Corsa ai rincari assicurazioni in prima linea

 Nel quaderno dei prezzi del Dipartimento del Tesoro che ha eleborato i dati dell’Eurostat degli ultimi dieci anni il settore delle assicurazioni ha il triste primato di aver battuto tutti i record poiché, rispetto a un aumento medio in Eurolandia del 35,3%, in Italia si è toccato il primato con ben il +131,3%. Il secondo settore per intensità di aumento è quello finanziario con solo l’89,9 contro la media Eurolandia del 43%. Se a questi cifre si aggiungono anche gli aumenti dei carburanti al 36% e della manutenzione si può facilmente calcolare quale sia stata la stangata per le famiglie italiane, in questo periodo, nel settore trasporto privato. La cosa che preoccupa l’utente medio è che la tendenza anzicchè affievolirsi, purtroppo prosegue anche nel corso del 2010, con un accentuazione dopo il 20 aprile, man mano che vengono a scadenza le varie polizze. L’aumento medio quest’anno è del 10% circa al quale va sommato il mancato risparmio, nelle polizze Bonu-Malus per la mancata tesaurizzazione del passaggio a un gradino inferiore del Bonus, qualora non ci siano stati incidenti nell’anno  tracorso. Difficile anche da comprendere, e le compagnie non lo spiegano sono i parametri di costruzione del premio. Non si comprende perché un’autovettura alimentata a gasolio debba pagare un premio maggiorato rispetto a una autovettura alimentata a benzina, nel presupposto che tale vettura sia stata acquistata per percorrere più kilometri. Il principio poteva essere più o meno valido 15 anni fa, quando il gasolio era meno costoso della benzina, ma ai prezzi odierni con il generale ridimensionamento dei kilometraggi annui tutto diventa più difficile. Altro settore con grandi spazi d’intervento e la sinistrosità geografica. Nelle zone in cui questa tendenza è accentuata maggiori dovrebbero essere i collegamenti con le forze dell’ordine, per evitare che la solidarità pesi in modo eccessivo su utenti di altre zone.

 

Antonveneta Vita S.p.A

Antonveneta Vita S.p.A  nasce nel 1991 dalla joint-venture tra Lloyd Adriatico e Banca Antoniana come una tra le prime iniziative per lo sviluppo del business della bancassicurazione. Nel 1996 passa all’attuale composizione paritetica dell’azionariato, cambiando la denominazione da Giuliana Vita ad Antoniana Veneta Popolare Vita o, brevemente, Antonveneta Vita, ha sede legale in Trieste e ha un capitale interamente versato di 100.000.000 Euro. Antoveneta Vita amministra i suoi prodotti sia tramite la propria Direzione che attraverso tutte le Filiali della Banca Antonveneta e oltre 600 Filiali della Banca Monte dei Paschi di Siena.  Oltre le normali polizze assicurative, fuori catalogo, ve ne sono alcune rivolte a clienti  più evoluti, attenti alle innovazioni, che vogliono costruirsi un programma personalizzato d’ investimento in base alle proprie esigenze e alla propensione al rischio. La polizza offre infatti la possibilità di scegliere tra cinque linee di investimento diversificate per profilo di rischio e rendimento, e suddivise in due comparti, attivo e prudente.

Come  Elios gestione Trend E’ una polizza unit linked che permette, attraverso l’acquisto di quote di fondi assicurativi d’ investimento, di accedere ai mercati finanziari mondiali ed investire in modo dinamico, diversificato e flessibile. Ai clienti più evoluti, attenti alle innovazioni, che vogliono costruirsi un programma personalizzato di investimento in base alle proprie esigenze e alla propensione al rischio.

Euromoneta. Investe in titoli di debito di tipo monetario con esclusione di rischio patrimoniale. Agisce da linea di transito da e per altri fondi assicurativi. Persegue investimenti di liquidità, consentendo rendimenti a breve termine.

Trend Protetto. Investe per un 70% del portafoglio nei più interessanti e promettenti titoli obbligazionari europei, e del residuale 30% un massimo del 15% viene investito in azioni, con un obiettivo di medio periodo.
Trend Equilibrato. Investe per un 70% del portafoglio nei più interessanti e promettenti titoli obbligazionari europei, e può investire il restante 30% in azioni, con un obiettivo di medio periodo.
Trend Dinamico. Attua una politica di investimento orientata prevalentemente verso titoli azionari (max. 70%), senza ulteriori vincoli alla sua politica di investimento, con un obiettivo di medio – lungo periodo.

Trend Plus. Investe in borsa con l’obiettivo di chi vuole cogliere tutte le opportunità, muovendosi dinamicamente da azioni ad obbligazioni.

Gestione attiva affidata a un team di professionisti che ricerca quotidianamente le migliori opportunità di investimento in funzione degli andamenti di mercato.
Versamenti su misura. Possibilità di versamenti integrativi in qualunque momento; possibilità di versamenti in un’unica soluzione (PIC) o con un piano di accumulo predeterminato (PAC), con versamenti periodici anche di modesta entità (a partire da 50 euro mensili).
Soluzione PAC che, oltre a favorire l’accantonamento del risparmio nel tempo, consente di ottimizzare la performance dell’investimento anche in periodi di grande volatilità dei mercati finanziari.
Flessibilità con la possibilità di effettuare switch, ovvero di variare la composizione dell’investimento, passando da una linea all’altra; possibilità di variare gli importi e sospendere/riattivare i PAC, possibilità di passare dalla soluzione PIC a quella PAC e viceversa.
Liquidabilità immediata con la possibilità di disinvestire, totalmente o parzialmente, in qualsiasi momento.
Gestione Separata è una particolare forma di Gestione Assicurativa di tipo prevalentemente obbligazionario nella quale confluiscono gli investimenti di clienti che sottoscrivono polizze vita rivalutabili ad essa collegate. Tale tipo di gestione è tenuta contabilmente distinta dalle altre attività di Antonveneta Vita, a tutela dei risparmi dei clienti. I risultati conseguiti sono annualmente certificati da una Società di revisione contabile che ne attesta la correttezza.

Polizza vita unit linked

Esistono vari tipi di polizze assicurative, una particolare è la  polizza vita unit linked. Essa viene emessa da compagnie assicurative in cui i premi versati sono utilizzati per sottoscrivere quote di fondi comuni di investimento o Sicav. Il rendimento della polizza sarà dato dalla rivalutazione del fondo in cui è investita la polizza, sottraendo le spese. E’ interessante conoscere i contenuti e le caratteristiche delle categorie dei fondi d’investimento assicurativi interni alle imprese assicuratrici, che sono utilizzati nei prodotti unit-linked collegati a tali fondi. La classificazione dei fondi interni assicurativi tiene conto delle esigenze fondamentali che hanno portato alla sua elaborazione sia per fornire alla clientela un quadro informativo generale dell’offerta e dei servizi d’investimento forniti dalle gestioni dei fondi assicurativi, sia per poter meglio distinguere tra i diversi prodotti presenti sul mercato, le spiegazioni seguenti aiutano a comprendere cosa sono i prodotti unit-linked  e facilita l’ individuazione in maniera immediata e sintetica della politica d’investimento dei fondi assicurativi interni a cui i sono collegati e i possibili rendimenti di una polizza vita unit linked.

5 sono le macro-categorie in cui si distinguono i fondi d’investimento:

Azionari bilanciati obbligazionari liquidità flessibili.

Ogni macro-categoria si differenzia dalle altre per la percentuale minima e massima di investimento azionario, e permette d’individuare subito le componenti principali che definiscono l’asset-allocation del fondo. In pratica le macro-categorie possono essere classificate in ordine alla componente azionaria che detengono nel portafoglio finanziario gestito di riferimento:

− i fondi azionari devono investire almeno il 70% delle proprie masse gestite in azioni;

− i fondi bilanciati possono investire in azioni nei limiti che vanno dal 30% fino al 70% delle masse gestite;

− i fondi obbligazionari non possono investire in azioni (obbligazionari puri), ad eccezione delle categorie dei fondi obbligazionari misti che possono avere una componente azionaria nei limiti del 30% delle masse gestite;

− i fondi di liquidità non possono investire in azioni;

− i fondi flessibili non hanno vincoli di allocazione degli investimenti in azioni, per cui possono detenere nel portafoglio del fondo una componente azionaria variabile da 0% a 100%.

Ogni macro-categoria a sua volta si distingue al suo interno in diverse categorie che sono state definite sulla base dei fattori di rischio che le contraddistinguono:

− azionari: giurisdizione dell’emittente ed altra categoria residuale definita in base alla specializzazione per settore economico o per paese;

− bilanciati: proporzione della componente azionaria;

− obbligazionari: rischio mercato, individuato sia dalla valuta di denominazione che dalla duration del portafoglio gestito, e rischio di credito;

− liquidità: valuta di denominazione e duration del portafoglio gestito;

− flessibili: nessun fattore di rischio comune.

Fondi azionari

Tutte le categorie azionarie sono caratterizzate da:

− un investimento principale, pari almeno al 70% delle masse gestite, in azioni;

− un investimento residuale, pari al massimo al 30% delle masse gestite, in titoli obbligazionari e in liquidità.

L’investimento principale deve riguardare la giurisdizione dell’emittente o la specializzazione definita dalla categoria, e determina la denominazione della categoria stessa.

L’investimento residuale può essere costituito da titoli obbligazionari di qualunque emittente o da liquidità nella valuta del mercato di definizione della categoria oppure in euro.

Le categorie dei fondi azionari sono:

Azionari Italia azionari Europa azionari Nord America azionari Pacifico azionari globali azionari specializzati

I fondi azionari sono inoltre caratterizzati dalle seguenti specifiche:

− i fondi appartenenti alle categorie azionarie Italia, Europa, Nord America e Pacifico si caratterizzano per un investimento principale in azioni con emittente appartenente alle corrispondenti aree geografiche di definizione. Le aree geografiche Europa, Nord America e Pacifico sono costituite dai paesi sviluppati delle rispettive aree;

− i fondi azionari globali si caratterizzano per un investimento principale, definito nel regolamento del fondo, in azioni relative ad indici azionari internazionali globali oppure con  emittenti appartenenti a diverse aree geografiche come definito nel regolamento del fondo.

I fondi azionari specializzati possono essere contraddistinti da una specializzazione per settore economico, per uno specifico paese o per un determinato gruppo ristretto di paesi. Fondi bilanciati. Le categorie dei fondi bilanciati si contraddistinguono esclusivamente in relazione alla proporzione della componente azionaria, che deve essere pari almeno al 30% e fino al 70% del portafoglio finanziario del fondo.

Le categorie bilanciate sono:

Bilanciati-azionari bilanciati bilanciati-obbligazionari.

I fondi appartenenti alle categorie bilanciati-azionari e bilanciati-obbligazionari si caratterizzano per una prevalenza dell’investimento rispettivamente in azioni e in obbligazioni o liquidità.

Fondi obbligazionari. Ci sono diversi tipi di fondi in base alla collocazione geografica degli acquisti  o della moneta es.: in euro, dollari, Yen etc.

Fondi di liquidità. Essi investono tutto il proprio portafoglio in obbligazioni e in liquidità. Si suddividono in base alla valuta d’investimento. Es: − liquidità area euro − liquidità altre valute La duration deve essere inferiore a 1 anno.

Fondi flessibili. Essi hanno completa libertà nei settori e valute d’investimenti.

Esistono vari tipi di polizze assicurative, una particolare è la  polizza vita unit linked. Essa viene emessa da compagnie assicurative in cui i premi versati sono utilizzati per sottoscrivere quote di fondi comuni di investimento o Sicav. Il rendimento della polizza sarà dato dalla rivalutazione del fondo in cui è investita la polizza, sottraendo le spese. E’ interessante conoscere i contenuti e le caratteristiche delle categorie dei fondi d’investimento assicurativi interni alle imprese assicuratrici, che sono utilizzati nei prodotti unit-linked collegati a tali fondi. La classificazione dei fondi interni assicurativi tiene conto delle esigenze fondamentali che hanno portato alla sua elaborazione sia per fornire alla clientela un quadro informativo generale dell’offerta e dei servizi d’investimento forniti dalle gestioni dei fondi assicurativi, sia per poter meglio distinguere tra i diversi prodotti presenti sul mercato, le spiegazioni seguenti aiutano a comprendere cosa sono i prodotti unit-linked  e facilita l’ individuazione in maniera immediata e sintetica della politica d’investimento dei fondi assicurativi interni a cui i sono collegati e i possibili rendimenti di una polizza vita unit linked.

5 sono le macro-categorie in cui si distinguono i fondi d’investimento:

Azionari bilanciati obbligazionari liquidità flessibili.

Ogni macro-categoria si differenzia dalle altre per la percentuale minima e massima di investimento azionario, e permette d’individuare subito le componenti principali che definiscono l’asset-allocation del fondo. In pratica le macro-categorie possono essere classificate in ordine alla componente azionaria che detengono nel portafoglio finanziario gestito di riferimento:

− i fondi azionari devono investire almeno il 70% delle proprie masse gestite in azioni;

− i fondi bilanciati possono investire in azioni nei limiti che vanno dal 30% fino al 70% delle masse gestite;

− i fondi obbligazionari non possono investire in azioni (obbligazionari puri), ad eccezione delle categorie dei fondi obbligazionari misti che possono avere una componente azionaria nei limiti del 30% delle masse gestite;

− i fondi di liquidità non possono investire in azioni;

− i fondi flessibili non hanno vincoli di allocazione degli investimenti in azioni, per cui possono detenere nel portafoglio del fondo una componente azionaria variabile da 0% a 100%.

Ogni macro-categoria a sua volta si distingue al suo interno in diverse categorie che sono state definite sulla base dei fattori di rischio che le contraddistinguono:

− azionari: giurisdizione dell’emittente ed altra categoria residuale definita in base alla specializzazione per settore economico o per paese;

− bilanciati: proporzione della componente azionaria;

− obbligazionari: rischio mercato, individuato sia dalla valuta di denominazione che dalla duration del portafoglio gestito, e rischio di credito;

− liquidità: valuta di denominazione e duration del portafoglio gestito;

− flessibili: nessun fattore di rischio comune.

Fondi azionari

Tutte le categorie azionarie sono caratterizzate da:

− un investimento principale, pari almeno al 70% delle masse gestite, in azioni;

− un investimento residuale, pari al massimo al 30% delle masse gestite, in titoli obbligazionari e in liquidità.

L’investimento principale deve riguardare la giurisdizione dell’emittente o la specializzazione definita dalla categoria, e determina la denominazione della categoria stessa.

L’investimento residuale può essere costituito da titoli obbligazionari di qualunque emittente o da liquidità nella valuta del mercato di definizione della categoria oppure in euro.

Le categorie dei fondi azionari sono:

Azionari Italia azionari Europa azionari Nord America azionari Pacifico azionari globali azionari specializzati

I fondi azionari sono inoltre caratterizzati dalle seguenti specifiche:

− i fondi appartenenti alle categorie azionarie Italia, Europa, Nord America e Pacifico si caratterizzano per un investimento principale in azioni con emittente appartenente alle corrispondenti aree geografiche di definizione. Le aree geografiche Europa, Nord America e Pacifico sono costituite dai paesi sviluppati delle rispettive aree;

− i fondi azionari globali si caratterizzano per un investimento principale, definito nel regolamento del fondo, in azioni relative ad indici azionari internazionali globali oppure con  emittenti appartenenti a diverse aree geografiche come definito nel regolamento del fondo;

I fondi azionari specializzati possono essere contraddistinti da una specializzazione per settore economico, per uno specifico paese o per un determinato gruppo ristretto di paesi. Fondi bilanciati. Le categorie dei fondi bilanciati si contraddistinguono esclusivamente in relazione alla proporzione della componente azionaria, che deve essere pari almeno al 30% e fino al 70% del portafoglio finanziario del fondo.

Le categorie bilanciate sono:

Bilanciati-azionari bilanciati bilanciati-obbligazionari.

I fondi appartenenti alle categorie bilanciati-azionari e bilanciati-obbligazionari si caratterizzano per una prevalenza dell’investimento rispettivamente in azioni e in obbligazioni o liquidità.

Fondi obbligazionari. Ci sono diversi tipi di fondi in base alla collocazione geografica degli acquisti  o della moneta es.: in euro, dollari, Yen etc.

Fondi di liquidità. Essi investono tutto il proprio portafoglio in obbligazioni e in liquidità. Si suddividono in base alla valuta d’investimento. Es: − liquidità area euro − liquidità altre valute La duration deve essere inferiore a 1 anno.

Fondi flessibili. Essi hanno completa libertà nei settori e valute d’investimenti.

Cos’è una polizza assicurativa

Polizza (dal latino pollicitatio, promessa) è il nome con cui si designa il contratto di assicurazione, che possono essere obbligatorie o volontarie. Forme assicurative  obbligatorie sono quando il cittadino (o la società di persone o la società di capitali) devono contrarre un’assicurazione, alcune volte potendo anche scegliere con quali società stipulare un contratto di assicurazione obbligatorio (come, ad esempio un’assicurazione di responsabilità civile RCA per la circolazione dei veicoli), altre volte invece esiste l’obbligo di rivolgersi ad un’unica società, tipicamente statale (come, ad esempio,  l’INAIL, Assicurazione Nazionale per l’Assistenza e gl’Infortuni sul Lavoro obbligatoria per la maggior parte dei lavoratori). A fronte dello spostarsi del rischio, dalla persona alla società di assicurazione, la persona paga un importo, chiamato “premio assicurativo”, alla società di assicurazione che si impegna a sopportare un ben identificato rischio fino ad un determinato capitale assicurato o massimale assicurativo. I due termini, capitale assicurato o massimale assicurativo, hanno due significati diversi. Il contratto  in generale è la risultante di due volontà, quella di chi avanza la proposta e quella di chi la riceve  L’incontro di due volontà porta alla formulazione del reciproco consenso per la conclusione del contratto (accordo consensuale). A volte è necessario che per il perfezionamento del contratto si consegni una cosa determinata: nei contratti di mutuo, di pegno, di deposito o di comodato.

Requisiti del contratto in generale. L’articolo 1325 del Codice Civile precisa gli elementi essenziali del contratto. La mancanza anche di un solo elemento invalida giuridicamente il contratto. La nullità del contratto è determinata anche dalla causa illecita (art. 1343), da motivi illeciti (art. 1345), dall’illiceità dell’oggetto (art. 1346) o della condizione (art. 1354); dall’impossibilità, dall’indeterminatezza e indeterminabilità dell’oggetto (art. 1346); dalla presenza, dalla violenza materiale o assoluta, dall’inosservanza della forma ecc. Una forma più attenuata d’invalidità del contratto è l’annullabilità, che si presenta per incapacità di agire delle parti e quando la volontà dei contraenti sia viziata da errore, violenza o dolo. In questo caso, il contratto produce i suoi effetti fino a quando non è impugnato; la sentenza costitutiva che ne dichiara l’annullamento ha effetto retroattivo ed obbliga le parti a ripristinare le condizioni, di fatto e di diritto, che esistevano prima della sottoscrizione del contratto annullato. Il contratto è inefficace quando elementi esterni, di fatto, ne impediscono l’applicabilità, così ad esempio: il difetto di procura ai sensi dell’art. 1398 Codice civile, il mancato consenso del creditore ai sensi dell’art. 1406 Codice Civile, un termine non ancora sopraggiunto (come prescritto dall’art. 1184 Codice Civile), la presenza di una condizione sospensiva non ancora verificatasi (cfr. art. 1353 Codice Civile, il difetto di accettazione nella cessione del credito (art. 1294 Codice Civile), il difetto di pubblicità ex art. 2644 Codice Civile, la mancanza di data certa ex art. 2704 Codice Civile.

Il termine

Se per l’adempimento è fissato un termine (art. 1184), questo si presume a favore del debitore, qualora non risulti stabilito a favore del creditore o di entrambi. La norma intende proteggere il debitore,parte contrattuale più debole: infatti, qualora per l’adempimento sia fissato un termine, e questo non risulti esplicitamente stabilito a favore del creditore o di entrambe le parti, nel dubbio esso si presume a favore del debitore.

Le parti contrattuali

Sembrerebbe ovvio che le parti siano: assicurato e assicuratore.
La realtà, come sempre, è un po’ più complessa; quanto all’assicuratore, normalmente in Italia si tratta di una società che, naturalmente, per esercitare questa “industria” è fornita da particolari autorizzazioni governative). Per l’altra parte, è talora necessario distinguere tra:

  • contraente (la persona fisica o giuridica che stipula la polizza);
  • assicurato (la persona fisica o giuridica il cui interesse è protetto dalla polizza);
  • beneficiario (la persona fisica o giuridica destinataria della prestazione cui si obbliga l’assicuratore).

Occorre precisare che, se pure le tre “figure” appena descritte spesso s’identificano in un unico soggetto, è tutt’altro che raro che i vari soggetti siano ben distinti: è ovvio, ad esempio, che nel caso di morte la liquidazione del dovuto avverrà in favore di un soggetto diverso dal deceduto, così come è normale prassi, da parte di chi eroghi un mutuo, richiedere che la polizza assicurativa sul bene “finanziato” vincoli la liquidazione a favore del creditore. Il costo determinato, detto “premio assicurativo” viene calcolato in base alla probabilità che l’evento stesso si verifichi, al grado del danno e alla somma assicurativa.

Forti aumenti nelle tariffe RCA auto

Le tariffe RCA sono aumentate in meno di un decennio di circa un 140% a fronte di un aumento dei prezzi al consumo di appena un 39%. Le perdite del 2009 di bilancio  hanno portato le compagnie di assicurazioni a richiedere per il 2010 aumenti medi del 15-20% con punte del 31% per i ciclomotori. Hanno contribuito all’aumento dei costi diversi fattori. Il meccanismo  Bonus –Malus è stato spiazzato dal decreto Bersani, che ha consentito qualche risparmio ai neo patentati o agli acquirenti di nuove vetture perché ha permesso di godere condizioni migliori nel pagamento del premio assicurativo. A questo si aggiungono le nuove tabelle di risarcimento dei danni fisici e il normale aumento dei costi di riparazione dei carrozzieri Le compagnie di assicurazioni si sono rifatte effettuando l’aumento dei premi assicurativi per difendere i propri bilanci e per aumentare i fondi di accantonamento per futuri risarcimenti. Altre azioni difensive le compagnie le hanno messo in atto, effettuando nel Sud-Italia numerose  azioni di riorganizzazione, con chiusure di agenzie e conseguente licenziamento di personale, oltre a pesanti azioni di disdette di portafoglio che, visto l’obbligatorietà della garanzia RCA, determinano di fatto la costrizione a cambiare compagnia e intermediario di fiducia (visto che l’attuazione della legge 40/2007 è resa impossibile in quelle aree territoriali), pagando un premio più elevato o usufruendo di garanzie più limitate. Spesso, purtroppo, questo fenomeno alimenta un’altra costosa piaga sociale ed economica del Paese, perché fanno aumentare il numero di cittadini che circolano senza assicurazione. Ne consegue che le categorie maggiormente a rischio, come i pluri sinistrati, i residenti nelle regioni meridionali, i giovani al di sotto dei 25 anni, si vedono applicare tariffe a prezzi proibitivi e comunque al di sopra delle loro capacità economiche. Le categorie virtuose socializzano la mutualità sempre meno nazionale e quando il premio assicurativo supera il livello di sopportabilità sociale, gli assicurati-consumatori sono spinti ad evadere l’obbligo assicurativo, con la conseguenza che vengono a crearsi vaste aree off-limits, nelle quali sarà sempre più pericoloso aprire agenzie, in considerazione del pericolo di subire danni alle cose e peggio ancora alla persona, che non possono essere risarciti da alcuno. Bisogna tener presente che le regioni  meridionali rappresentano in termini di raccolta premi RCAuto, complessivamente circa il 27% del mercato.  Il rapporto sinistri/premi nel ramo RCAuto è aumentato dell’8,3% negli ultimi cinque anni, passando dal (75,4%) del 2003 al (81,7%) del 2008. I sinistri pagati dalle imprese per danni a cose nel 2008 nel ramo RCAuto registrano un aumento del 2,5%, rispetto all’anno precedente, mentre i sinistri con danni alle persone coinvolte in incidenti stradali segnalano un aumento maggiore pari al 5,2% dell’esercizio 2008, rispetto al 2007. Infatti, secondo i dati ANIA, il numero di persone decedute o ferite in incidenti stradali risultano cresciute da 967.431 nel 2007 a 1.057.621 nel 2008, con un aumento del 9,3%. Singolare e significativo che, invece, da fonte ISTAT il numero di persone morte o ferite sulla strada risulti essersi ridotto, da 330.981 del 2007 a 315.470 del 2008, con una diminuzione del 5% circa.  La differenza (tra un aumento del 9,3% ad una riduzione del 5%) dipende dal fatto che i dati ISTAT riguardano danni alla persona rilevati dalla forza pubblica, quelli ANIA rilevano invece lesioni fisiche semplicemente denunciate da chi richiede risarcimento.

E’ possibile che vi siano lesioni effettive e reali anche quando non intervengono a constatarle le forze di polizia, ma che siano di una simile rilevanza numerica lascia indubbiamente perplessi. Così come non trova giustificazione l’aumento della frequenza sinistri che interessa in particolare le regioni meridionali, crescendo in maniera smisurata in determinate province del meridione (Napoli + 21,4%, Vibo Valentia +5,5%, Brindisi +4,2%. Altrettanto significativa l’incidenza che rileva il numero di sinistri con danni alla persona in Italia: incidono per il circa 21% del totale dei sinistri Auto (nelle aree meridionali critiche, l’aliquota sfiora il 50%). A livello europeo si evidenzia che la percentuale dei danni a persone è del 10,3% per la Francia e del 10,1% della Germania (Fonte ANIA) Rilevante sapere che l’85% dei sinistri RCAuto con lesioni alla persona costano al sistema ben 6 miliardi di euro. Se in Italia evitassimo di pagare in maniera spropositata le micro invalidità permanenti, ad esempio quelle dell’1 o del 2% (che rappresentano addirittura il 70% dei danni liquidati per lesioni in RCA), si risparmierebbero 1,5 miliardi di €, ossia si ridurrebbe di ben il 10% l’onere complessivo dei sinistri. Detto in altri termini, si potrebbe evitare un aumento del 10% delle tariffe RC Auto. Intervenire sulle frodi, sulle speculazioni, ridurre il costo sul sistema complessivo, fermare l’aumento delle tariffe RC Auto, limitare l’elusione (ossia coloro che non si assicurano più), per ridurre il costo indiretto che comunque viene spalmato a livello nazionale, tanto sulle tariffe della RC obbligatoria, quanto sul sistema sociale (il fondo nazionale per le vittime della strada e l’assistenza sanitaria pubblica che interviene a spese dei cittadini per chi ha subito un sinistro da auto non assicurata). Favorendo il contenimento della illecita speculazione, si potrà ottenere una contrazione del costo dei sinistri RCAuto, a vantaggio di tutto il settore e dei consumatori, i quali beneficeranno di una diminuzione dei prezzi.

Allianz SpA

Nell’ottobre 2007 nasce, dall’aggregazione delle compagnie Ras, Lloyd Adriatico, e Allianz Subalpina, Allianz S.p.A. con una  posizioni leader  nel settore assicurativo, dei servizi finanziari e del risparmio gestito, con più di 7 milioni di clienti. Ai primi posti nel settore assicurativo italiano per raccolta premi – oltre 11 miliardi di euro nel 2008 – ed è il quinto competitor nel mercato nazionale dell’asset management e il quarto per promotori finanziari, grazie alle competenze di Allianz Global Investors Italia e Allianz Bank Financial Advisors, la banca multicanale del gruppo. Il gruppo Allianz Italia ha circa 6.000 dipendenti, oltre 2.200 promotori finanziari e tre reti di agenzie (Allianz Ras, Allianz Lloyd Adriatico e Allianz Subalpina) che raggruppano 2.600 professionisti e circa 20.000 persone sul territorio.
Allianz è presente anche nella vendita diretta di polizze via Internet e call center, attraverso Genialloyd, leader di mercato nella distribuzione. L’area che raccoglie le società che fanno parte del comparto assicurativo del gruppo Allianz S.p.A.  sono: Antoniana Veneta Popolare Vita, CreditRas Assicurazioni,  CreditRas Vita, Genialloyd, L’assicuratrice italiana danni, L’assicuratrice Italiana Vita, L.A. Vita,  RB Vita.

La banca multicanale del gruppo Allianz S.p.A. è Allianz Bank Financial Advisors S.p.A.  che fondata nel 1990,  ha avviato nel 2002, un processo di crescita che l’ha portata ad acquisire le reti di promotori finanziari Dival Ras, Ras Investimenti Sim, Commerzbank Asset Management Italia, BPVi Suisse e Bnl Investimenti. Oggi Allianz Bank Financial Advisors S.p.A. offre una gamma di servizi bancari e finanziari proposti e gestiti attraverso il Call center, il sito internet e una rete di Financial Advisor in tutto il territorio nazionale. Nel 2001 nasce, come private banking, “Investitori SGR”,  per rispondere a esigenze di investimento legate a patrimoni ingenti.  Essa opera attraverso una rete di Private Banker, proponendo portafogli di titoli azionari e obbligazionari personalizzati sui clienti e una linea esclusiva di fondi.

RB Fiduciaria S.p.A. è la società del gruppo Allianz S.p.A. nata nel novembre del 1973 per l’amministrazione di patrimoni fiduciari. Essa propone servizi che comprendono l’amministrazione fiduciaria dei beni conferiti e le attività d’ intestazione fiduciaria sia di contratti di gestione patrimoniale Allianz Bank Financial Advisors S.p.A, sia di altri prodotti gestiti e offerti dal gruppo Allianz S.p.A. (ad esempio i fondi comuni di investimento).

Regole europee per le società di fondi

Da qualche settimana il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge che recepisce entro due mesi dalla promulgazione comunitaria le varie direttive UE nell’ordinamento nazionale, fissando poi in due anni il tempo massimo per la promulgazione degli eventuali decreti attuativi. La più importante, da un punto di vista finanziario, è il passaporto europeo per le società di gestione dei fondi comuni che rende possibile recepire le novità comunitarie sugli Oicvm, organismi d’investimento collettivo di valori immobiliari) e che significa  poter costituire fondi comuni in paesi UE,  diversi da quello d’origine, sotto comunque il controllo e la vigilanza  della Consob e di Bankitalia. Il varo di questo schema di legge viene incontro alle necessità di riavvicinare i capitali d’investimento stranieri alle società industriali e manifatturiere italiane soprattutto nelle PMI, dopo l’abbandono massiccio avvenuto nel settore nel corso del 2009. Da una parte l’Italia ha meglio resistito alla crisi mondiale proprio per la massiccia presenza delle PMI, dall’altra parte il riaffacciarsi degli hedge fund nel settore può essere facilitato da una linearità di leggi a respiro europeo.

Alcune cifre possono dare la dimensione del problema: nel 2008 erano 54 le partecipazione superiore al 2% ai capitali d’impresa per un ammontare di 28 miliardi di €, nel 2009 le partecipazioni sono scese a 11 per un ammontare di 5 miliardi e 800 milioni di €. Nel 2010 molti titoli sono sottovalutati per varie ragioni, comprese quelle dell’abbandono nello scorso anno di capitali e per problemi d’inefficienze burocratiche italiane. Le prospettive di ripresa economica in Italia e le sottovalutazioni, prima accennate, potrebbero essere le ragioni di una nuova attrazione verso il mercato italiano.

AlleanzaToro S.p.A – una nuova realtà assicurativa

Il 12 ottobre 1898 nasce a Genova Alleanza Società di Assicurazioni.  I fondatori sono Evan Mackenzie, Giacomo Castelbolognesi, Enrico Rava e Giuseppe Corradi, tutti esponenti di spicco del mondo della banca e della finanza nazionale e internazionale. Il Ramo Vita rappresenta da subito l’attività più importante della Società che, nei primi anni, opera anche nel Ramo Infortuni e in quello dei Trasporti Marittimi. Gli anni dal  1901 al 1906 rappresentano, dopo lo slancio iniziale, quelli del consolidamento organizzativo di Alleanza. In questa fase Alleanza diventa una realtà  molto affidabile e solida, forte di una rete di 345 tra rappresentanze e agenzie dislocate per lo più nel Regno d’Italia, ma con presenze anche all’estero (Grecia, Turchia, Tunisia, Libia, Malta e Spagna). I vantaggi derivanti dalla forte crescita della raccolta di capitale attorno alle assicurazioni in generale, e a quelle Vita in particolare, aprono all’inizio del secolo, un dibattito sull’opportunità dell’intervento statale nel settore. Il progetto di nazionalizzazione del ramo vita si materializza con il decreto del 5 agosto 1913,voluto dal Presidente del consiglio  Antonio Giolitti che sancisce la nascita dell’Istituto Nazionale delle Assicurazioni (INA) a cui le imprese private, tra cui Alleanza, devono obbligatoriamente cedere il portafoglio Vita. Negli anni ’70,  l’inflazione rende  necessario studiare un prodotto allineato alle nuove realtà dei mercati finanziari. Vengono lanciate le prime polizze miste di tipo rivalutabile che  sono studiate per mantenere le due caratteristiche “storiche” di Alleanza: la rateazione mensile del premio e l’incasso al domicilio dell’assicurato. Il successo di queste polizze si rafforza con la diffusione, nel 1982, della polizza DR (Denaro Rivalutato). Nel 1993 Alleanza acquisisce una partecipazione del 12% nel Banco Ambrosiano Veneto; nel 1994  acquista il controllo ceduto da Generali sulla compagnia La Venezia e sulla Fincral di Venezia per i prodotti finanziari; nel 1995 viene costituita insieme con Assicurazioni Generali la nuova Società Gruppo Generali Immobiliari (Ggi) e nel 1996 nasce Fondi Alleanza, società di gestione del risparmio attiva sui mercati finanziari e specializzata nel settore dei fondi comuni d’investimento.

Dal 1 ottobre 2009 le attività assicurative di Toro Assicurazioni sono state conferite in una nuova compagnia, AlleanzaToro S.p.A., operativa nei rami vita e danni e interamente controllata dal Gruppo Generali. La nuova Compagnia del Gruppo Generali opera nei rami vita e danni attraverso le reti distributive Alleanza, Toro, Lloyd Italico derivanti dall’integrazione delle attività assicurative di Alleanza e Toro, e le Società Augusta Assicurazioni e DAS. Alleanza Toro S.p.A. offre una gamma di prodotti in grado di soddisfare tutte le esigenze assicurative e previdenziali della famiglia, dei professionisti e delle imprese.

Nel campo della previdenza complementare Alleanza Toro si posiziona come quarto operatore sul mercato con un mix distributivo unico che gli permette di gestire bene la fase transitoria della riforma entrata in funzione dal 1 maggio 2007 e offre ai milioni di lavoratori dipendenti del settore privato; ai lavoratori autonomi e liberi professionisti;   e a oltre 4 milioni di aziende una vasta gamma di polizze in grado di soddisfare le loro richieste.  L’integrazione ha permesso di ampliare le competenze e rafforzare l’offerta commerciale. Altra linee assicurative molto interessante per il mercato sono:

Linea Protezione è una garanzia di serenità che permette di: tutelare i propri cari in caso di una prematura scomparsa o proteggersi dall’insorgenza di una malattia grave che potrebbe lasciare situazioni di precarietà economica;

Linea Risparmio + Sicurezza che risponde all’ esigenze di  garantirsi per il futuro un tenore di vita analogo a quello attuale; realizzare un piano di accumulo del risparmio che garantisca una copertura caso morte per i propri cari; finalizzare il risparmio al futuro dei propri figli o dei propri nipoti.

Linea Investimenti che risponde alle esigenze d’investire con lo scopo di una rivalutazione nel tempo del capitale, difendendosi da fenomeni inflazionistici o congiunturali.

Cresce nel 2009 la raccolta di fondi e SICAV

Nel 2009 è tornata a crescere la raccolta netta complessiva generata da fondi e SICAV: 17,7 miliardi di euro, di cui 12,3 derivanti dal collocamento di prodotti e servizi di risparmio gestito e 5,3 dal risparmio amministrato, secondo i dati relativi all’attività 2009 delle 47 imprese associate ad Assoreti. Un risultato positivo, se confrontato con una raccolta netta 2008 positiva per 6,4 miliardi, grazie però ai 15,7 miliardi di raccolta del risparmio amministrato, che avevano compensato i 9,3 miliardi in negativo del risparmio gestito. I dati sulla raccolta netta di OICR confermano l’imporsi di modelli commerciali  aperti: la raccolta si divide infatti in modo bilanciato tra prodotti e servizi propri (5,5 miliardi) e prodotti e servizi di società terze (6,7 miliardi di euro), mentre a livello patrimoniale i prodotti propri pesano ancora per il 65,9% del totale. Il patrimonio gestito in OICR ammonta, al 31 dicembre 2009, a 126 miliardi, rispetto ai 103,4 di fine 2008, con una quota di mercato che passa dal 25,7% al 29% e un patrimonio complessivamente gestito attraverso le reti di 229,8 miliardi, pari al 6,3% delle attività finanziarie delle famiglie italiane. Nel 2009 è inoltre proseguito il trend di consolidamento del sistema delle reti, dopo la quasi stabilità del 2008. Il numero medio di clienti primi intestatari di contratti è salito a 156 per promotore finanziario, rispetto ai 138 del 2008 e ai 136 del 2005, mentre il portafoglio medio è cresciuto di circa il 20% in un anno, passando dagli 8,1 milioni di fine 2008 ai 9,9 milioni di fine 2009: il dato relativo al 2005 parlava di un portafoglio medio di 7 milioni di euro per promotore finanziario. Nel 2010, alcuni sindacati si sono seduti al tavolo con gl’imprenditori per trovare il sistema di finanziare le infrastrutture e soprattutto le piccole imprese, mobilitando i TFR ancora non utilizzati allo scopo. L’idea per il momento preferita è quella di costituire una Sgr che finanzi, con i fondi recuperati, opere pubbliche, con la copertura del Fondo di garanzia delle opere pubbliche, sottoposto alla supervisione del Ministero dell’Economia, che garantisce il capitale privato utilizzato nell’opera. Poiché i capitali accantonati sono consistenti e in continua crescita, molti operatori pensano che percorrendo anche questa strada, il 2010 potrà dare dei buoni risultati positivi.

Zuritel, Zurich Connect e TFR

La compagnia di assicurazione Zurich Connect è il nuovo marchio di Zuritel Spa, che vende assicurazioni su internet e via telefono direttamente ai clienti, senza intermediari. Il gruppo di assicurazioni Zurich, inizia la vendita di assicurazioni via telefono in Italia nel 1997 con il nome di Zuritel. Nell’ottobre 2008 cambia il marchio in Zurich Connect.

Dal 1 aprile 2009 la  società  Zuritel S.p.A. ha Sede legale e Direzione in  via Benigno Crespi, 23 – 20159 Milano. Società a socio unico soggetta all’attività di direzione e coordinamento di Zurich Investments Life S.p.A. Cap. soc. € 38.000.000 i.v.
Zurich Connect è infatti il nome che il Gruppo Zurich ha assegnato ai suoi servizi di vendita assicurativa via telefono ed internet già in Germania, Gran Bretagna, Spagna e Svizzera.

La compagnia attraverso la capogruppo Zurich Italia esplica altre attività a favori dei:

Lavoratori autonomi che grazie al D.Lgs 252/2005 sulla previdenza complementare hanno ottenuto l’ eliminazione del limite del 12% del reddito per la deducibilità fiscale, per cui hanno uno spazio fiscale più ampio per aumentare la quota prevista di reddito da dedicare alla pensione integrativa ottenendo anche  una riduzione della quota di reddito imponibile indipendentemente dal suo ammontare.

Dipendenti del settore privato hanno due nuove opportunità perchè possono decidere di destinare il loro TFR a una forma di previdenza complementare e possono integrare la previdenza con strumenti differenti da quelli scelti in azienda (es. Piani Individuali Previdenziali) e cogliere tutti i nuovi vantaggi fiscali.

Ha una nuova particolare attenzione verso le piccole e medie imprese / PMI

Destinando il TFR a una forma di previdenza complementare, potranno attivare a favore dei dipendenti Piani Individuali Previdenziali personalizzati, beneficiando dei vantaggi sul costo del lavoro e di ulteriori sgravi. Anche queste categorie (studi professionali, negozianti, condomini, ecc.) devono effettuare, in accordo con i propri lavoratori, la scelta dello strumento previdenziale da utilizzare per la destinazione esplicita del TFR. Destinando il TFR ad una forma di previdenza complementare potranno attivare a favore dei propri dipendenti Piani Individuali Previdenziali personalizzati, beneficiando in proprio dei vantaggi sul costo del lavoro e degli ulteriori sgravi.

La reale situazione economica degli Italiani

Notizie contraddittorie ogni giorno appaiono sui quotidiani italiani. Sembrano, a secondo l’orizzonte politico di chi scrive, appartenere a due paesi completamente diversi. Le stesse valutazioni sul PIL di ogni paese, lascia perplessi, in quanto nell’anno che monta la bolla del mattone, il PIL di quel paese aumenta a dismisura, salvo poi l’anno dopo parlare di crisi epocale, una volta scoppiata la bolla, è il caso tipico degli USA e della Spagna. D’altra parte quando cresce la spesa privata a debito o a pagamento con carte revolving, tutta l’economia sembra tirare, poi si scopre che il settore privato ha un indebitamento pari a tre volte il debito delle famiglie italiane. Altri economisti si affannano a ricordare che qualcuno nel Nord Europa ci tiene a catalogare l’Italia come facente parte della classifica dei paesi “PIIGS”. Nelle tabelle pubblicate dal dipartimento economico dell’ONU, nel quadriennio 2005/2008 l’Italia è l’economia che ha aumentato il proprio export manifatturiero in valori correnti del 42%, e in volume del 21%. Nel 2009 la ricchezza delle famiglie è tornata a crescere, toccando il massimo storico di 9.480 miliardi di euro, dopo il calo del 2008: la crescita media annua tra il 2003 e il 2009 è del 4,5%, un dato spiegabile con il forte legame della ricchezza delle famiglie con le attività reali e con il patrimonio immobiliare in particolare. Nella composizione del portafoglio scende il peso delle attività finanziarie, passate dal 42% del 2003 al 37% del 2009: un valore di 3.480 miliardi di euro, concentrato per il 73% in risparmio amministrato e circolante e per il 27% in prodotti di risparmio gestito. E’ la fotografia fornita da ORFEO, l’Osservatorio Permanente sulla Gestione del Risparmio delle Famiglie Europee lanciato nei mesi scorsi da Pricewaterhouse Coopers e dall’Università di Parma. L’economia italiana ne risulta quindi molto finanziarizzata: il livello di ricchezza finanziaria in proporzione al valore delle attività produttive è, infatti, pari a circa tre volte il PIL, superiore a quanto accade in Europa in paesi come la Francia, la Germania e la Spagna. Nel 2009 il risparmio gestito come settore ha un valore di patrimonio promosso pari a 1.466 miliardi di euro, con un peso del 35% per la clientela istituzionale e del 65% per quella private e retail, e si è verificata un’inversione di tendenza: dopo un biennio di riduzione, il patrimonio gestito è infatti cresciuto del 16%, e per il 2011 si dovrebbe tornare ai massimi del 2006. Il risparmio gestito si conferma quindi banco-centrico, con un canale bancario che prevale nella distribuzione dei prodotti di risparmio gestito, intermediando quasi il 70% delle masse promosse, seppure con un incremento, negli ultimi anni, delle quote relative agli agenti assicurativi, alle reti di promotori e consulenti indipendenti e alle Poste. E’ cresciuta anche la ricchezza degli HNWI: +19% nel corso del 2009, per un totale di 882 miliardi di euro suddivisi tra 640mila famiglie. Un aumento derivante in parte dall’effetto performance e in parte dagli 85 miliardi di euro rimpatriati attraverso lo scudo fiscale: oltre la metà di essi sono detenuti in liquidità e dovrebbero quindi essere indirizzati verso prodotti di risparmio gestito nei prossimi mesi. Le prospettive per il rientro di capitali per il primo quadrimestre 2010 prevedono  un ulteriore rientro per 40 miliardi di €. “La crisi finanziaria senza precedenti ha evidenziato alcune aree di miglioramento nel sistema bancario, commenta Giacomo Neri, Partner PwC, tuttavia il settore della gestione del risparmio (nelle varie componenti assicurative ed asset management) ha dimostrato di essere  più robusto. I cambiamenti nella normativa e i mutamenti delle preferenze degli investitori apriranno una gamma di opportunità  che nessun operatore di asset management potrà permettersi di ignorare”.