazie al forte crescita della sua attività internazionale in primis in Turchia e in Europa orientale.