Coperture assicurative e trasporto di animali

Nel trasporto in auto di animali,  un articolo specifico il nr.169 al comma 6 sembra affidare la modalità del trasporto al buon senso del padrone: “è vietato il trasporto di animali domestici in numero superiore a uno e comunque in condizioni da costituire impedimento o pericolo per la guida”.
In breve: possiamo caricare un solo animale in auto e non siamo tenuti a metterlo in un punto preciso dell’abitacolo né in apposite gabbie o dietro reti speciali, l’importante è che non costituisca elemento di disturbo o addirittura di pericolo per la nostra guida.

Ad esempio, se il nostro cane è tranquillo, potrà viaggiare liberamente sul sedile posteriore. Se, invece, dobbiamo trasportare un gatto, è meglio frenare il suo istinto esploratore tenendolo dentro la sua apposita gabbia. In caso di trasporto di 2 o più animali, lo stesso art. 169 permette di farlo, ma ad una precisa condizione: “purché custoditi in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete od altro analogo mezzo idoneo che, se installati in via permanente, devono essere autorizzati dal competente ufficio provinciale della Direzione generale della M.C.T.C.”
Due animali hanno maggiore probabilità di disturbare il guidatore perciò, per la loro e la nostra incolumità, è meglio farli viaggiare comodamente in uno spazio delimitato, tutto per loro. Una volta espletati gli obblighi previsti dal codice della strada, non si deve dimenticare tutto ciò che è necessario a rendere sopportabile il loro viaggio: dall’acqua per dissetarli, alle pause pipì se il tragitto è lungo, alla temperatura dell’abitacolo, ai finestrini chiusi (per evitare otiti o congiuntiviti), e qualunque altro accorgimento vi possa dettare l’amore per i vostri amici a quattro zampe. Ulteriori informazioni si possono ottenere  avvalendosi del servizio che la Polizia di Stato mette a disposizione dei cittadini tramite il sito www.poliziadistato.it/scrivici che si può utilizzare per avere risposte ai propri  dubbi. La maggior parte delle domande poste dai cittadini è riportata anche nelle FAQ del sito.

Contrassegno assicurativo

Pochi non sanno dove va esposto  il contrassegno assicurativo, rilasciato dalle compagnie assicurative che dimostra agli operatori della sicurezza stradale di aver ottemperato ai propri doveri di coprirsi  economicamente per eventuali danni causati a terzi da  incidenti stradali,  la cosiddetta  responsabilità civile (RCA). Questi pochi sono coloro che incollano il tagliando di forma quadrata nei posti  più disparati, spesso sui  vetri laterali dell’ autoveicolo e qualcuno anche sul lunotto posteriore. Da questo punto di vista  Il Codice della strada non lascia dubbi: l’art. 181 prevede che il contrassegno debba essere esposto “nella parte anteriore o sul vetro parabrezza”.
Questo significa che qualunque altro posto (ad esempio, il vetro laterale posteriore) è sbagliato e viene sanzionato con una multa variabile tra i 23 ed i 92 euro.  
Infatti secondo l’art.181 del Codice della Strada, è obbligatorio esporre tale contrassegno “sugli autoveicoli e motoveicoli, esclusi i motocicli”

Per motoveicoli, secondo l’art.53 del Codice dela Strada, s’intendono tutti quei veicoli a motore a due, tre o quattro ruote; di questa categoria fanno parte i motocicli, che sono definiti nello stesso articolo come veicoli a motore a due ruote adibiti al trasporto di persone (al massimo due). I ciclomotori, invece, sono veicoli a due ruote con caratteristiche specifiche, ben distinte da quelle dei motocicli, come stabilite dall’art 52 del Codice della Strada

Bentos assicurazioni

Bentos Assicurazioni S.p.A. con sede legale in Milano a Via del Crocefisso 27,  è una delle più giovani compagnie di assicurazioni operante in Italia, fondata   nel marzo del 2006, dall’esperienza del Gruppo Delta, società con una forte partecipazione  della Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino. Essa opera nel credito alle persone, alla famiglia e alle aziende ed inizia a collocare i propri prodotti nel gennaio 2007 alla clientela privata di Delta, in collegamento con l’offerta bancaria e creditizia che ne costituisce per il momento il core-business.

Oggi la Bentos Assicurazioni vanta una rete indipendente di intermediari (Agenti di assicurazione, Broker, Agenti finanziari) che ha permesso all’azienda di sviluppare nuovi prodotti, di diversificare la propria attività e il tipo di clientela.

La Compagnia è autorizzata all’esercizio dell’attività assicurativa nei seguenti rami danni: 1) Infortuni; 2) Malattia; 3) Corpi di veicoli terrestri (esclusi quelli ferroviari); 7) Merci trasportate (compresi merci, bagagli ed ogni altro bene); 8 ) Incendio ed elementi naturali; 9) Altri danni ai beni; 13) R.C. generale; 16) Perdite pecuniarie di vario genere; 17) Tutela legale; 18) Assistenza nonché all’attività riassicurativa nei seguenti rami: 1) Infortuni; 2) Malattia; 16) Perdite pecuniarie di vario genere. I prodotti principali più venduti: Creditor Insurance, Cessione del Quinto dello Stipendio, Tutela Area Beni, Auto,  Persona e Salute.

Queste attività sono  supportate da speciali polizze emesse da: Creditor Protection Insurance che sono da Copertura abbinata alla sottoscrizione di un Prestito Personale, Finalizzato o Auto che tutela il tenore di vita e il patrimonio familiare  dei titolari di Prestiti Personali, Finalizzati o Auto in età compresa tra 18 e 70 anni  e prevedono il Rimborso del debito residuo in linea capitale in caso di Invalidità Totale Permanente e di Decesso.

Altra polizza interessante è la: BENTOS MULTIRISCHI ABITAZIONE

La polizza multirischi per la casa e la persona  assicura i danni materiali diretti ed indiretti occorsi alle cose di proprietà e contenuti nell’abitazione assicurata contro i seguenti eventi:

  • Incendio
  • Furto
  • Responsabilità civile
  • Assistenza;

Per quanto riguarda l’Assistenza, in periodi difficile come questi, soprattutto nelle grandi città è interessante che la Compagnia, tramite un’ impresa con una centrale operativa in funzione 24 ore su 24,  può inviare un artigiano a casa dell’assicurato per la rimozione del danno.

Aumentano le richieste di risarcimenti danni per errori sanitari

Da circa due anni nel settore delle polizze d’assicurazioni sanitarie, si assiste ad un vero stillicidio di richieste di risarcimenti danni a carico delle ASL, ospedali e polizze sottoscritte privatamente da medici o figure  che operano nella sanità. Questo settore che rappresenta circa il 5%  dell’intero ramo della RC (responsabilità civile) ha toccato la quota di 30.000 denunce l’anno (dati ANIA) nel 2008, con un aumento negli ultimi 5 anni del 100%. Il fenomeno è appesantito dalla delicatezza del settore che oltre ai danni materiali vede incrinato, in caso di sinistro, il rapporto di fiducia tra medico, ammalato e familiari. Il conflitto in genere è determinato dall’assenza di contatti tra chi si sente danneggiato e chi è accusato di aver provocato il danno e, quando ci sono, hanno una conflittualità estrema, tra chi tenta di difendere la propria professionalità e il mancato riconoscimento del danno subito che il paziente porta al confronto-scontro.

La crescita delle denunce è accompagnata dall’aumento dei premi assicurativi pagati da Asl, Ospedali e singoli medici. Dai circa 35 milioni di lire del ’94 si è passati ai 60 milioni di € del 2008,  da considerare anche che non tutti i medici sono coperti da polizze.  La nota positiva è che il Consiglio dei Ministri del 4 marzo scorso ha dato seguito alle disposizioni di una legge del 2009 sulle controversie civili e commerciali con la nascita di una nuova figura cosiddetta del “Conciliatore”  Dalla primavera del prossimo anno prima di arrivare davanti ai giudici sarà obbligatorio un tentativo di conciliazione.  La finalità è abbreviare i tempi e favorire il dialogo, lo scambio, l’ascolto tra medico e malato. Il mediatore  che dovra essere una figura ancora da precisare, potrà essere un avvocato, un medico o un ex giudice di pace appositamente formati. Il nuovo sistema dovrebbe portare con se dei vantaggi dal punto di vista dell’impegno necessario per raggiungere un accordo. La finalità non sarà quella di ottenere sconti di pena, ma di favorire una soluzione meno dispendiosa sul piano del tempo e dell’emotività e favorire il dialogo, lo scambio, l’ascolto tra medico e malato. Una novità che potrà incidere in modo sensibile sul modo di gestire le denunce in ambito sanitario, in continuo aumento.

Prospettive positive sul comparto Assicurazioni

La  miglior tenuta dimostrata  dal comparto assicurativo è dovuta da una parte ad un’inferiore esposizione, negli investimenti  ai titoli governativi dei Paesi periferici e dall’altra al beneficio d’ indicazioni positive sul fronte delle trimestrali. Sia Allianz che ING hanno, infatti, riportato risultati societari superiori alle attese. Allianz  si è giovata ancora una volta della migliore performance del comparto Vita, mentre i risultati di ING hanno beneficiato della diminuzione dei costi su crediti in sofferenza. Le Generali, nel  suo bilancio di chiusura del 2009 ha presentato  un risultato positivo netto di 1,3 miliardi di € con un +52,1% che ha permesso di erogare agli azionisti un dividendo di € 0,35. La FonSai nonostante il non brillante risultato del ramo danni, trova numerosi Gruppi d’investimento internazionali pronti ad acquisire in toto o in parte la società in presenza di aumenti di capitali riservati all’uopo. Notizie più o meno uguali sono riservate dai giornali  alle altre compagnie di Assicurazioni, con la costante che vede un netto miglioramento del Ramo Vita e meno del Ramo Danni. Nel breve sarà interessante seguire gli esiti che i vari interventi governativi avranno sulla quotazione dei titoli azionari. La riforma USA del settore finanziario e i controlli che la SEC dovrà fare porteranno ad una maggior correttezza di comportamenti e dovrà essere rivista la pratica dello” short-selling”. Germania e Francia, al prossimo vertice del G20 in Canada, proporranno   una tassa sulle banche. Nell’Eurofin prossimo si dovrà chiarire meglio la copertura dei 440 miliardi di € messi a disposizione dei paesi  dell’Eurozona per le necessità, eventuali e future, in momentanea mancanza di liquidità. L’Italia, come altri paesi europei, si appresta a varare provvedimenti restrittivi del deficit. Tutte queste manovre porteranno ad un aumento della stabilità del debito pubblico e meno volatilità dei prezzi dei vari BTP, Bond, Bonos e Bund. Poiché in questi titoli di stato sono concentrati gl’investimenti maggiori delle varie compagnie di assicurazioni operanti non solo in Italia, il sereno, per questo settore dovrebbe essere nel prossimo futuro poco variabile.

Gli aumenti nelle tariffe RCA

Dall’autunno del 2009 sono numerose  le lamentele giunte alle redazione dei giornali per gli aumenti delle tariffe RCA che le compagnie d’ Assicurazioni richiedono ai propri clienti al momento del rinnovo della polizza. I meccanismi sono diversi, perché al semplice aumento secco della polizza rispetto all’anno precedente del “solo” 10% fa il paio con la scomparsa del “Bonus” in diminuizione che, in mancanza d’incidenti avrebbe dovuto beneficiare la polizza stessa. Finalmente la buona notizia che da qualche giorno l’Antitrust ha avviato un’indagine per  verificare l’andamento dei prezzi e dei costi nel settore delle assicurazioni Rc auto.   L’indagine, precisa l’Autorità, è stata sollecitata dall’opinione pubblica e da una doverosa necessità di controllare perche i prezzi sono aumentati,  nonostante le riforme effettuate negli ultimi tre anni e ci sarà una approfondita valutazione dell’andamento dei prezzi effettivi e dei costi del settore, con particolare riguardo all’entrata in vigore della procedura di risarcimento diretto: dopo tre anni di applicazione del nuovo sistema,  l’attesa riduzione dei costi, con effetti benefici sui consumatori, non si è verificata.

Per questo – prosegue l’Antitrust – occorre capire se la riforma, nella sua concreta attuazione, abbia prodotto la necessaria spinta competitiva o se, al contrario, occorrerà introdurre nuovi correttivi per rimuovere eventuali ostacoli alla piena produzione degli attesi effetti concorrenziali. Sarà, particolarmente accurata l’analisi delle diverse politiche di controllo dei costi dei risarcimenti adottate dalle compagnie, delle politiche commerciali effettuate in termini di ristrutturazione dei portafogli clienti, di copertura o scopertura di aree del territorio nazionale, tipologie di veicoli assicurati e rischi assunti, con conseguenti effetti sulla domanda e sul confronto competitivo dell’offerta. La Rc Auto è uno dei settori principali del mercato assicurativo e nel 2009, la raccolta premi ha superato i 17 miliardi di €, con una incidenza del 46,3% sul totale rami danni e del 14,4% sul portafoglio complessivo. Secondo i dati Istat, inoltre, nel 2007 ciascuna famiglia ha speso in media, per l’assicurazione dei mezzi di trasporto privati, quasi 1000 € all’anno, pari all’1,2% del PIL. L’auspicio degli automobilisti è di un coordinamento a livello territoriale, nelle operazioni di verifica, anche a posteriori, di tutte quei mini-raggiri fatti ai danni delle Compagnie di Assicurazioni che fanno lievitare i costi degl’incidenti con sopravalutazioni dei danni, di invalidità causate da sinistri stradali, i cosiddetti colpi di frusta che quasi immancabilmente si tramutano in invalidità permanenti. Sono tutte truffe che per andare a segno  hanno bisogno di un sottobosco fatto di periti, autofficine, carrozzieri, medici compiacenti che, per qualche centinaio di euro, scaricano sulla collettività danni sostanziosi e permanenti.

                                                                                                         

Dall’assistenza all’assicurazione sanitaria

Il Fondo monetario internazionale nella sua ultima riunione ha riconosciuto all’Italia lo sforzo fatto nel campo pensionistico con i tagli effettuati in modo da rendere sopportabile per i prossimi 5 – 10 anni il peso del sistema  pensionistico. Ha però segnalato l’urgenza di tagli ai costi attuali della sanità e la necessità di trasferire il peso dal settore pubblico al settore privato. Inoltre sui giornali di questi giorni ci sono le dichiarazioni    del governo contrarie all’utilizzo dei fondi Fas (Fondi per le Aree Sottosviluppate)  per quattro regioni, Campania, Lazio, Molise e Calabria, come alternative ad  aumentare  le tasse.  Il Ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha spiegato che il governo ha ritenuto di non dare il via libera alla richiesta di utilizzo dei fondi per ripianare il deficit in quanto le suddette 4 regioni non hanno dato garanzie ai tavoli di monitoraggio sia per quanto riguarda la certezza dei conti sia per quanto riguarda il fatto di avere avviato concreti processi di riqualificazione della rete assistenziale.

Per queste  quattro regioni si prospetta quindi una mini stangata di 30 euro per l’addizionale Irpef che pagheranno tutti i contribuenti. Alla quale va aggiunto un aggravio dell’Irap, l’imposta pagata da chi ha un’attività produttiva, che sarà ancora più pesante: per un lavoratore autonomo l’aumento viaggia sui 95 euro e per le società di persone sarebbe in media di circa 250 euro, per le grandi imprese potrebbe essere a tre zeri. L’ultima legge finanziaria contiene infatti il “Patto per la Salute” che prevede, in caso di disavanzo sanitario, lo scatto automatico di un aggravio dell’addizionale regionale Irpef di 0,15 punti percentuali e dell’Irap di 0,30 punti percentuali. Poiché sarà difficile, nei tempi ristretti che l’urgenza dell’economie di bilancio richiedono, avere un cambio di marcia sostanziale con la presentazioni di progetti concreti per la loro applicabilità  nella riqualificazioni e concentrazioni di aziende sanitarie, bisognerà amplificare anche una strada esterna all’attuale sistema pubblico per soddisfare i bisogni e i costi di assistenza di cui gl’Italiani hanno bisogno. Oggi in Italia, al contrario di quanto succede nel mondo occidentale, le polizze assicurative sanitarie sono poco diffuse, care,  soddisfano solo parzialmente le cure e i bisogni di un moderno welfare delle popolazioni, per cui si dovrà, con opportuni sgravi fiscali rilanciare questo settore, magari inserendole anche nei rinnovi contrattuali di categoria.

Previdenza integrativa. Qualcosa si muove

 La responsabilità di garantire una pensione confortevole in età avanzata, continua a spostarsi dal governo e dai datori di lavoro sull’individuo anche in Italia dove sino a qualche anno fa il sistema pensionistico prevedeva  una rendita mensile quasi eguale all’ultimo stipendio  perché collegata ad un sistema di calcolo retributivo che consentiva di andare in pensione dopo 35/40 anni di contributi, con circa l’80% dell’ultimo stipendio. Oggi e soprattutto nei prossimi anni, con l’affermazione del sistema di calcolo retributivo le pensioni caleranno nel giro di 15 anni al 55% dell’ultima retribuzione nel settore dipendenti, con prospettive ancora meno positive in determinate categorie di liberi professionisti. Molte compagnie assicurative hanno da tempo riconosciuto l’importanza della diversità e pertanto hanno adeguato  le loro strategie di business completamente. L’esplorazione di nuovi beneficiari è una delle strade percorribili in  considerazione che la società italiana, diventa sempre più multirazziale, per cui si tenta di  raggiungere le diverse comunità, sapendo che diversi gruppi di consumatori hanno diverse esperienze di vita sulla base di impostazioni culturali e sociali.   Con il flusso più veloce della crescita della popolazione, il più alto reddito medio familiare e il tasso sproporzionatamente alto di diffusione d’ imprese artigianali e commerciali che si trovano in questa popolazione rispetto ad altri segmenti multiculturale, il settore delle assicurazioni vita ha una storia interessante da raccontare e ha bisogno di promuovere attivamente il valore sociale dei suoi servizi.

 

 La crisi finanziaria e le pressioni di recessione che l’hanno seguita, hanno portato a cambiamenti nel comportamento degli acquirenti di assicurazioni vita. Ma le politiche gestionali e un marketing adeguato sta permettendo in questa stagione  di bilanci, di presentare risultati positivi a società come Mediolanum, Assicurazioni Generali, e numerose altre compagnie. Questa tendenza si sta allargando anche alle Casse di Previdenza, nate con  il D.L. 103/96, per periti industriale chimici, e altri professionisti che vedranno migliorare i trattamenti pensionistici con l’elevazione del contributo integrativo che potranno addebitare ai clienti perché  la Camera ha alzato al 5% il contributo  finora destinato ad attività assisitenziali. La novità consiste nel fatto che, da quando  il Senato licenzierà il Disegno di Legge, la maggiore entrata servirà ad incrementare le pensioni, che sino ad oggi hanno sofferto di una bassa aliquota contributiva. Un’altra strada molto innovativa viene percorsa dalla Cassa Nazionale di previdenza dei ragionieri ed è stata  presentata dal Presidente Saltarelli  ad un convegno che si tiene a Napoli in questi giorni,  e che consiste  nella possibilità che la loro Cassa e

l’ Ordine allarghino l’offerta di servizi agli iscritti, soprattutto ai più giovani. Uno dei primi accordi potrà essere un’attività  di acquisto e gestione di crediti ipotecari, mediante un accordo e un rapporto priviliegiato con il sistema creditizio e finanziario.

Imprese assicurative in liquidazione coatta

In un momento in cui la crisi  economica in Italia e all’estero imperversa è importante conoscere quali possibilità ci sono di recuperare il valore economico dei danni subiti a causa di  incidenti automobilistici subiti da veicoli con coperture assicurative di società in liquidazione coatta.

Numerose società, soprattutto operanti nel Mezzogiorno  sono state raggiunte dal divieto di operare in Italia da parte dell’Isvap. In particolare la Progress Assicurazioni con sede a Palermo, ma di proprietà della maltese Middlesea Insurance, poi la  EIG (European Insurance Group), società con sede a Malta e sotto controllo delle Autorità di quell’Isola che ha raggiunto un giro d’affari negli ultimi 4 anni di circa 20 milioni di €, pur lavorando, attraverso broker’s locali, quasi esclusivamente in Campania. Questi spazi nel Sud-Italia si sono creati anche a seguito delle scelte di politica economica  che le compagnie italiane hanno fatto sia con una tariffazione elevata, che chiudendo  agenzie sul territorio. Anche in Grecia, nell’autunno scorso, a numerose  società sono state revocate le licenze ad operare come l’Aspis Life insurance e l’Aspis general Insurance , la G.E. Skoutis Insurance, la Geniki Enosiamonymie e nel 2007 anche alla Themis SA, un’altra compagnia greca operante in Italia in libertà di prestazioni. Questo  elenco parziale si può  trovare per intero sul bollettino Isvap. I sinistri  provocati  pesano e peseranno anche sui conti della Consap, in particolare sul conto delle fondo di garanzia per le vittime della strada. Veicoli circolanti in Italia di queste ed altre società non comprese in questo elenco, hanno causato, sino a dicembre 2009, esborsi per 58 milioni  di € a carico dei vari fondi gestiti dalla  Consap, Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici S.p.A.,  nata il 1° ottobre 1993 con l’obiettivo di svolgere le funzioni assicurative pubbliche, gestite in precedenza dall’INA.

 

Attualmente la Consap gestisce  per conto dello Stato i seguenti fondi:

su concessione del Ministero dello Sviluppo Economico:

* gestione del Fondo di garanzia per le vittime della strada;

* gestione del Fondo di garanzia per le vittime della caccia;

* gestione del Fondo di previdenza per gli addetti alle cessate imposte di consumo;

su concessione del Ministero dell’Interno:

* gestione del Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell’usura;

* gestione del Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso;

su concessione del Ministero dell’Economia e delle Finanze:

* gestione del Fondo di solidarietà per gli acquirenti di beni immobili da costruire;

 Dal 1993  la Consap ha visto aumentare il numero delle proprie funzioni con:

* Accelerazione delle operazioni di chiusura delle imprese assicurative in liquidazione coatta       (attribuzione effettuata dal Codice delle Assicurazioni e da svolgere in raccordo con ISVAP).

La gestione e dismissione del patrimonio immobiliare appartenuto all’INA.

Il quadro di riepilogo delle attività oggi svolte da Consap è il seguente:

* gestione delle funzioni di Organismo di Indennizzo nazionale, attribuito a Consap, nella qualità di gestore del Fondo strada, con  D.lgs. n° 190/2003 (ora D.lgs. n.209/2005, art.296);

* gestione della Stanza di compensazione, prevista dal D.P.R. n° 254 del 18 luglio 2006;

* gestione del Fondo di garanzia per i mediatori di assicurazione e riassicurazione, trasferito da ISVAP a Consap con D.lgs. n.209/2005 (art.115), entrato in vigore il 1° gennaio 2006;

* gestione della funzione di rilascio del certificato di assicurazione a copertura della responsabilità civile per danni da inquinamento da idrocarburi, trasferito da ISVAP a Consap con D.M. del 12 gennaio 2006;

* gestione del Fondo per il credito ai giovani, previsto dal  D.lgs. 2 luglio 2007 n° 81 convertito in Legge 3 agosto 2007 n° 127.

La  società è sottoposta al controllo contabile della Corte dei Conti.

 

Lloyd’s Chi sono e come funziona

Nel panorama delle assicurazioni mondiali un posto particolare lo assumono i Lloyd’s. Serve la sua funzione di fornire redditi, soluzioni assicurative innovative e su misura per clienti in tutto il mondo. La novità, nel loro caso  è  che sono gli operatori di mercato, i sottoscrittori e gli intermediari, piuttosto che la società,  che si prendono la responsabilità prima di sottoscrivere un’ assicurazione che siano ben posizionati per trarre guadagni futuri.  In pratica i Lloyd’s, anche noti come Lloyd’s of London, sono un mercato  di assicurazioni del Regno Unito che tratta grandi rischi dividendoli fra un grande numero di operatori.  Svolgono opera di promozione di accordi fra persone  ed aziende che riunite in un pool riescono a suddividere grandi rischi che  sarebbero troppo onerosi per una sola assicurazione. Diversamente dalle compagnie concorrenti, che sono in effetti società di riassicurazione, i Lloyd’s sono una  società, già  registrata  nel 1871 e nata sotto la spinta  di Edward Lloyd proprietario di una caffetteria a Tower Street a Londra. Il suo locale era molto frequentato da marinai, mercanti e armatori e Lloyd apprendeva dagli avventori sempre nuove notizie sul movimento delle navi. La comunità degli armatori frequentava il suo locale per discutere di problemi di assicurazione delle navi e del carico da loro trasportato. Appena dopo il Natale del 1691, la caffetteria venne trasferita a Lombard Street  e questa situazione andò avanti, anche dopo la morte di Lloyd avvenuta nel 1713, fino al 1774 quando i partecipanti membri di questo comitato assicurativo, formarono un comitato e si trasferirono al Royal Exchange come Society of Lloyd’s.

 

Una legge del 1911 ne fissò gli obiettivi che comprendevano la promozione dei suoi membri e la raccolta e distribuzione di informazioni a tutti loro.  Essi, che per la maggior parte erano degli operatori di mercato, si resero conto che la società era troppo piccola nei confronti della capitalizzazione dei mercati e dei rischi che andava sottoscrivendo. La risposta fu  inserire anche stranieri  e donne e ridurre i requisiti di capitalizzazione onerosa. Il rapporto pose anche la sua attenzione sui danni dovuti a conflitti di interesse.

 

Lloyd’s non sottoscrive assicurazioni in proprio, che sono invece lasciate ai suoi membri. La società, invece, opera in modo efficace come un regolatore del mercato, stabilendo regole in base alle quali i membri possono operare e offrire servizi centralizzati agli altri operatori iscritti. Ci sono due categorie di persone e imprese che operano presso i Lloyd’s. I primi sono soci o dei fornitori di capitale, i secondi sono agenti, broker e altri professionisti che sostengono i soci, sottoscrivono i rischi, e rappresentano i clienti all’esterno. Per la maggior parte della storia dei Lloyd’s, ricchi e facoltosi individui  hanno sostenuto le politiche dei Lloyd’s, garantendo con tutte il loro patrimonio personale (responsabilità illimitata). Dal 1994, i Lloyd’s hanno permesso l’ingresso alle imprese nel mercato, con relativa responsabilità limitata. Le perdite registrate nei primi anni 1990 avevano devastato le finanze di molti soci facoltosi (più di 1.500 su 34.000 sono stati dichiarati falliti) e messo in fuga gli altri.

AL 31/1/2009 la struttura era  la seguente:
fornitori di Capitali

  • 1238 corporate members
  • 773 soci a responsabilità illimitata

partecipanti al Mercato

  • 51 managing agents
  • 87 syndicates
  • 176 Lloyd’s brokers

  L’industria delle assicurazioni contro i danni sta emergendo relativamente indenne dalle turbolenze nei più ampli  mercati dei servizi finanziari, sia in termini di impatto finanziario e di reputazione.  Le differenze fondamentali tra l’assicurazione non vita e modelli di business bancario hanno fatto sì che il settore ha resistito meglio  e ha potuto  funzionare normalmente. Gli assicuratori contro i danni si concentrano sulla gestione del rischio e tendono ad adottare strategie di investimento prudente.   Il panorama normativo per le imprese dei servizi finanziari è sotto il microscopio e politici e governi stanno rivedendo il modo di affrontare le carenze sistemiche nel settore bancario. Di questi mesi la difficile battaglia del Presidente Obama di riformare il settore finanziario Usa. Il Ministro  dell’Economia Giulio Tremonti sta presentando, nelle dovute sedi internazionali un documento denominato “Global Legal Standard” che è una serie di norme che il prossimo G20 dovrebbe approvare per legare i comportamenti del mondo finanziario  ad un minimo di regole uguali per tutti gli operatori del settore. L’industria assicurativa europea sta, in questo momento  investendo molto in preparazione. Il timore di essere vittime o contagiate dalle disfunzioni del settore bancario  è fortissimo.

Polizze assicurative e conti dormienti

Oggi la Camera dei Deputati dovrebbe votare la fiducia al Governo sul decreto incentivi, nel quale sono compresi o meglio bloccati ulteriori ritocchi alle disposizioni riguardanti le polizze dormienti.  Già il comunicato stampa n° 39 del 19 marzo 2010 del Ministero dell’ Economia e delle Finanze sul decreto legge relativo aveva chiarito che la disciplina si sarebbe applicata esclusivamente ai contratti nei quali la prescrizione non era ancora maturata alla data del 28 ottobre 2008, quando cioè era stata introdotta, eliminando così la retroattività della norma. Per quanto riguarda specificamente il settore assicurativo, il decreto-legge reca in pratica una sola disposizione, volta a risolvere la spinosa questione dei contratti di assicurazione sulla vita conti dormienti.  Si tratta di un problema di limitate proporzioni sul piano economico, la cui soluzione, peraltro, verrebbe incontro alle aspettative insistentemente rappresentate dalle Associazioni dei consumatori e condivise dall’industria assicurativa.

Su tale specifica disposizione bisogna tener presente le seguenti osservazioni. Con l’art. 1, comma 345, della legge n. 266/2005, è stata introdotta anche nel nostro Paese una normativa concernente gli operatori finanziari volta ad  ottenere da quest’ultimi  il  rimborso delle relative somme, mentre altrettanto non può fare il beneficiario di una polizza vita il cui credito risulti irrimediabilmente prescritto. Per le accennate ragioni, la normativa originaria sui “conti dormienti” non ha potuto trovare concreta applicazione nel comparto assicurativo. Decorsi, infatti, i dieci anni di silenzio previsti dalla legge, i diritti di credito fondati sulla copertura assicurativa risultavano già prescritti da tempo (art. 2952 c.c.). Con l’art. 3, comma 2-bis, del decreto-legge n. 134/2008 (successivamente modificato dall’art. 4, comma 1-bis, del decreto-legge n. 155/2008) la normativa in parola era stata modificata,  proprio per renderla applicabile anche ai contratti di assicurazione sulla vita. Ma  così disponendo, non si è considerato peraltro che in materia assicurativa non si possono tecnicamente avere “rapporti dormienti”. Ed infatti, verificatosi il rischio e trascorso il periodo di tempo previsto dalla legge senza che il beneficiario abbia richiesto all’assicuratore la prestazione dovuta, il diritto del beneficiario stesso si prescrive. Come è noto, la prescrizione rappresenta una causa estintiva dei diritti (art. 2946 c.c.): il diritto di credito del beneficiario di una polizza vita pertanto, una volta prescritto, è da considerare a tutti gli effetti “morto” e non “dormiente”. Diversamente stanno le cose in materia bancaria. Il diritto di credito del correntista è, infatti, imprescrittibile e proprio per questo, trascorso un lungo periodo di tempo senza che il conto sia stato movimentato, il conto stesso è detto “dormiente”: un diritto “vivo”, cioè, ma senza manifestazioni esteriori della sua esistenza.

Tale ultima circostanza spiega anche come mai il titolare di un “conto dormiente” già devoluto al fondo possa ancora ottenere da quest’ultimo il rimborso delle relative somme, mentre altrettanto non può fare il beneficiario di una polizza vita il cui credito risulti irrimediabilmente prescritto. Per le accennate ragioni, la normativa originaria sui “conti dormienti” non ha potuto trovare concreta applicazione nel comparto assicurativo. Decorsi, infatti, i dieci anni di silenzio previsti dalla legge, i diritti di credito fondati sulla copertura assicurativa risultavano già prescritti da tempo (art. 2952 c.c.). 2. Con l’art. 3, comma 2-bis, del decreto-legge n. 134/2008 (successivamente modificato dall’art. 4, comma 1-bis, del decreto-legge n. 155/2008) la normativa in parola è stata modificata, proprio per  renderla applicabile anche ai contratti di assicurazione sulla vita. La nuova disciplina ha previsto che il diritto di credito del beneficiario di una polizza vita, una volta prescritto, venga attribuito al fondo “conti dormienti”: in pratica la normativa ha fatto del fondo l’ultimo beneficiario “ex lege” dei contratti di assicurazione vita, sulla falsariga di quanto già disposto, ad esempio, in tema di successione legittima per l’eredità non reclamata dagli aventi diritto. Così disponendo, non si è considerato che una disciplina del genere sarebbe risultata censurabile sul piano costituzionale: l’eccezionale retroattività di una norma civilistica significa infatti che la norma retroattiva viene a trovare, sì, applicazione anche a situazioni giuridiche preesistenti, ma pur sempre in atto. Nel caso qui in esame, al contrario, l’intervenuta prescrizione aveva comportato l’estinzione del diritto, che non poteva dunque esser fatto rivivere senza violazione dei principi costituzionali di ragionevolezza e parità di trattamento (art. 3 Cost.). In applicazione della nuova normativa le imprese di assicurazione hanno sin qui effettuato un unico versamento al fondo in forza, praticamente, della sola portata retroattiva delle norme (34 mesi su 36). Il versamento è avvenuto nel maggio 2009, sulla base dei dati previamente forniti nel mese di marzo.  Secondo i dati ufficiali dello stesso Ministero dell’economia, le somme dovute dal comparto assicurativo non superavano gli 8 milioni di euro, a fronte degli oltre 278 milioni attesi, invece, dalle banche. Il secondo versamento avverrà entro il 31 maggio p.v., sulla base dei dati a tal fine già comunicati nel mese di marzo, e riguarderà i crediti prescritti nel 2009.   Per le ragioni sopra sinteticamente illustrate, pur apprezzando il passo avanti ora compiuto con l’art. 2, comma 4, del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, si ritiene che la modifica della disciplina in parola potrebbe opportunamente risultare più incisiva. La citata disposizione, infatti, ha eliminato solo marginalmente la retroattività della disciplina giacché, facendo espressamente salvi i versamenti già intervenuti in favore del fondo, ne ha confermato in larga misura gli effetti.  Tenuto anche conto della sostanziale modestia delle somme devolute al fondo da parte delle imprese di assicurazione, si potrebbe invece stabilire che il fondo stesso debba restituire tali somme ai beneficiari delle polizze che ne facciano richiesta .

Polizze vita in ripresa

Buona la raccolta dei premi  nel settore delle polizze-vita nel primo trimestre del 2010 che, con complessivi 21 miliardi di €, ha avuto una crescita di oltre il 74% rispetto allo stesso trimestre del 2009. Di seguito uno specchietto che meglio illustra i dati sopra esposti secondo un comunicato dell’ANIA. I premi delle polizze nuove sono state raccolte principalmente attraverso il canale bancario e postale per un totale che ha sfiorato i 6 miliardi di €  e un aumento del 41,5% rispetto allo stesso mese del 2009. Dall’inizio dell’anno questo canale ha raccolto premi per € 15,4 miliardi, con un aumento del 56,6%. Molto positiva anche la crescita osservata per gli agenti (circa +40% rispetto a marzo 2009), a fronte di premi pari a € 852 milioni; nei primi tre mesi dell’anno in corso, con un volume premi pari a € 1,9 miliardi, la nuova produzione di questo canale è aumentata del 34,3% rispetto allo stesso periodo del 2009. Anche la raccolta diretta (agenzie in economia) risulta in aumento: considerando le nuove polizze emesse nel mese di marzo, da inizio anno i premi hanno raggiunto € 431 milioni, in crescita del 36,6%.

Rif. temporali Premi incassati nel mese Tot. Da inizio anno Incremento % rispetto mese prec. Incremento % nell’anno
Gennaio 2010 5.763.424 5.763.424 90,3 90,3
Febbraio 2010 7.092.989 12.856.413 83,6 86,6
Marzo 2010 7.984.169 20.840.521 58,4 74,6

Vanno bene anche i promotori finanziari che a marzo hanno raccolto premi  pari a € 1,2 mld mentre lo scorso anno lo stesso canale raccoglieva appena € 208 mln di premi. Nel primo trimestre dell’anno, per questo canale, si è consolidato un ammontare premi di oltre 3 mld di €, circa sette volte quello registrato nello stesso periodo del 2009. Nel mese di marzo il volume premi di nuove polizze afferenti a prodotti linked, pari a € 35 mln, è quasi raddoppiato rispetto all’analogo mese del 2009: le polizze unit, con un aumento del 43,5%, costituiscono il 76% dell’intero comparto a fronte di un importo pari a € 26 mln.

Le polizze index, per la prima volta da inizio anno, registrano premi per nuovi contratti che con oltre € 8 mln  vanno a eguagliare la raccolta premi dell’intero anno 2009. Nel primo trimestre del 2010 il volume premi relativo al comparto linked è stato pari a € 85 mln, circa il doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Interessante per i possibili sviluppi futuri è la  raccolta dei nuovi premi/contributi relativa a forme pensionistiche individuali. Circa l’85% dei contratti stipulati è a premio unico, mentre il restante 15% è rappresentato da contratti a premio periodico.
I promotori finanziari hanno intermediato premi per € 1,2 mld; circa il 15% dell’intera nuova produzione delle imprese italiane ed extra-U.E.; nello stesso mese dell’anno precedente lo stesso canale raccoglieva circa € 208 mln di premi. Nel mese di marzo i nuovi premi/contributi relativi a prodotti pensionistici individuali, principalmente di tipo PIP, sono stati pari a € 8,6 mln con una crescita del 9,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.